Colombia: il leader sociale ed ecclesiale Leyner Palacios, più volte minacciato di morte

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Leyner Palacios è il nuovo membro della Commissione della Verità, creata dopo l’accordo di pace, per elaborare il rapporto finale sulle cause del conflitto armato in Colombia e sulla realtà delle vittime del conflitto. Il leader sociale nel 2002 è stato vittima del massacro di Bojayá e ha perso 28 familiari nella tragedia. Prenderà il posto di María Ángela Salazar, morta dopo aver contratto il Covid-19.
Una scelta fortemente simbolica. “C’è molta felicità e soddisfazione tra le realtà ecclesiali e della società civile per la nomina di Leyner Palacios – commenta da Bogotá Cristiano Morsolin, esperto di diritti umani -. Ha tre figli, è voce delle vittime di Bojayá e dei popoli afro discendenti. Il presidente Santos l’ha voluto al suo fianco a Oslo, quando gli è stato conferito il Premio Nobel per la Pace. Lo incontrai a febbraio, quando viveva sotto protezione dopo che era stato assassinato un uomo della sua scorta. È stato protetto in particolare dall’arcivescovo di Cali, mons. Monsalve, che l’ha tenuto in un luogo segreto. Poi l’ha accompagnato di persona in aereo fino a Bogotá, dove Palacios ha poi fatto varie denunce”.
Sabato scorso il nuovo membro della Commissione della Verità aveva denunciato davanti ai Nobel Santos e Mujica: “La mancata attuazione dell’Accordo sarà per noi la condanna a morte. Dalla firma abbiamo vissuto 8 mesi di tranquillità, ma la morte è tornata di nuovo”.
“Leyner – prosegue Morsolin – si è formato nelle comunità ecclesiali di base del Pacifico, è un laico impegnato, padre di tre figli, che ha denunciato tutto ciò che accade nella sua martoriata terra anche in faccia al presidente Duque. Mi ha mostrato vari documenti di minacce, anche provenienti da ambienti militari”. Nei mesi scorsi, in seguito ai nuovi conflitti a Bojayá e alle minacce ricevute, Leyner Palacios era stato intervistato dal Sir e aveva raccolto il suo appello: “È importante continuare a tenere alta l’attenzione sulla pace in Colombia e in particolare fare pressione sul Governo colombiano perché dia compimento al processo di pace e perché sia presente nei territori periferici”.

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