Diocesi, insegnanti di religione: “Cerca-attori di relazione, saper abitare le relazioni per abitare la passione di Dio per l’uomo”

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DIOCESI – Nel pomeriggio di sabato 8 e nella giornata di domenica 9 settembre, presso la Sala Polivalente del Centro Caritas si sono svolti i primi incontri di formazione per i docenti di Religione cattolica, di ogni ordine e grado, della diocesi di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto Marche.
Alle due giornate, incentrate sul tema “Cerca-attori di relazione, saper abitare le relazioni per abitare la passione di Dio per l’uomo” è intervenuto, il dott. Amedeo Angelozzi, educatore e counselor. Evidenziando l’importanza di una visione psicosociale e socioculturale del processo comunicativo, in particolare dell’insegnamento, il dott. Angelozzi ha posto attenzione sul come la professionalità del docente trae fondamento nella relazione, nei principi e negli strumenti comunicativo – emotivo – relazionali.

Ciò risulta particolarmente importante nella complessa realtà scolastica odierna, nella quale il docente è chiamato a superare il modello emittente – ricevente, a vantaggio di un modello che privilegia il rapporto pensiero – emozioni. Queste ultime spesso poste in ombra. La persona, come fa notare il relatore, è determinata da un insieme di parti cognitive, emotive, affettive e spirituali che la coinvolge interamente e la condiziona nella relazione e nell’incontro con l’altro. Dunque la visione dell’individuo presenta diverse sfaccettature della realtà interiore che sono interdipendenti e per tale motivo devono essere oggetto di attenzione dei modelli psico–sociali e didattici. Il Modello di riferimento, in particolare per gli insegnanti di religione, è Gesù: occorre camminare sui suoi passi poiché Egli non solo accompagna lungo il cammino i suoi discepoli, ma è anche l’uomo dell’ascolto e della relazione autentica. Gesù entra nella realtà della debolezza e della povertà materiale e di abbandono, di isolamento, mostrando la sua fedeltà nell’amore per la creatura umana, riconducendola sempre a sé in un rapporto dialogico. In questo farsi vicino, sempre nel rispetto di ognuno, ci insegna l’atteggiamento di accoglienza dell’altro. L’uomo della relazione, in questo caso il docente, è l’uomo che ha interesse, che ascolta, che vuole incontrare l’altro in modo autentico, senza maschere. Infatti, “…è interessante notare” dice Angelozzi “come Gesù non è mai uguale nei suoi incontri, questi variano con il variare delle situazioni e delle persone”. Come ci racconta il Vangelo, Egli incontra diverse categorie di persone, ma l’incontro non è mai lo stesso, non è sempre accomodante, ogni incontro ha un suo ambito un suo tono. Ciò significa che la relazione con persone diverse implica relazioni diverse perché la comunicazione è un processo che occorre abitare e ridefinire senza mai sovrapporsi, toglier la parola o prevaricare. Occorre dunque imparare a fare delle differenze del modo di relazionarsi un principio fondamentale, per vivere nella complessità sociale rimanendo se stessi.

Gesù si fa conoscere nel dialogo, entra in comunicazione e attrae a sé.

È in questo slancio che viene evidenziato il valore delle relazioni interpersonali nelle quali l’essere umano realizza se stesso e matura la propria identità personale. In conclusione e per tornare alla centralità del ruolo dell’insegnante, è in una comunicazione costruttiva, collaborativa, generativa e all’ausilio di strumenti didattici adeguati che è possibile gestire professionalmente la relazione educativa che abbia come fine la pienezza della vita della persona.

Luisa Del Balzi

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