Anche dal cinema un forte segnale contro l’indifferenza

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Di Giovanni Pasqualin Traversa
Sarà “All Is Lost” (Tutto è perduto) di J.C Chanders – protagonista Robert Redford – presentato fuori concorso al 66° Festival di Cannes (nelle sale italiane da febbraio 2014) ad inaugurare il 3 dicembre la XVII edizione del Tertio Millennio Film Fest. “Coprotagonista” del film, che racconta la lotta per la sopravvivenza di un naufrago dopo lo speronamento in mare aperto della sua barca a vela da parte di un container alla deriva, una violenta tempesta. E proprio “Innocenti nella tempesta. Il cinema contro la globalizzazione dell’indifferenza” è il tema del Tertio Millennio Film Fest 2013, presentato questa mattina in Vaticano e al quale il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha conferito una propria targa di rappresentanza. Tema, spiega don Ivan Maffeis, presidente del festival e della Fondazione Ente dello spettacolo, ispirato “all’invito di Papa Francesco a globalizzare la solidarietà” e con il quale la rassegna intende lanciare un forte segnale contro l’indifferenza. Organizzato dalla Fondazione Ente dello spettacolo e dalla “Rivista del Cinematografo”, in collaborazione con il Centro sperimentale di cinematografia – Cineteca nazionale, il “Tertio Millennio” è l’unico festival cinematografico italiano realizzato con il patrocinio dei Pontifici Consigli della cultura (che oggi ha ospitato la conferenza stampa) e delle comunicazioni sociali. Avrà luogo dal 3 all’8 dicembre a Roma, presso il cinema Sala Trevi (vicolo del Puttarello, 25) e proporrà una selezione di film internazionali, inediti in Italia, incontri con gli autori e una serata di gala con la consegna dei prestigiosi RdC Awards.
Incontro all’uomo. Ad esprimere l’auspicio che “il cinema ancora una volta sappia andare incontro all’uomo, calarsi nella sua realtà di oggi”, ma anche avere “la capacità di farci sognare e sperare”, è monsignor Claudio Maria Celli, presidente del Pontificio Consiglio delle comunicazioni sociali, intervenuto alla presentazione. Nel richiamare il tema “indicato da Papa Francesco per la Giornata delle comunicazioni sociali: la comunicazione come momento e promozione della cultura dell’incontro”, mons. Celli spiega che l’incontro “è attenzione, vicinanza, simpatia per l’altro”. “Un aspetto tipico del Santo Padre in questi primi mesi di pontificato – la seconda riflessione del presule – è la sua grande capacità di farsi capire, di parlare in maniera semplice, diretta, senza avere bisogno di mediazioni culturali. Come il Vangelo, il Papa parla e arriva direttamente al cuore dell’uomo” e, come alcuni affermano, “sa anche farci sognare e sperare”.
Energie morali e civili. Ma non risparmia “sferzate”, come “a Lampedusa e a Rio de Janeiro, in particolare contro la globalizzazione dell’indifferenza che è una seria malattia della società di oggi e uno dei peccati più gravi”, fa notare monsignor Carlos Alberto de Pinho Moreira Azevedo, delegato del Pontificio Consiglio della cultura. Gli innocenti, dice, “sono sempre nella tempesta, e il cinema può essere occasione per affrontare un tema come quello delle migrazioni forzate, portato tragicamente alla ribalta in questi ultimi mesi, e per incoraggiare al riguardo una riflessione a tutto campo”, ma soprattutto “per stimolare la solidarietà”. “Nel suo incontro con la società – è la conclusione di mons. Azevedo -, il cinema ci può mostrare la strada per non rinunciare alle energie morali e civili che sono la trama della nostra convivenza”.
Finale non scontato. “Se non costituiscono forse un’arca di salvezza, i film in rassegna sono almeno una scialuppa che nel suo guscio racchiude storie di vita e le consegna al pubblico con una domanda”, sostiene don Maffeis. La violenza e l’ingiustizia, osserva, a volte occupano gli spazi lasciati dalla resa, dalla rinuncia ad esercitare la propria responsabilità. Una resa cui vorremmo opporci anche con una rassegna cinematografica”. E “la tempesta che ci travolge, qualunque ne sia la natura, non è un finale scontato – assicura -; è possibile capovolgerlo in nome di quella prossimità cui ci invita Papa Francesco”. Nel corso della conferenza stampa è stato conferito alla poco più che ventenne attrice Sara Serraioco – protagonista del film “Salvo” (2013) di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza, vincitore del Grand Prix e del Prix Révelation alla 52ma Semaine de la critique de Cannes – il Premio Rivelazione dell’anno degli RdC Awards 2013. “Il nostro cinema – il commento di mons. Celli – ha bisogno di una lettura ‘giovane’ e ‘femminile’”. Questa mattina sono stati inoltre proiettati i cortometraggi vincitori del concorso “I-Father- Short Award 2012”, promosso dalla Fondazione Ente dello spettacolo in collaborazione con il Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica, e ispirato al tema “La missione del prete, cogli l’attimo”. Si tratta di “Le mie mani per darTi una mano” di Andrea Piccolo, e “Skate for God” di Andrea Cannizzo.

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