Don Giovanni Flammini ci spiega cosa voglia dire essere esorcista oggi

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articolo don giovanni

DIOCESI – Il Vescovo Carlo Bresciani ha nominato esorcista della Diocesi Mons. Giovanni Flammini, lo abbiamo intervistato per comprendere meglio il suo nuovo incarico.

Don Giovanni sei stato appena scelto dal Vescovo Carlo come Esorcista della diocesi, come hai accolto la nomina?
Con tanta sorpresa, ma anche con tanta gratitudine.
Dal 1° febbraio sono “parroco emerito” della parrocchia San Pio V di Grottammare.
Alla fine del mese di febbraio il Vicario mons. Romualdo Scarponi mi disse che il Vescovo voleva darmi un ufficio in Diocesi.
Ho pensato: è giusto! Ora sono libero da impegni parrocchiali ed ho tanto tempo libero.
Sabato 28 febbraio il Vescovo mi convocò nel suo studio e mi propose l’ufficio di Esorcista.
Immaginavo un altro compito da svolgere!
Ho dato subito la mia disponibilità esprimendo sorpresa, ma anche tanta gratitudine. Perché? Perché questo ufficio mi chiedere di combattere, a nome del Vescovo, il diavolo e quindi di riempirmi dello Spirito di Cristo.
Riempirmi di luce, che è Cristo Gesù, per combattere le tenebre, che è il maligno.
La nomina ad Esorcista è per me un forte impegno alla santità della vita.
Prima di aiutare gli altri a cacciare il demonio, debbo impedire, con la santità della vita, che abbia potere su di me.

Come mai sei stato scelto per questo compito?
Forse perché sono il prete che ha più bisogno di tutti di convertirsi al Signore.
Sono ormai vecchio e non ho molto tempo a disposizione per diventare santo.
Dovendo aiutare tanti fratelli a stare con il Signore, debbo lavorare più intensamente per stare io con il Signore.

Quando una persona dovrebbe rivolgersi a te?
Intanto sono a disposizione di tutti ogni pomeriggio dalle 16 alle 19 nella chiesa di San Pio V per la Confessione e per la direzione spirituale.
Il diavolo non vuole che stiamo con il Signore. Ci vuole sempre mettere contro Dio.
Chi è pieno di Cristo, che è la luce, non deve temere il diavolo che è il buio.
Il peccato ci allontana da Dio. E’ urgente per tutti riconciliarsi con Dio: ogni prete può aiutarci in questo.
Il diavolo c’è ed è molto cattivo. Se non basta la confessione la Chiesa ci aiuta anche con l’esorcismo.

Le fatture e i sortilegi esistono? Come può un fedele proteggersi normalmente?
Purtroppo queste cattiverie esistono. Il diavolo è capace di trovare collaboratori per fare del male.
Chi sta con Cristo Gesù non deve temere. Lui ha vinto il male!

