Sant’Egidio, Don Marco Di Giosia, “I bambini di Prima Comunione hanno scelto un catechista di loro fiducia”

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SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA – “Nella situazione in cui ci troviamo non è possibile iniziare un cammino di catechismo così come eravamo abituati negli anni scorsi. Abbiamo pensato, perciò, di fare ricorso alla catechesi parentale, organizzando ogni due appuntamenti a distanza un incontro in presenza.” Queste le parole di don Marco Di Giosia, parroco della Parrocchia San Giuseppe di Paolantonio.

“Per la Prima Comunione – prosegue il parroco – i bambini sono stati convocati all’inizio dell’anno ed hanno indicato un loro catechista di fiducia: alcuni hanno scelto uno o entrambi i genitori; altri si sono accordati con i nonni o qualche zio; infine molto apprezzata è stata la scelta di fratelli o sorelle maggiori che hanno fatto la Prima Comunione con gli stessi catechisti. Nonostante le difficoltà oggettive che viviamo in tempi di pandemia, cerchiamo di proseguire la nostra missione usando la fantasia, oltre ad alcuni strumenti innovativi, come il ‘Libro d’Oro’ per imparare le preghiere della Messa e un libro interattivo sempre sulla Santa Messa. Per due settimane i bambini fanno gli incontri a casa coadiuvati dal catechista personale che hanno scelto. È chiaro che queste persone vengono preparate prima: durante la settimana, infatti, ricevono da noi, tramite WhatsApp, le istruzioni sull’argomento settimanale da trattare. La terza setttimana, invece, viene effettuato incontro, che potremmo dire essere di revisione, e lo facciamo in presenza in auditorium, ovviamente se il colore della Regione lo consente.”

Discorso diverso per i ragazzi più grandi. “I cresimandi – afferma don Marco – non hanno catechisti scelti da loro, ma fanno comunque un percorso trisettimanale. Nella prima settimana, tramite WhatsApp i ragazzi comunicano direttamente con me che li invito a leggere una catechesi di Papa Francesco sui doni dello Spirito Santo. Questi giovani ragazzi rispondono con un messaggio, indicando almeno tre pensieri del pontefice che li hanno particolarmente interessati. Nella seconda settimana ricevono, sempre tramite messaggio, una lettura biblica sul dono dello Spirito Santo e commentano l’argomento che più li ha aiutati. Il terzo ed ultimo incontro, se il colore della Regione lo consente, viene fatto in presenza con una celebrazione della parola sul dono in cui ci si è soffermati nelle due settimane.”

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