Intervista alla Prof.ssa Manuela Germani, Dirigente dell’Istituto Alberghiero Buscemi

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Parallelamente alla conclusione dell’anno scolastico, siamo giunti al termine anche delle nostre interviste ai Dirigenti degli Istituti della nostra Diocesi. La penultima di questo lungo viaggio è l’intervista alla Dirigente dell’Istituto Alberghiero “F. Buscemi” di San Benedetto del Tronto, la Prof.ssa Manuela Germani.

 

Ci racconti un po’ di lei…
Ho iniziato il percorso di presidenza alla Scuola Media Sacconi-Manzoni di San Benedetto del Tronto dopo aver vinto il concorso per Dirigenti Scolastici nel 2007. Negli anni successivi sono stata dirigente dell’ISC SUD di Porto d’Ascoli. Nel campo delle Tecnologie Didattiche, della Comunicazione e dell’Integrazione Scolastica ho svolto interventi in convegni regionali e nazionali, condotto ricerche e pubblicato testi e sperimentazioni. Presso l’università di Macerata e Camerino sono stata docente per gli insegnamenti delle ICT per le lingue straniere, dei metodi informatici delle discipline scientifiche e formatrice degli insegnanti di sostegno per la disabilità. Per diversi anni ho coordinato il Centro di Documentazione Handicap. Oggi dirigo l’Istituto Alberghiero Buscemi della nostra città dove il mio impegno, al fianco di studenti ed insegnanti, si concretizza in progetti che promuovono la cultura dell’ecosostenibilità nel settore dell’Enogastronomia e del Turismo nel territorio.

Quali indirizzi di studio propone l’Istituto Superiore che dirige?
L’alberghiero Buscemi di San Benedetto del Tronto è una scuola che sa di consenso, che parla davvero di comunità in termini di aiuto. Noi non lasciamo indietro le persone, da noi nessuno è solo, sappiamo essere forti nel far raggiungere alle studentesse e agli studenti obiettivi importanti di autonomia, competenze eccellenti nel proprio campo di interesse. Ogni studente trova una possibilità di riuscita, di interesse, coltiva le speranze del proprio futuro, realizza obiettivi concreti e la possibilità di incidere sullo sviluppo sociale e lavorativo con indicatori significativi misurabili e oggettivi. L’indagine Eduscopio, infatti, vede il Buscemi al primo posto per l’occupabilità (al 72 %) e per la coerenza del titolo di studio con la professione che poi i ragazzi svolgeranno. Per tale ragione durante i primi due anni di base le studentesse e gli studenti si fortificano e sperimentano i diversi settori. Dal terzo anno in poi quattro sono gli indirizzi possibili: enogastronomia, pasticceria, sala bar e il nuovo corso di Turismo Enogastronomico. È chiaro che il profilo in uscita vede ragazze e ragazzi eccellenti saldamente connessi al settore turistico ed enogastronomico.

Quali progetti realizzati in questi anni al “Buscemi” le stanno particolarmente a cuore?
Il nostro alberghiero è una scuola che stringe alleanze di continuo. Noi ci impegniamo e sperimentiamo nuove piste di miglioramento, facciamo patti, accordi con enti, associazioni, università, con il territorio. Da noi c’è sempre attività e in qualche modo c’è sempre aria di positività e di allegria. Pertanto è difficile parlare di un progetto a scapito di un altro, perché sono tutti egualmente importanti e meritevoli. Ne cito solo alcuni a titolo esplicativo.
Lo scorso febbraio i nostri ragazzi hanno partecipato al Dubai Expo, al padiglione dell’Italia con il PROGETTO “TURISMO E SPORT 4.0″ Digital Travel Class – realizzato grazie alla Fondazione CARISAP di Ascoli Piceno. Gli studenti del corso di Accoglienza Turistica sono “volati” a Dubai con una Digital Travel Class in collegamento con Expo, dedicata alla settimana delle Marche. La Ricerca e la Sperimentazione sono le nostre sorelle e sono le protagoniste delle alleanze con l’università, con gli enti. Forti della Renaia, Rete Nazionale degli Alberghieri, di cui per le Marche siamo rappresentanti, siamo sempre in movimento in Italia, in Europa e nel mondo. I nostri ragazzi rappresentano e sono riconosciuti “ambasciatori” per le eccellenze del made in Italy.
Ultimo in ordine cronologico il Progetto PRIMM – “Piano Regionale Integrazione Migranti Marche” che si è svolto a fine maggio. Si è trattato di un concorso a sei squadre, rappresentanti ciascuna una nazione diversa (Cina, India, Nigeria, Turchia, Ucraina e Venezuela). Una cinquantina di studenti si sono sfidati nella preparazione di piatti tipici delle diverse città del mondo (Pechino, Nuova Delhi, Lago, Istambul, Kiev e Caracas), mentre in collegamento in diretta streaming su Youtube una rappresentanza di studenti delle varie nazionalità coinvolte nel progetto ha assistito alla gara. Ci tengo a precisare che durante l’evento si è tenuta una raccolta fondi il cui ammontare è stato devoluto totalmente alla Caritas Diocesana della nostra città a sostegno delle famiglie che stanno attraversando gravi difficoltà a causa della guerra.

