Segnali e bagliori di Terza Repubblica

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“Confido, in sostanza, che stiano per realizzarsi condizioni di maggior sicurezza, nel cambiamento, per il nostro sistema politico-costituzionale, che mi consentano di prevedere un distacco comprensibile e costruttivo dalle responsabilità che un anno fa mi risolsi ad assumere entro chiari limiti di necessità istituzionale e di sostenibilità personale”. Con queste parole il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inteso chiarire la sua posizione rispetto al mandato presidenziale. Lo ha fatto con una lettera al “Corriere della Sera”, pubblicata oggi. Una lettera che, per la sua portata politico-istituzionale, va letta attentamente e per intero. Con la consapevolezza che si sta aprendo una fase nuova della vita pubblica italiana.
Il presidente si conferma un uomo delle istituzioni che ama il Paese. Di sicuro, noi tutti dobbiamo sperare che si stia chiudendo quella lunga fase di transizione, durata oltre vent’anni, fra la Prima e la Seconda Repubblica. Non possiamo sapere se quella che si va profilando sia davvero la Terza Repubblica della definitiva pacificazione nazionale, dentro i confini virtuosi dell’Europa dei popoli. Molti di noi ricordano la lunga “notte della Repubblica” e poter scorgere le luci della nuova alba può essere un grande privilegio. Lo auguriamo a tutti noi, ma soprattutto ai nostri figli e ai nostri giovani. Meritano di vivere in un Paese democratico, in cui la giustizia sociale e la pace siano il pane quotidiano.

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