VIDEO Babybisogni, un esercizio a misura di neonato

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BabybisogniGROTTAMMARE – Quella che raccontiamo è una storia toccante, nel mezzo di quest’opera del grande Guido Venieri. Una storia di una coppia di disoccupati che dopo la nascita del loro figlio, hanno deciso di fondare un’attività dedicata ai più piccoli con prodotti naturali e a km 0. Si tratta di Babybisogni, esercizio ubicato in via Leopardi a Grottammare che è stato inaugurata appeno una settimana fa.

Ogni giorno, Silvia Gaspari e Livio Ragni gestiscono e affrontano tenacemente tale attività, siamo andati ad intervistare la sig.ra Gaspari.

Come è nato Babybisogni?

“Babybisogni nasce dall’esigenza di trovare prodotti ecologici naturali per il nostro bambino. Diciamo che tutto è partito dall’inizio della gravidanza dove abbiamo scelto sia io sia mio marito di far nascere questo bimbo nel modo più naturale possibile, quindi lui è nato a casa, seguito da un’ostetrica e tutto ciò che è venuto dopo che lui è nato è stato essere circondato dai prodotti naturali e più essenziali possibili, quindi senza il superfluo che adesso gira intorno a tutto quello che è commerciale. Diciamo che noi impazzivamo su internet per trovare prodotti, cose naturali che andassero bene e quindi il negozio è nato per questo, per poter toccare prima di poter comprare quello che necessita per loro”.

Raccontaci i prodotti che vende, come sono e come si caratterizzano.

“I prodotti che abbiamo ricercato spaziano dalla detergenza dove sono in assenza di appeg e tutti i coloranti, cose che comunque sia sono dannose per la pelle. Quindi andiamo da delle linee sofisticate come la flora, la saponara, la veleda e la mabriosa. Altri prodotti importantissimi sono i pannolini lavabili, per rispettare l’ambiente e la pelle del bambino. Abbiamo anche gli assorbenti lavabili per la mamma, pannolini biodegradabili e assorbenti biodegradabili. Tutti prodotti naturali, riconosciuti e certificati, nonché biologici e tecnologici”.

Come state affrontando questo contesto difficile e qual è la vostra mission?

“Sia io che mio marito eravamo disoccupati e quindi ci siamo buttati in questo progetto proprio perché crediamo in quello che puo venire, in quello che le persone si possono dedicare perché è un atto di consapevolezza il dedicarsi nel modo più naturale possibile sia verso noi stessi, verso i nostri figli, verso l’ambiente e ciò che gli lasciamo. Diciamo che sarà difficile, sarà dura, ma piano piano vogliamo tenere duro e andare avanti in questa missione per far conoscere a tutti che basta veramente poco per volersi bene e trasmettere del bene”

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