Iran: dai pulpiti delle moschee risuoni un messaggio di pace

Perché colpire Teheran? “Per il ruolo strategico che l’Iran svolge nella regione e per la lotta al terrorismo. E’ stato scritto che in Medio Oriente sta prendendo forma un regolamento di conti tra schieramenti contrapposti ed è a questo scontro che bisogna guardare se si vuole comprendere quali dinamiche rischiano di infiammare ancora di più tutta la regione”. Il “punto” su cosa è successo e perché in Iran, dove martedì 6 giugno un duplice attentato ha provocato la morte di 13 persone e il ferimento di 52

Cei: con i fondi 8xmille in Kurdistan una serie d’interventi a favore della popolazione sfollata più vulnerabile

Nell’ultima riunione del Comitato per gli interventi caritativi a favore del terzo mondo, si è deciso di devolvere parte della cifra (un totale di 18 milioni di euro per 119 progetti nel mondo), ad una serie di interventi in Kurdistan a favore della popolazione sfollata più vulnerabile: bambini, anziani, disabili, donne, malati cronici. I fondi verranno gestiti dalla Focsiv che in Kurdistan ha avviato da tempo un progetto articolato di aiuti in varie città. Parla Terry Dutto che coordina il progetto: “È vero, è solo una goccia. Ma noi non possiamo sapere che effetto può avere una goccia”

L’attentato di Gerusalemme e le ragioni profonde dei malanni di Terra Santa

Attribuire l’attacco all’Isis è “comodo” un po’ a tutti. In questo 2017 ricorderemo i primi 50 anni della vittoria israeliana nella “guerra dei 6 giorni”, quella decisiva che ha permesso l’occupazione della Cisgiordania e la conquista di Gerusalemme. È dai risultati di quella guerra che bisogna ricominciare a ragionare

50 anni di conflitto israelo-palestinese: da “madre di tutte le guerre” a conflitto marginale

Nel 2017 ricorreranno i 50 anni dell’occupazione militare israeliana dei territori palestinesi in seguito alla Guerra dei Sei Giorni (5-10 giugno 1967), che vide da un lato Siria, Giordania ed Egitto e, dall’altro, Israele, che uscì vittorioso su tutti e tre i fronti, conquistando la Cisgiordania e Gerusalemme Est alla Giordania. Da “madre di tutte le guerre” a “conflitto marginale in Medio Oriente”, come sostiene nella sua analisi Janiki Cingoli, direttore del Cipmo: “L’orientamento è più quello di un ‘conflict management’ che di un ‘conflict resolution’”. Significative le parole di Papa Francesco al Corpo diplomatico, il 9 gennaio: “Nessun conflitto può diventare un’abitudine dalla quale sembra quasi che non ci si riesca a separare. Israeliani e Palestinesi hanno bisogno di pace”. Intanto, non cessa la violenza. Domenica 8 gennaio un palestinese ha travolto e ucciso con un camion quattro giovani soldati israeliani