Droga in Europa, giro d’affari da 30 miliardi

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Gianni Borsa

La droga, un “male assoluto”. Perché fa danni alla salute, ammorba la società, inquina l’economia legale, minaccia le istituzioni pubbliche, arricchisce la criminalità organizzata, fomenta violenza e tratta di esseri umani. La Relazione 2019 sulla diffusione di sostanze illecite in Europa, curata da Emcdda (Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze) e da Europol e diffusa martedì 26 novembre, riporta cifre inquietanti del “mercato” delle droghe, analizzandone il costante sviluppo.

Una “filiera” redditizia. “Gli europei spendono almeno 30 miliardi di euro l’anno per il consumo di stupefacenti”, afferma la Relazione. “Il mercato della droga è un importante fonte di proventi per le organizzazioni criminali nell’Ue – spiegano gli esperti –. Circa due quinti (39%) della spesa totale sono rappresentati dalla cannabis, il 31% dalla cocaina, il 25% dall’eroina e il 5% da anfetamine e Mdma” (ecstasy). La Relazione è frutto di un lavoro congiunto delle due agenzie dell’Ue. Analizza anche le tendenze lungo la “filiera della droga”, esaminando le fasi di produzione, traffico, distribuzione e vendita. Descrive le “vaste ripercussioni” del mercato delle droghe sulla salute pubblica e la sicurezza e illustra possibili risposte “per efficaci politiche di controllo degli stupefacenti”.

Numeri in crescita. La cannabis è in cima al mercato europeo, con un valore commerciale stimato attorno agli 11 miliardi di euro l’anno e 25 milioni di consumatori di età compresa tra i 15 e i 64 anni. “La cocaina è la seconda sostanza illecita, per valore commerciale, nell’Ue, di oltre 9 miliardi”. I consumatori abituali sono 4 milioni, concentrati “in maggioranza nell’Europa meridionale e occidentale, ma il mercato è in espansione”.Al terzo posto in questa tragica classifica si colloca l’eroina con gli altri oppiacei: sono 1,3 milioni i consumatori “problematici”(li definisce così la Relazione), per un valore stimato di almeno 7 miliardi di euro. “La rotta dei Balcani – specifica il documento – resta il principale corridoio d’ingresso dell’eroina nell’Unione”. Gli esperti dell’Osservatorio europeo, che ha sede a Lisbona, documentano anche diffusione, consumi e valore finanziario di anfetamine, ecstasy, nuove sostanze psicoattive.

Violenza, corruzione. La Relazione insiste sull’aumento della violenza e della corruzione legate direttamente o indirettamente alle droghe. L’Europa è “regione non soltanto di destinazione ma anche di produzione delle droghe”. Tali attività alimentano gli “affari” delle mafie e del crimine organizzato e transfrontaliero, il rafforzamento delle bande criminali, la moltiplicazione degli omicidi, lo spaccio e i danni sociali e sanitari ad esso correlati,

la minaccia alle giovani generazioni (diffusione della droga nelle scuole),

la tratta, i possibili legami col terrorismo, il riciclaggio di denaro. Nella Relazione 2019 si afferma che “globalizzazione, tecnologia e innovazione sono elementi che spingono il mercato delle droghe”. L’analisi è spietata: la digitalizzazione e i criptomercati si pongono al servizio del crimine che prima alimenta e poi sfrutta le tossicodipendenze. Secondo il rapporto steso congiuntamente da Emcdda ed Europol, la disponibilità complessiva di droghe in Europa “rimane molto elevata” e “i consumatori hanno accesso a un’ampia varietà di prodotti ad alta purezza e di elevata potenza”, a prezzi stabili o addirittura ridotti. Tra i danni collaterali del mercato delle droghe viene segnalato un aspetto inedito: l’impatto ambientale della produzione di stupefacenti, che “comprende la deforestazione e lo smaltimento illegale di rifiuti chimici”.

Minaccia a 360 gradi. “Le organizzazioni criminali si muovono rapidamente per cogliere nuove opportunità di profitti e sfruttano sempre più le innovazioni tecnologiche e logistiche per espandere le proprie attività oltre frontiera. Al tempo stesso oggi i consumatori europei possono accedere più facilmente alle sostanze illecite, sovente mediante i social media e su internet”. Dimitris Avramopoulos, commissario Ue per gli affari interni, commenta la Relazione. “Essa – aggiunge – dimostra nuovamente che il mercato delle sostanze illecite rappresenta una minaccia per la salute e la sicurezza dei nostri cittadini. Continueremo a lavorare incessantemente con gli Stati membri e i partner internazionali per intensificare la lotta contro il fenomeno delle droghe in tutti i suoi aspetti: per i nostri giovani, per i cittadini, per la nostra società”.

Azioni di contrasto. Dal canto suo Alexis Goosdeel, direttore di Emcdda, afferma: “questa Relazione è un campanello d’allarme per i decisori politici, chiamati a contrastare un mercato delle droghe in espansione”. Deve inoltre preoccupare “l’aumento della violenza legata al mercato della droga”. Catherine De Bolle, direttore di Europol, aggiunge: “Constatiamo un palese aumento del traffico di stupefacenti” e quindi Europol“rivolge la sua attenzione alle organizzazioni criminali ai più alti livelli che realizzano introiti considerevoli ai danni delle loro numerose vittime”.I settori di intervento indicati nel testo sono molteplici e spaziano dal contrasto dei modelli di business alla riduzione delle vulnerabilità alle frontiere esterne, oltre a una vasta azione di sensibilizzazione e prevenzione. Le due agenzie Ue sottolineano che “l’adozione di un approccio orientato al futuro permetterà di essere meglio preparati a rispondere a potenziali sfide future, come le criptovalute, la tecnologia dei droni, l’automazione nella logistica della filiera e l’impiego dell’intelligenza artificiale”.

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