“Noi del freestyle abbiamo catturato lo sguardo del Papa”

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Di Alessio Facciolo

Quello di far girare il pallone da basket sulla punta di una penna è un giochetto semplice, uno dei “trick” più facili e diffusi nel mondo del freestyle. Letteralmente “stile libero”, il freestyle è quell’insieme di discipline sportive che, libere da vincoli agonistici, punta al divertimento e allo spettacolo puro: un mondo che vede le sue origini nello sport urbano, nei campetti scalcinati delle periferie, dove il volo di una schiacciata, un’acrobazia in bicicletta o un gioco di pura abilità atletica assumono più importanza del risultato, riuscendo a far dimenticare i canestri sgangherati senza retina e il fondo di un campo di ruvido cemento. Proprio per questo sarà un’immagine difficile da dimenticare per Lorenzo Pinciroli, fondatore dei “Da Move” (gruppo di freestyle nato nel 2000) quella di Papa Francesco che ride mentre fa ruotare una palla da basket, la sua palla, su una penna.

A San Pietro per lo sport. Il 7 giugno, in occasione dell’incontro del Papa con le società sportive in piazza San Pietro, il Csi ha invitato i “Da Move”, che hanno all’attivo oltre mille show in Italia ed Europa, ad esibirsi davanti a 50mila persone e, soprattutto, a pochi metri da Bergoglio. Uno spettacolo di basket e calcio freestyle della durata di pochi minuti ma che, come racconta Lorenzo, “non volevamo finisse mai”. “Non era previsto che noi ci avvicinassimo a lui – racconta il fondatore della crew, tra i quattro assieme a Fabrizio Smallone, Kam Kader e Lorenzo Bruzzese ad esibirsi – solo chi porta una testimonianza può poi ricevere il saluto del Papa. Ma mentre ci allontanavamo dal palco, quasi al ralenty, sono venuti gli organizzatori a dirci che Papa Francesco voleva salutarci”. Un piccolo strappo al protocollo, quello del Pontefice: “Anche il Papa è andato in freestyle! È stato così spontaneo, per noi, chiedergli se voleva provare quel piccolo ‘trick’ della matita”. Ad averglielo chiesto quattordici anni fa, probabilmente nemmeno l’istrionico Aig Scream (nome d’arte di Lorenzo) avrebbe mai immaginato che un giorno avrebbe scherzato col pallone assieme al Papa.

Dai campetti all’Europa. Lorenzo Pinciroli, classe 1981, è di Oleggio Castello, paese di un paio di migliaia di abitanti a due passi dal Lago Maggiore in provincia di Novara. Cranio rasato, braccio tatuato e baffoni a manubrio vagamente ottocenteschi: un look sopra le righe, almeno quanto il suo estroso modo di giocare a pallacanestro. “Siamo partiti nel 2000 io e Fabio (Mastromatteo, l’altro fondatore dei ‘Da Move’, ndr) a girare per tornei ed eventi legati al basket di strada, ogni volta incontrando nuovi amici, persone che condividevano la passione per questo sport anche fuori dagli schemi delle società”. Dal 2002, la scelta di trasformare quelle piccole follie sotto canestro in un vero e proprio show: “Per me è stata davvero una rivelazione. Prima, quando giocavo, gli allenatori mi sgridavano per il passaggio sopra le righe, per la giocata spettacolare, ora finalmente mi sento realizzato. Nel freestyle si vive in un contesto che va oltre la competizione, l’agonismo, il risultato della partita: ci divertiamo, ci esibiamo assieme, si condividono le emozioni. Si crea come una famiglia: in una ‘crew’ i rapporti vanno al di là di quelli di una normale squadra. Ognuno di noi è un plus valore, arriviamo da posti e realtà diverse, e ognuno di noi porta nuove idee con sé”. Una perenne ricerca di qualcosa di nuovo e sorprendente tanto che, anno dopo anno, la crew dei “Da Move” ha iniziato a comprendere anche appassionati e “folli” provenienti da altre discipline: calcio, break dance, free run e bike, diventando una delle più importanti del continente: “Per noi – spiega Lorenzo – contava soprattutto che avessero il nostro stesso spirito. E facciamo di tutto per aiutare chi è come noi: recentemente sono stato a fare un camp in Ungheria, dove sta nascendo un movimento di freestyle simile”.

Il messaggio del Papa.
 Uno spirito di condivisione ritrovato a San Pietro, davanti alla folla degli sportivi da tutta Italia, e nelle parole del Pontefice: “Là abbiamo respirato la stessa energia che ci ha fatto avvicinare a questo sport. Quella espressa da Papa Francesco è una positività globale, e te la trasmette con piccoli gesti. Noi e gli altri del gruppo siamo rimasti colpiti, non ci rendiamo ancora conto… E io di spettacoli ne ho fatti tanti, ma quel giorno c’era un’energia strana, bellissima”. Un’energia che, secondo Lorenzo, si trasforma in un messaggio, da portare a suon di palleggi e schiacciate. “Bisogna essere ambasciatori positivi dello sport. Noi lavoriamo spesso coi bambini, e spero di essere adeguato a portare questo messaggio. Papa Francesco ci ha fatto un dono enorme, con la sua sensibilità: ha fatto conoscere il freestyle, ci ha spianato la strada. La gente spesso ci vede fare cose strane, arriviamo dalla strada, qualcuno potrebbe pensare che siamo dei drogati, dei poco di buono. Non è così: noi abbiamo una visione artistica del gesto sportivo, ci divertiamo e facciamo divertire, e per farlo è necessario essere atleti veri”.

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