Iraq: patriarca Sako, intervento armato del 2003 “ha scatenato la spirale infernale in cui oggi siamo immersi”

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SakoL’intervento armato del 2003 in Iraq contro Saddam Hussein “ha scatenato la spirale infernale in cui oggi siamo immersi”. Ne è convinto il Patriarca di Babilonia dei Caldei Louis Raphael I Sako, per il quale il “Rapporto Chilcot” pubblicato nei giorni scorsi e mirante a ricostruire gli scenari e l’origine del coinvolgimento dell’esercito britannico in quella guerra “rappresenta un passo positivo, perché è importante riconoscere gli errori del passato, per non commetterli di nuovo”. Ora, “abbiamo un Paese distrutto – racconta il patriarca caldeo a Fides -, quattro milioni di profughi solo dall’Iraq, conflitti che stravolgono la Siria e lo Yemen. I cristiani in Iraq prima di quella guerra erano un milione e mezzo, adesso sono meno di mezzo milione, e molti di loro vivono da rifugiati lontano dalle proprie case. Non c’è lavoro, le economie di interi Paesi sono a pezzi, le istituzioni paralizzate, patrimoni culturali millenari sono stati distrutti. Mi chiedo con quale faccia si possa dire che quella guerra ha rappresentato un bene per il Medio Oriente”. Inoltre, “nel vuoto che si è creato, i jihadisti hanno trovato spazio per far attecchire la loro proposta ideologica ancora più aberrante, quella dello Stato islamico”. “Quello verso la democrazia, i diritti e le libertà – conclude il Patriarca – è un cammino lungo e faticoso, come mostra proprio la storia dell’Europa e dell’Occidente. La pretesa d’importare tali valori in maniera meccanica, senza rispettare i tempi e le caratteristiche culturali dei nostri popoli, ha contribuito ad alimentare il disastro in cui siamo immersi”.

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