Quali progetti ha in cantiere per i suoi studenti nel prossimo futuro?
La prima grande novità riguarda il nuovo corso “OSPITALIA – Corso di Turismo Enogastronomico” che sarà attivato a partire dall’anno scolastico 2022-23. Il Diplomato di Istruzione Professionale nell’Indirizzo del nuovo corso sarà in grado di svolgere questa nuova professione nel campo del turismo in maniera efficace, poiché possiederà appropriate competenze nel settore dell’Accoglienza e dell’Ospitalità Alberghiera sia nel campo delle scienze e della cultura enogastronomica che in quello storico-geografico ed economico. Alla conoscenza del territorio lo studente saprà unire ottime abilità comunicative, linguistiche e relazionali, in modo da far vivere al turista un’autentica e originale esperienza che potrà consigliare anche attraverso le varie forme del turismo esperienziale. La professione dello specialista in Turismo Enogastronomico è a servizio di un fenomeno turistico in continua crescita, poiché il turista attuale durante il suo viaggio vuole vivere, sempre di più rispetto al passato, esperienze enogastronomiche. Il corso è strutturato secondo i codici ateco previsti per la Scuola Alberghiera e gli sbocchi occupazionali sono condivisi con le imprese del territorio.

Qual è il bilancio di questi ultimi anni da Dirigente?
Il bilancio è più che positivo. Per quanto concerne l’aspetto strutturale e logistico, la nostra scuola è attrezzata con laboratori tecnico-professionali innovativi, eccezionali, dedicati al massimo rendimento delle opportunità formative. Ogni spazio, ogni laboratorio, ogni classe dalla più piccola alla più grande, è attrezzata con nuovissimi sistemi tecnologici interattivi di video proiezione. Due grandi laboratori di informatica con doppi sistemi di proiezione sono dedicati costantemente alla didattica delle classi. La grande sala dedicata alle esercitazioni di sala e vendita, unica davvero per la sua bellezza, offre allo sguardo il nostro mare, il porto, il lungomare, la città.
Dal punto di vista formativo, l’offerta che il nostro istituto fornisce ai suoi studenti è sempre all’avanguardia, grazie alla competenza e professionalità dei nostri docenti che con dedizione e passione si prodigano per formare studenti competenti e futuri ottimi professionisti. Non è un caso che spesso i nostri studenti ricevano riconoscimenti nazionali ed internazionali, classificandosi ai primi posti nelle competizioni a cui partecipano. In questa sede mi piace ricordare che due settimane fa due tra i nostri migliori iscritti hanno vinto il primo al Concorso Nazionale Ugo Tognazzi a Velletri e il primo premio del Concorso Nazionale Cocktail Sala Bar a Vicenza.
Infine vorrei spendere due parole anche sull’aspetto relazionale del nostro istituto: uno dei punti di forza del Buscemi è l’integrazione scolastica degli alunni con disabilità. Tutti i nostri studenti, infatti, a prescindere dalle loro diversità funzionali, possono realizzare esperienze di crescita individuale e sociale e possono raggiungere il proprio grado di autonomia nel mondo del lavoro. La piena inclusione degli alunni con disabilità è un obiettivo che la nostra scuola persegue attraverso numerosi strumenti: un’intensa ed articolata progettualità, la valorizzazione delle professionalità interne e non ultime le risorse offerte dal territorio. Sulla base di effettivi bisogni educativi vengono progettati interventi volti a favorire i processi inclusivi anche laddove le difficoltà emotive impediscono la creazione di un clima sereno e la crescita personale dei giovani. Da tutto ciò emerge fortemente la volontà di personalizzare il percorso di apprendimento in funzione proprio del tentativo di rimuovere gli ostacoli che impediscono agli allievi il pieno successo formativo, il diritto all’istruzione e il diritto alla salute, principi fondamentali che devono essere assicurati a tutti.

Per concludere quale messaggio vuole dare ai lettori?
Vorrei parlare dell’importanza della scuola nel processo di crescita di ciascun ragazzo. Con uno sguardo preoccupato, ma solidale, rivolgiamo l’attenzione al futuro affinché si ritorni alla normalità. La nostra comunità scolastica ha trovato una opportunità di crescita, ha trovato la forza e il coraggio per cogliere una diversa possibilità di miglioramento, una sorta di sguardo forte verso un reale futuro lavorativo o di proseguimento degli studi. In questo momento di consapevolezza degli effetti provocati dalla privazione delle relazioni affettive, autentiche di questi ultimi bruttissimi anni, ci stiamo impegnando nella realizzazione del Progetto Educativo Integrato CAR, Conoscere, Accompagnare, Responsabilizzare, un percorso di co-responsabilità degli adulti per accompagnare la crescita evolutiva delle studentesse e degli studenti. Sulla base di effettivi bisogni educativi stiamo progettando, insieme agli studenti, interventi volti a favorire i processi inclusivi laddove le difficoltà emotive impediscono la creazione di un clima sereno e la crescita personale dei giovani. Emerge forte la necessità di creare una rete supportiva educativa maggiormente efficace attorno a tutti i giovani che vivono una situazione di alta criticità psicoaffettiva, cognitiva e comportamentale. Oggi più che mai il pensiero della scuola come comunità è rilevante perché si basa su relazioni costruite su dinamiche piene che richiedono che ci si incontri, che ci si guardi negli occhi. Esiste apprendimento senza emozioni, senza condivisione di buoni pensieri e speranze nel domani?

 

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