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Il mio viaggio prosegue, dalla Galilea al Mar Rosso,dal Nuovo testamento al Vecchio. Nel trasferimento assumono concretezza luoghi solo immaginati , come il deserto del Neghev. La prima impressione, che poi avrò modo di confermare, è che i quaranta anni nel deserto non sono stati certo una lunga passeggiata su una enorme spiaggia sabbiosa, bensì una impresa da alpinisti, da rocciatori. Dal Mar Rosso,in Giordania si vedono file e file di monti aguzzi Andando verso il mar Morto per la strada dei Re , a perdita d’occhio si estende un irreale susseguirsi di rocce, alcune levigate dall’erosione sono tonde lisce e chiare , come dei teschi, altre sono rosseggianti e punteggiate da miriadi di cavità irregolari . Tra una montagna e l’altra si aprono strapiombi profondi , immersi nell’ombra in un contrasto immenso con l’accecante luce del sole che si riflette sulle cime. Inoltre anche riguardo al tempo il “tour” non è stato sempre sotto il sole: qui fa un freddo cane, talvolta c’è la nebbia alcuni campi sono coperti di neve E tutto ciò per 40 anni! Inoltre quando Mosè giunse da queste parti si vide negato il permesso di attraversare queste luoghi , per raggiungere la Terra Promessa percorrendo la strada dei Re. (Glielo negarono gli Edomiti che erano discendenti diretti di Esaù e quindi appartenenti alla linea dinastica di Mosè, vatti a fidare dei parenti! Forse fu per questo che i cari discendenti di Mosè non furono, poi, molto teneri con gli Edomiti quando scrissero la Bibbia! ).

E in una sera di nebbia giungo a Wadi Musa, ovvero il luogo dove Mosè fece sgorgare acqua dalla roccia:in un piccolo edificio bianco c’è una roccia e sotto una fonte dove gli abitanti vanno ancora oggi a prendere l’acqua. Entro , due persone stanno riempiendo taniche e taniche a scalzi entro l’acqua gelida. Mi offrono da bere, non posso rifiutare: in questo deserto l’acqua ha un valore! Penso che Dio qui ha parlato a Mosè,ma non è semplice pensare a questo fra taniche di plastica gialle e blu. Wadi Musa significa più o meno guado, avvallamento fonte di Mosè. Mi chiedo se questa sia il luogo di Massa e Meriba . Il giorno dopo visito Petra: Questo posto è stato individuato da Burckhardt :questi fingendosi un devoto mussulmano chiese di essere accompagnato sulla tomba di Aronne sul Monte Cor biblico per offrire un sacrificio.Fu così che venne introdotto in questa mitica località. Oggi chiedo quel sia il monte Cor , ma nessuno lo sa con esattezza, per loro questi sono i monti di Aronne. Entro a Petra : sulla roccia sono scolpite a grandezza naturale due carovane di cammelli: i Magi devono essere passati per forza di qui perché questo è l’unico posto dove le carovane potevano fermarsi per rifornirsi di acqua!

E dalla strada dei Re, raggiungo il monte Nebo dove Mosè morì.
Qui è tutto un rimescolarsi di nomi e di vicende bibliche .Scendo al Mar Morto, sono dalle parti di Sodoma e Gomorra, di Lot.
Da queste parti è stato decapitato il Battista…

E’ d’obbligo una sosta a Betania oltre il Giordano dove Giovanni battezzava. Il Vangelo di oggi 3 gennaio parla proprio di Giovanni Battista. Le coincidenze continuano in questo viaggio in cui passato e presente diventano una cosa sola….

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