I Promessi Sposi come non li avete mai letti. Di Nicola Rosetti

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Articolo realizzato in collaborazione con la Compagnia di San Giovanni Damasceno

imageROMA – Giovedì 22 gennaio nell’Aula della Conciliazione, presso il Vicariato di Roma, il Professor Rodolfo Papa, Docente di Estetica presso la Pontificia Università Urbaniana, ha tenuto una relazione nell’ambito del ciclo delle letture teologiche sui grandi classici della letteratura. Ora il testo è disponibile nel suo blog.

La serata era dedicata a Manzoni e il professor Papa si è soffermato sul primo e sul trentatreesimo capitolo de I Promessi Sposi. Non è poi così usuale che un esperto di iconologia si presti all’interpretazione di testi di letteratura e dunque l’analisi che egli ha condotto è risultata del tutto originale.

Rodolfo Papa, che da anni concentra i suoi studi sull’iconologia, cioè la scienza che si sforza di leggere le opere d’arte alla luce della simbologia, dei testi e dei contesti storici, ha letto i suddetti brani come se fossero dei dipinti.

In effetti Manzoni nel primo capitolo esordisce col descrivere il luogo dove ha inizio la storia, una narrazione così precisa e particolareggiata che quasi sembra di vedere “quel ramo del lago di Como”. Secondo il docente, il “quadro di parole” dipinto da Manzoni va letto alla luce della concezione dell’arte del Cardinale Federico Borromeo il quale vedeva nella produzione artistica un mezzo per dilettare, insegnare e scuotere l’anima.

Ma sicuramente la parte più apprezzata del contributo del professor Papa è stata quella riguardante il trentatreesimo capito nel quale si parla di Renzo che si addentra in una vigna di proprietà di un amico. Manzoni si dilunga nella descrizione di numerose piante, una descrizione che a una superficiale lettura potrebbe anche risultare ridondante e noiosa.

Ma ecco che l’intervento del professor Papa ha donato luce e ha restituito profondità di significato ad una pagina che altrimenti poteva risultare piacevole solo ad un esperto di botanica! Il docente si è addentrato nella spiegazione simbolica delle singole piante citate dal Manzoni, rimandando a testi patristici, medioevali o comunque di spiritualità che hanno permesso di capire il senso quasi mistico di questa pagina.

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