Vescovo Bresciani ai sindaci: “Siamo chiamati a costruire ponti”

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Come da tradizione, sabato 22 dicembre si è svolto presso la sala polifunzionale della Caritas Diocesana l’incontro fra il vescovo Carlo Bresciani e i Sindaci e gli amministratori locali dei comuni che insistono sulla diocesi di San Benedetto del Tronto – Ripatransone – Montalto. L’incontro è stato introdotto dal Prof. Fernando Palestini il quale ha espresso la sua perplessità sul momento presente nel quale, sia dal punto di vista sociale che politico, sembrano prevalere la paura e lo scoramento più che l’attitudine a cercare l’altro e la pratica della solidarietà. La nascita del bambino si è fatto uomo per stare con noi. Il Prof. Palestini ha poi citato le parole del cardinale vietnamita Văn Thuận (1928-2002), recentemente riprese anche da Papa Francesco, che descrivono le “beatitudini” del politico.

Il vescovo Carlo ha ricordato come sia gli uomini di Chiesa che gli amministratori locali siano chiamati, seppur a diverso titolo, ad essere responsabili delle comunità loro affidate. Il Natale del Signore viene a dire qualcosa anche su questa responsabilità. Infatti il Signore Gesù è venuto sulla terra per costruire un ponte col cielo, così anche noi, sul suo esempio, siamo chiamati a costruire ponti, cioè legami fra gli uomini. Se pensiamo alle grandi città italiane Roma, Firenze e Venezia vediamo come tutte, nate sulle sponde di un fiume, hanno necessità di ponti per essere unite. L’immagine del ponte è importante perché parla di uno scambio su di esso si marcia sia in un senso che nell’altro. Abbiamo sempre la tentazione di esasperare le differenze, ma abbiamo invece bisogno di far prevalere ciò che ci unisce, che non significa omologarci. È difficile, ma è l’unica strada percorribile.

Ha preso poi la parola il Consigliere Regionale Fabio Urbinati il quale ha concentrato la sua riflessione sulle radici cristiane dell’Europa. Secondo l’esponente politico, se il nostro continente perderà il senso dell’accoglienza e del sostegno ai poveri e agli emarginati, verranno meno i valori cristiani che per secoli l’hanno contraddistinto. Citando una canzone di De André, Urbinati ha co concluso dicendo che i mari separano i continenti ma uniscono i popoli.

Il Sindaco Pasqualino Piunti, riprendendo il pensiero di Papa Francesco, ha affermato che sarebbe necessario abbattere i muri e costruire i ponti, ma queste spesso rimangono parole irrealizzate. Secondo il Primo Cittadino, gli amministratori locali devono tornare ad essere i principali interlocutori dei cittadini in modo tale che dal territorio si ricucia lo strappo fra popolazione e classe dirigente. Sul tema della coesione sociale, un’ottima azione è svolta dagli oratori che, opportunamente inseriti in altre realtà del tessuto educativo e sociale, contribuiscono a rendere il nostro territorio ancora vivibile e a misura d’uomo.

Il Sindaco di Grottammare Enrico Piergallini si è soffermato sulla crisi del sistema dei partiti di massa che oggi poco hanno a che fare con quello che sono stati nel Novecento. Una tale crisi, a giudizio del Sindaco, si rispecchia nell’immagine che i partiti danno di loro stessi: se nel Novecento predominano foto di leader di partito insieme al loro staff, nei primi anni del XXI secolo si è passati al mezzobusto per finire oggi al selfie che identifica l’idea di un uomo solo al comando e di un estremo individualismo nella gestione del partito. Per Piergallini un futuro politico è possibile solo se ci sarà una nuova alleanza fra le forze liberali, cattoliche e di sinistra, le stesse che hanno redatto la Costituzione e che sono mosse, pur nella differenza si prospettiva, dall’idea di servizio di qualcosa più grande.

Il Sindaco di Acquaviva Pierpaolo Rosetti ha osservato come oggi la politica sia solo mirata al consenso, mentre occorre che i politici intraprendano anche scelte coraggiose e lungimiranti, anche se impopolari, al fine di evitare la deriva dell’uomo solo al comando.

Il Sindaco di Cupra Marittima Domenico D’Annibali, sulla sia dei precedenti interventi, ha constatato come nella società si registri un distacco fra chi amministra e tanti giovani che non si interessano alla comunità. Molti nostri giovani sono sfiduciati e per questo vanno all’estero e ciò costituisce una perdita per il nostro territorio. È compito delle istituzioni colmare i divari, secondo lo spirito dell’articolo 3 della nostra Costituzione. Ciò si rende necessario anche perché i sogni dei giovani si possano realizzare, anche con il recupero di una sana meritocrazia.

L’Assessore Comunale Antonella Baiocchi ha ringraziato il vescovo Carlo per le sue parole che incoraggiano gli amministratori ad andare avanti nonostante tutte le difficoltà. Con tutti i limiti possibili, è importante notare la buona volontà della classe politica locale che si impegna nella realizzazione del bene comune.

Tonino Capriotti, in rappresentanza della Provincia di Ascoli Piceno, ha ricordato come sobrietà, servizio e testimonianza siano necessari per una buona politica perché solo chi è testimone può essere ascoltato e, citando San Paolo VI, ha ricordato come questa nostra società abbia più bisogno di testimoni che di maestri.

L’evento si è concluso con lo scambio degli auguri.

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