Ultima domanda, cosa vuol dire essere esorcista oggi?
Per rispondere a questa domanda voglio citare quanto ha scritto P. Gabriele Amorth, l’esorcista di fama mondiale.
Alla domanda: “Che cosa fa un esorcista?” il P. Aomorth rispose:
Prima di tutto è un uomo di ascolto, per vedere che cosa il caso richiede. Il più delle volte la nostra gente ha solo bisogno di avvicinarsi a Dio; non si tratta di aver bisogno di esorcismi, ma di conversione. Credo che ogni esorcista possa testimoniare di aver avvicinato alla preghiera, ai sacramenti, alla pratica cristiana, molte più persone lontane da quando ha iniziato il ministero di esorcista, che in antecedenza, quando ricopriva altri incarichi apostolici. Vivere in grazia e ciò che questo comporta (preghiera, sacramenti, istruzione religiosa…) resta anche sempre il mezzo preventivo e curativo più efficace.
Un secondo compito dell’esorcista è quello di tranquillizzare le persone. Oggi sono proprio tanti coloro che ritengono di avere la jella, di essere stati raggiunti da un qualche maleficio ad opera di persone invidiose, gelose, perverse, concorrenti in affari e via dicendo. Inutile dire che spesso questa convinzione viene confermata o fatta nascere da persone sbagliate che si sono consultate: maghi, cartomanti, sedicenti veggenti o carismatici, di cui c’è un’invasione e una continua pubblicità da parte dei mass media. Ogni sacerdote e ogni persona di buon senso sarebbe in grado di tranquillizzare questi tormentati; ma la parola dell’esorcista è più efficace perché è un po’ considerato un professionista in questo campo.
Infine il compito dell’esorcista è di esorcizzare, quando vede che ne sono presenti le condizioni. Ci possono essere semplici motivi di sospetto, che con una brevissima preghiera esorcistica vengono chiariti. Si inizia sempre con molta semplicità e brevità. Solo chi ha un’ignoranza totale di questo ministero immagina che l’esorcismo sia un qualche cosa di spaventoso, di traumatico. Tale effetto può verificarsi nei presenti inesperti, non nella persona colpita, se nel corso dell’esorcismo o addirittura al suo inizio, si manifestano reazioni esterne violente o fenomeni strani. Proprio perché l’esorcismo, e solo l’esorcismo, può verificare se i fenomeni “di sospetto” nascondono una causa malefica o no, i primi esorcismi hanno importanza diagnostica più che curativa.
Ogni esorcista segue poi dei criteri personali, sia nel modo di condurre gli esorcismi sia nell’esaminare le persone che a lui si rivolgono. Alcuni fanno riempire dei questionari che essi stessi hanno preparato. Io consiglio sempre che la persona per prima cosa intensifichi la sua vita di preghiera; normalmente chiedo anche che, prima di essere ricevuta da me, abbia chiesto una serie di preghiere di guarigione e liberazione, o fatte da un sacerdote, o fatte da un gruppo di preghiera del Rinnovamento, abituato a questo; e ricevo le persone solo se il sacerdote che ha guidato queste preghiere mi segnala l’opportunità di fare esorcismi e me ne specifica i motivi.
Nella lotta contro il demonio non si insiste mai abbastanza sui criteri da seguire. Quando si tratta dell’azione ordinaria del demonio, la tentazione, il vangelo stesso ci dice che i rimedi sono due: « Vigilate e pregate per non entrare in tentazione ». Se si tratta dell’azione straordinaria del demonio, possessione o disturbi malefici, io metto all’ottavo posto il ricorso agli esorcismi, sia come efficacia sia come rimedio a cui ricorrere.
Questa è la mia successione:
1) vivere in grazia di Dio ; 2) la confessione ; 3) la Messa ; 4) la comunione ; 5) l’adorazione eucaristica ; 6) ogni preghiera, soprattutto i salmi e il rosario ; 7) le preghiere di liberazione ; 8) gli esorcismi .
Naturalmente si vede la contemporaneità di questi mezzi di grazia e la diversa frequenza; ad esempio la preghiera, come successione di tempo, precede e accompagna tutto.
«Coloro che crederanno in me, nel mio nome cacceranno i demoni… imporranno le mani sugli infermi ed essi guariranno » (Mc 16,17-18). Se almeno i sacerdoti credessero alle parole del Signore e al potere che hanno, non si stancherebbero di benedire tutte le persone che domandano anche solo una semplice benedizione.
Credo che tanti mali guarirebbero e che un esercito di persone (maghi, cartomanti, sensitivi e simili) finirebbero in cassa integrazione. È uno degli scopi che noi esorcisti, almeno indirettamente, cerchiamo di ottenere”.

5 thoughts on “Don Giovanni Flammini ci spiega cosa voglia dire essere esorcista oggi

  • 21 marzo 2015 at 13:19
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    Grazie Don Giovanni per aver accettato questo ministero. Sono felice per te perché svolgendo questo sacramentale aumenterai la tua santità. Ti saremo vicini con la preghiera. Giancarla e Antonio

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    • 23 marzo 2015 at 06:34
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      Grazie. Dio vi benedica!

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  • 25 agosto 2015 at 07:32
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    Si deve ringraziare sempre il signore per voi sacerdoti a cui vi e’ stato affidato questo compito ,assolutamente necessario per molti problemi della gente che vi chiede un aiuto in tante difficoltà”che molte volte ci risultano impossibili ma a Dio nostro Padre nulla e’ impossibile per cui ci ha donato i suoi ministri

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  • 29 giugno 2017 at 20:53
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    DON GIOVANNI FLAMMINI PER POTER PARLARE CON LEI COME DOVREI FARE?
    GRAZIE ELENA

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    • 2 luglio 2017 at 16:53
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      Don Giovanni è disponibile tutti i pomeriggi dalle 15.00 alle 17.00 presso la sagrestia della Parrocchia San Pio V di Grottammare

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