Rubrica “Pausa caffè” “Santa Barbara benedetta liberaci dal fulmine e dalla saetta!”: Viaggio tra le antiche devozioni di dicembre

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I marinai sui “legni” come venivano chiamate le barche, cioè “i trabaccoli” ( mercantili) e pescherecci prima che fossero costruiti in metallo, avevano sempre una immagine devozionale con un lumino acceso, che a volte ahimè era proprio quello che causava gli incendi a bordo. Tuttavia la devozione era tanta che doveva comunque ardere tutta la notte. Analogamente  le famiglie sulla terraferma tenevano il lumino acceso davanti ad un’immagine della Madonna o un Santo. Tra le immagini devozionali, sorbendo il nostro caffè – ricordiamo i racconti dei nonni che parlavano di “Santa Barbara”.

C’era anche una filastrocca narrata ai bambini che raccontava la vita di questa Santa, invocata contro i fulmini e gli incendi.

“Quanne Sanda Barbara nascette la matre poretta se morette, lu patre nun sapende comme fa dan’gima lu monde la jette a vettà/Venne la nova dopo tand’anne che Sanda Barbara era grann /Lu patre ‘nce credì, pigghiò lu carre pe jjilla a vedè/ Vussò forte lla lu pertò/ Apreme fija! Te so purtate nu bello partito, tu ormà dda pijià marito/ – Babbo nun puzz .. so maritata : lu Figghie de Maria me so pijiata/ Porbie lu die che songo nata lu Figghio de Maria me so spusata/-Tu da fa qelle che te dice pardete, lascia cussò qui sull’istande/- No Babbo io no lo lasso, je vuije troppe bbe fino a la morte/- Mo te pije pe li capille e te strascino pe tutta la casa, tu sci na disgraziata maledetta/-Aiuteme Maria, pensece tu, tu sci la Matre mia nun me lascià! / Lu patre se ne andò giù pe la strada bestemmienne – tanto rvinghe, te facce vedè.. tu da fa quille che te diche je/ ma mendre che imbrechì venne nu furmine e lu cojette in pieno.. Da quella vota noi diceme – Sanda Barbara benedetta libberace da lu furmine e dala saetta!”.

Traduzione dal vernacolo: “Quando Santa Barbara nacque, sua mamma poverina morì. Il padre non sapendo come fare, dalla cima di un monte andò a lanciare la neonata /Si sparse dopo tanti anni la notizia che Santa Barbara era viva, così il padre, incredulo, prese il carro e andò a vederla. Bussò forte al portone ( della casa dove viveva la figlia), proponendole un matrimonio combinato. La figlia rifiutò in quanto fin dalla nascita si era consacrata vergine a Gesù. Il padre pretendeva che la figlia ubbidisse, così la picchiò quasi a morte. Lei chiese aiuto alla Madonna e il padre furente, se ne andò promettendo però di tornare e minacciandola nuovamente. Una volta uscito da casa, restò folgorato da un fulmine. Da quella volta Santa Barbara fu invocata protettrice contro le tempeste, i fulmini, gli incendi”.

I vecchi raccontavano che il padre aveva riempito la figlia de “mmustature” ( di lividi)  e le avesse strappato i capelli con tutta la pelle..ma quando Santa Barbara si affacciò alla finestra e vide il padre a terra fulminato, era bellissima, nessun segno sul volto e con i lunghi capelli sciolti che sventolavano morbidamente al vento della tempesta.

Questo racconto narra una violenza su una donna, che evidentemente, esisteva non solo oggi, come la cronaca ci dice purtroppo, ma anche nel passato. Il voler imporre con prepotenza il proprio volere a una ragazza senza rispettare il suo pensiero. Wikipedia ci dice: “Santa Barbara è una martire cristiana. Il luogo e l’epoca in cui è vissuta, a causa delle numerose leggende sorte intorno al suo nome, non sono chiaramente identificabili, ma il suo culto è attestato presso le comunità cristiane d’Oriente (EgittoCostantinopoli) e Occidente (RomaFrancia) sin dal VI-VII secolo e conobbe una grande popolarità nel Medioevo grazie alla Legenda Aurea; rimossa dal calendario romano generale nel 1969 a causa dei dubbi sulla sua storicità, rimane una santa molto popolare grazie al numero dei suoi patronati (vigili del fuocomarina militareartificieriartiglierigenieriminatori, architetti, ecc.)”. Oggi si festeggia il 4 dicembre, un tempo il 16. Prossimamente parleremo di altre devozioni curiose di dicembre. Al prossimo numero di Pausa Caffè.

Potete scrivere al numero whatsapp di redazione : 3711715065. A presto!

 

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