I pompieri hanno festeggiato Santa Barbara insieme a Don Alfredo Rosati

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Vigili del fuocoPatrizia Neroni

ACQUAVIVA PICENA – Domenica 4 dicembre alle ore 12:00 presso la caserma dei Vigili del Fuoco di San Benedetto del Tronto don Alfredo Rosati ha presieduta una santa Messa in occasione della festa di santa Barbara, Patrona anche dei pompieri.
In tutta Italia per quest’occasione nei luoghi dove viene celebrata la Messa, vengono disposti vicino l’Altare gli strumenti del soccorso propri dei Vigili del Fuoco. Nella santa Messa sono stati ricordati tutti i pompieri caduti in servizio e quelli defunti, in particolar modo è stato ricordato un giovane pompiere, Claudio, salito in cielo qualche mese fa. La Messa è stata animata dai pompieri.
Nell’omelia don Alfredo ha detto: “ Tutti ormai, a causa del terremoto, tramite tv e altro siamo a conoscenza della grande importanza del lavoro dei Vigili del Fuoco.
Siamo abituati a vederli sempre in mezzo a grandi calamità e a soccorrere chi è in pericolo.
Per questo noi gli siamo molto grati.
Ringrazio anche tutti quelli che provengono da altre regioni italiane che ora si trovano qui per l’emergenza del sisma. Il vostro lavoro spesso è caratterizzato da operazioni tanto difficili e belle che sembrano “miracoli”, “sogni”.
È proprio questo che dobbiamo sperimentare ogni giorno nel quotidiano, sognare grandi cose e provare sempre a realizzarle, puntare in alto, osare così come fanno i bambini che sanno sognare. Una particolare riflessione vi riguarda particolarmente: per domare un rogo serve dell’acqua, non si spegne un fuoco con il pensiero. Così anche noi quando ci troviamo in un momento di difficoltà abbiamo bisogno di qualcuno vicino. Abbiamo bisogno della presenza di Gesù”. Al termine della Celebrazione Eucaristica è stata recitata la “Preghiera del Vigile del Fuoco”: “Iddio, che  illumini i cieli e colmi gli abissi, arda nei nostri petti, perpetua, la fiamma del sacrificio. Fa più ardente della fiamma il sangue che scorre nelle vene, vermiglio come un canto di vittoria. Quando la sirena urla per le vie della città, ascolta il palpito dei nostri cuori votati alla rinuncia. Quando a gara con le aquile verso Te saliamo, ci sorregga la Tua mano piagata. Quando l’incendio, irresistibile avvampa, bruci il male che si annida nelle case degli uomini, non la ricchezza che accresce la potenza della Patria. Signore, siamo i portatori della croce e il rischio è il nostro pane quotidiano. Un giorno senza rischio non è vissuto, poiché per noi credenti la morte è vita, è luce: nel terrore dei crolli, nel furore delle acque, nell’inferno dei roghi. La nostra vita è fuoco, la nostra fede è Dio Per Santa Barbara Martire”.

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