San Filippo Neri, concluso il primo anno del “presepe in cassetta”

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Di Marisa Contigiani

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il progetto “presepe in cassetta e mostra di presepi nel mondo” che ha come referente  la prof.ssa Maria Spazzafumo, consigliere del comitato è nato come originale idea di interpretare la festività del S. Natale.
Idea che coniuga felicemente l’antica tradizione presepiale con la situazione socio-economica in cui si sta vivendo: allestire in ogni negozio un presepe a tema all’interno di una cassetta di legno.
La scelta del materiale povero e riciclabile è indicazione precisa della finalità del progetto. Si vuole dimostrare che non è necessario utilizzare materiali costosi e sofisticati per realizzare lo scenario della nascita del redentore, ma basta dare libero sfogo alla ingegnosa creatività che è insita in ogni persona senza differenza di ceto e di cultura.
Tutti sono stati invitati a fare il presepe negli esercizi commerciali utilizzando il materiale che ognuno usa per la propria attività.
E’ questo l’anno della Misericordia indetto da Papa Francesco che invita a fare il presepe in casa, nelle scuole, negli ospedali, nelle carceri, sul posto di lavoro, negli esercizi commerciali.
Il quartiere ha accolto con entusiasmo questo invito e le vetrine dei negozi si sono arricchite di piccoli capolavori.
Si è potuto ammirare il presepe fatto con la frutta, con il dolciumi, con la pasta di pane e di pizza, con i tappi di sughero, con le pigne, le lattine, con i CD. E la “ capanna” è sempre una semplice cassetta di legno che come uno scrigno racchiude il prodotto dell’ingegnosa creatività della mente umana. Il presepe è il simbolo della speranza dell’uomo di oggi.

Il progetto si è concluso con l’esposizione, in un locale adiacente, alla chiesa San Filippo Neri, di modelli di presepi costruiti nel mondo dai paesi del nostro continenti a quelli di continenti lontani. da noi, che sentono il desiderio di manifestare in modo concreto il ricordo di un evento così significativo per la storia di tutti i popoli. Alcuni sono stati commoventi per la loro ingenuità, semplicità, per la scelta dei materiali ma tutti possono considerarsi delle opere d’arti.

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