Vescovo Bresciani: “Dai sentimenti di Cristo agli atteggiamenti di Cristo”

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DIOCESI – Pubblichiamo la seconda parte della lettera pastorale per l’anno 2018/2019 del Vescovo della Diocesi di San Benedetto del Tronto – Ripatransone – Montalto, Mons. Carlo Bresciani.
Leggi la prima “Dobbiamo tutti impegnarci ad essere costruttori di relazioni positive”

“Rendo grazie al mio Dio ogni volta che mi ricordo di voi. Sempre, quando prego per tutti voi, lo faccio con gioia” (Fil 1, 3-4).

Se vogliamo essere con Cristo costruttori di ponti nella Chiesa e nel mondo, dobbiamo partire da alcuni atteggiamenti fondamentali che scaturiscono dai sentimenti di Cristo. All’inizio della sua lettera Paolo ne presenta due:

Azione di grazie (Fil 1, 3-11)

Il primo passo per il ponte che dobbiamo costruire, o forse meglio sul quale dobbiamo passare perché l’ha già costruito Gesù, è il ponte che ci unisce a Dio. Questo ponte lo passiamo attraverso la preghiera e l’azione di grazie. Tutto parte da qui e tutto deve ritornare qui. Tra noi e l’altro c’è già un ponte fondamentale di fede e di umanità che dobbiamo solo scoprire e percorrere con fiducia: è quello verso Dio che Gesù ha già aperto per noi. Camminando sicuro e fiducioso su questo ponte spirituale san Paolo passa dall’Asia all’Europa e va incontro ai pagani.

Paolo rende grazie a Dio ogni volta che si ricorda non solo dei Filippesi, ma di tutti i suoi fedeli. Ha tante raccomandazioni da fare loro, sotto le quali ci stanno anche richiami non troppo velati, ma, rendendo grazie, confessa: “Dio mi è testimone del desiderio che nutro per tutti voi nell’amore di Cristo Gesù” (1, 8).

Il cuore di Paolo è abitato da tanto rendimento di grazie, perché sa cogliere l’azione di Dio anche in popoli diversi dal suo e con i sentimenti di Gesù può esclamare: “Ti rendo grazie, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli” (cfr. Mt 11, 25).

Potremmo chiederci: quando è l’ultima volta che ho reso grazie a Dio per le persone con le quali vivo e che Egli mi h30a fatto incontrare? Quando l’ultima volta che ho ringraziato pubblicamente o in famiglia qualcuno?

Con un grazie si costruiscono ponti più solidi che con fiumi di parole più o meno pertinenti. Non a caso, e non per pura diplomazia, Paolo incomincia la sua lettera manifestando i suoi sentimenti di gratitudine. Quale diversità nei nostri rapporti se imparassimo a fare e vivere nello stesso modo e a coltivare sentimenti di gratitudine!

Si costruiscono ponti solo se si riconosce che dall’altra parte c’è del bello e del positivo che merita di essere incontrato e lo si apprezza veramente quando ci si apre a sentimenti di gratitudine per quanto incontrato.

Paolo sapeva mantenere questo atteggiamento di gratitudine anche in mezzo a tante difficoltà e sofferenze relazionali.

Preghiera

Paolo, all’inizio della sua lettera, ricorda che prega continuamente per i fedeli di Filippi e dice che lo fa “dal primo giorno fino al presente” (1, 5b). Lui mantiene dentro di sé il ponte aperto con Dio e, attraverso Dio, tiene aperto il ponte anche con i fedeli di Filippi e li porta con sé, li custodisce nel cuore e li affida al cuore di Cristo. In tal modo vive in sé gli stessi sentimenti di Cristo: col desiderio di portare tutti a Dio.

Paolo prega ogni giorno per i fedeli di Filippi. È il suo primo atto di amore nei loro confronti: “lo faccio con gioia” (v. 4); “vi porto nel cuore” (v. 7) e lo fa mentre “dovunque si sa che io sono prigioniero per Cristo” (v.13), quindi la condizione che sta vivendo per quanto ha fatto nel nome di Cristo non è certo delle migliori.

Potremmo chiederci: quando è l’ultima volta che ho pregato per altri, affidandoli a Dio? Ho pregato solo per quelli che mi danno ragione e per gli amici, o anche per coloro che forse mi hanno criticato o non condividono le mie idee? Che sentimenti ho espresso nella preghiera e quale è stato in me il risultato di quella preghiera? Quella preghiera ha costruito ponti o ha sfogato solo la mia delusione o la mia richiesta?

Azione di grazie e preghiera sono i due primi atteggiamenti da coltivare per costruire un ponte indistruttibile, per una relazione umana e di fede carica dei sentimenti di Cristo Gesù.

Tutto parte da Dio e tutto deve ritornare a Dio, passando attraverso i sentimenti di Cristo che dobbiamo coltivare ogni giorno in noi.

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