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Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.    Matteo 16, 21-27

“Giovani cattolici in politica”, Andrea Sanguigni

DIOCESI – Riflettendo sulle parole di Papa Francesco e sul catechismo della Chiesa Cattolica, abbiamo deciso di inaugurare una nuova rubrica “Giovani Cattolici in politica”.
Abbiamo iniziato questa nuova rubrica con Andrea Sanguigni della Parrocchia Madonna del Suffragio.
Il prossimo appuntamento sarà con Marco Sprecacè della Parrocchia Gran Madre di Dio.

Andrea Cosa sognavi di fare da bambino?
Da bambino sognavo di fare il calciatore e, nel caso non avessi sfondato col calcio, mi sarei dedicato allo studio della medicina. E a 29 anni mi ritrovo arbitro con la passione del calcio e ingegnere biomedico… Un bel mix!

Come mai hai deciso di impegnarti in politica?
Nel periodo universitario mi fu proposta da un caro amico la candidatura come rappresentante del mio corso di laurea e successivamente del Consiglio studentesco. Accettai non senza timori. Pensavo fosse una perdita di tempo e di non esserne all’altezza, ma nel giro di poco tempo ho dovuto cambiare idea.
Fui sempre eletto e farmi carico dei problemi che avevano i miei compagni di corso (che erano anche i miei problemi) mi ha aiutato di più a capire che non potevo essere Cristiano solo a parole o peggio ancora solo la Domenica, ma o lo ero a 360° o non lo ero affatto. Ho capito che la politica non è solo quella che si vede in televisione, quella degli scontri per partito preso (la destra contro la sinistra, che io ho sempre rigettato), ma deve essere qualcosa di più, qualcosa di animato dall’Amore per il prossimo, di qualsiasi colore, ed idea esso sia,  proprio lo stesso che ci ha insegnato Gesù. Qualsiasi azione compio per il bene comune tengos empre in mente la frase di Papa Paolo VI che mi sostiene: “La politica è la più alta forma di carità”.

Come mai hai scelto di candidarti con l’UDC?
Poiché alle ultime elezioni appoggiava un progetto che a mio avviso si presentava come vera novità per San Benedetto, e l’UDC un partito tra quelli moderati che avrebbe permesso ad un giovane slegato da ogni militanza politica di candidarsi. Pur essendomi stato chiesto più volte dopo le Comunali del 2011, ci tengo a precisare che non ho mai fatto la tessera di partito poiché non mi sento ancora pronto per fare una scelta del genere. Sono cosciente che l’ambiente della politica non è tutto rose e fiori e per questo ogni scelta la farò con i piedi di piombo.

Come hanno accolto il tuo impegno in politica gli amici e le persone a te vicine?
Sia i miei amici che i miei genitori mi hanno detto la stessa cosa: “Chi te lo fa fare? In un mondo sporco come quello della politica non durerai molto, perché lì o stai ai giochi o ti fanno fuori”.
Loro sanno anche che sono molto testardo e determinato e sono dell’idea che le cose non si cambiano stando a guardare o giudicando da fuori. Almeno un giorno potrò dire di averci provato.

Qual è l’apprezzamento più bello e l’offesa che ti sei sentito dire?
Spesso un grazie e un sorriso valgono più di mille parole e apprezzamenti. Di offese non ne ho mai ricevute,  ma devo ammettere che non ho apprezzato molto il fatto che alcuni personaggi dopo le elezioni si siano presi il merito per i miei voti che mi sono sudato durante la campagna elettorale tra la gente.
Ho saputo dai giornali che “qualcuno” faceva votare me come consigliere e Gaspari come Sindaco quando invece la sezione in cui io ho preso più preferenze (la 12 al Ponterotto) coincide proprio con la sezione in cui Marco Calvaresi ha raggiunto in assoluto la maggior percentuale di consensi (16,26 % conti alla mano). Questo proverebbe che qualcuno abbia strumentalizzato il mio inaspettato bottino di preferenze per cercare di trarne un vantaggio politico.

Se tu fossi amministratore, quale sarebbe la prima scelta che faresti per San Benedetto del Tronto?
Ho diverse idee, ma la cosa prioritaria è fare un piano pluriennale delle opere necessarie alla collettività (vedi allagamenti e inquinamento), senza più navigare a vista.
Lavorerei poi per avere un PRG e per costruire la famosa bretella collinare che eliminerebbe molti dei problemi di inquinamento e traffico che si hanno a San Benedetto.
Terrei per ora da parte l’idea di un nuovo lungomare stile faraonico anche perchè Grottammare ci insegna che con poco si possono fare opere molto carine e pratiche da mantenere.
Infine interverrei per ridare più dignità e sicurezza ai Quartieri e ricreerei una zona camping per dare la possibilità anche ai giovani di riscoprire la nostra amata città come meta di turismo spendendo una cifra contenuta.

Che attività svolgi o hai svolto in parrocchia?
Cerco di trasmettere la mia voglia di essere Cristiano nei fatti vivendo un’Amicizia insieme a tanti altri giovani, in particolare di età compresa tra i 14 e i 19 anni, attraverso incontri con cadenza settimanale e attività di altro genere (campi-scuola, tornei di calcetto, servizi ai più deboli). Grazie a Dio in tutte queste attività sono aiutato da tanti amici che approfitto per ringraziare pubblicamente per la passione e per lo spirito di servizio che ci mettono.

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