Don Giovanni Flammini ci racconta la sua esperienza nel Cammino Neocatecumenale

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Don GiovanniDIOCESI La Prima Comunità di San Pio V (don Giovanni, Don Domenico e 40 laici di cui 13 coppie) ha concluso il Cammino Neocatecumenale nella solenne Veglia Pasquale, presieduta dal Vescovo Carlo Bresciani in Cattedrale.
Prima della Veglia, nel locale della parrocchia della Marina, ciascuno ha ricevuto e vestito la Veste Bianca con la quale tutti hanno poi partecipato alla Veglia.
Don Giovanni, parroco emerito di San Pio V e ora Esorcista della Diocesi, racconta così:
“Tutto iniziò nel pomeriggio di domenica 29 luglio 1983.
Il nuovo Vescovo di allora, mons. Giuseppe Chiaretti (che aveva fatto l’ingresso solenne in Diocesi il 3 luglio) volle andare a celebrare la Messa al nostro Campo Scout di Grottammare.
Durante il viaggio di andata mi fece parlare della nostra Parrocchia. Io ero parroco dal 1980: con soddisfazione parlai degli Scouts, dell’Azione Cattolica, della San Vincenzo, dell’Apostolato delle Preghiera, degli incontri zonali (intensificatisi dopo la Missione del 1982)…. Mi fece parlare molto e mi ascoltava. Ripeteva spesso: “Ma per gli adulti, qualcosa di “continuativo e progressivo”?
Celebrò poi la Messa per i nostri Scouts e rimase a cena con i Lupetti e le Coccinelle. Nel viaggio di ritorno mi propose il Cammino Neocatecumenale. Non conoscevo questa esperienza: in Diocesi mi dedicavo molto ai “Corsi di Cristianità”.
Presi subito contatto con l’amico don Enrico Perfetti, parroco a Porto San Giorgio. Quest’ultimo venne con alcuni laici a un Consiglio Pastorale della nostra Parrocchia, poi presentammo l’iniziativa: alcuni aderirono, altri furono contrari.
Decisi di iniziare le Catechesi per me e per quei giovani e adulti che lo desiderassero.
Vennero i Catechisti della Parrocchia di Sant’Antonio, accompagnati dal santo sacerdote don Benedetto Loggi. Eravamo una quarantina di persone. Seguii tutte le Catechesi con assiduità e interesse.
Nel dicembre del 1983 nacque la Prima Comunità e Mons. Chiaretti venne a celebrare una delle prime Eucariste nella sala sopra la sacrestia…
Nella Pasqua del 1984 celebrammo la Prima Veglia Pasquale da mezzanotte all’alba nel salone della parrocchia di Sant’Antonio. Negli anni successivi mons. Chiaretti, dopo la Veglia in Cattedrale, veniva a presiedere la Veglia con le nostre Comunità fino all’alba.
Dal 1983 ogni anno abbiamo proposto le Catechesi per tutta la parrocchia: molti hanno ascoltato, qualcuno ha continuato.
Oggi in parrocchia ci sono cinque belle Comunità.
Una frase di Sant’ Agostino è stata la forza per affrontare tante difficoltà a vari livelli “Per voi sono vescovo, con voi sono cristiano”. L’essere prete e parroco, non voleva dire di essere già un cristiano adulto nella fede! Ecco perché ho fatto e continuo a fare il Cammino con tanta gratitudine al Signore, che lo ha ispirato, e alla Chiesa che lo ha accolto e approvato.
Mi ha anche illuminato ad accettare il Cammino quanto è scritto nel Catechismo della Chiesa Cattolica al n. 1221: “Dove il Battesimo dei bambini è diventato largamente la forma abituale della celebrazione del sacramento, questa è divenuta un atto unico che, in modo molto abbreviato, integra le tappe preparatorie dell’iniziazione cristiana. Per la sua stessa natura il Battesimo dei bambini richiede un CATECUMENATO POST-BATTESIMALE.
Non si tratta soltanto della necessità di una istruzione posteriore al Battesimo, ma del necessario sviluppo della grazia battesimale nella crescita della persona. E’ l’ambito proprio del Catechismo.”
Nel fare il Cammino ho trovato un modo valido per realizzare nella parrocchia quanto richiede il Catechismo e mi hanno anche aiutato e incoraggiato le parole e gli scritti dei Sommi Pontefici Beato Paolo VI e San Giovanni Paolo II, in particolare gli Statuti approvati l’11 maggio 2008. L’ art. 1 recita: “La natura del Cammino Neocatecumenale viene definita da S.S. Giovanni Paolo II quando scrive: “Riconosco il Cammino Neocatecumenale come un itinerario di formazione cattolica, valida per la società e per i tempi odierni”.
Il Cammino si basa su un tripode che poi è quello della vita cristiana: PAROLA DI DIO, LITURGIA, COMUNITA’.
La Prima Comunità ha percorso tutte le fasi, le tappe e i passaggi proposti dagli Statuti.
Ora c’è (come si dice al Titolo III degli Statuti) l’Educazione permanente della fede: una via di rinnovamento nella parrocchia e il prossimo 19 settembre la Prima Comunità si recherà in Terra Santa…
Sono grato al Signore e ai Catechisti della Parrocchia di Sant’Antonio (Tonino e Anna Rita, Luigi e Paola, Gino e Marina) per l’attenzione che hanno avuto per noi. Facendo il Cammino non mi sembra di aver trascurato di fare il Parroco della Comunità Parrocchiale di San Pio V nei 35 anni di servizio pastorale.
Ringrazio il Signore e, con profonda gratitudine, anche i vari Vicari Parrocchiali, i tanti generosi giovani e adulti della Parrocchia l’Azione Cattolica, lo Scautismo, la San Vincenzo, la Liturgia con i vari Sacramenti celebrati non credo siano stati trascurati….
Il nuovo Parroco Don Giorgio, prendendo possesso di San Pio V nel febbraio dello scorso anno, non ha trovato una parrocchia spenta e vuota. Certamente c’è tanto lavoro pastorale da fare per i bambini, i ragazzi, i giovani, gli adulti, gli anziani, le famiglie…ma le forze per lavorare non mancano.
Che Il Signore ci aiuti”.

Domenica di Pasqua Vescovo (72)

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