VIDEO: Inaugurazione del Museo del Tarpato e a tu per tu con Tiziana Capocasa

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GROTTAMMARE – La regione Marche è la prima in Italia per il rapporto tra musei e numero di abitanti. Da domenica Grottammare può contribuire a questa leadership, con un nuovo museo ubicato nel cuore del vecchio incasato e dedicato al pittore naif Giacomo Pomili, detto il tarpato, che ci ha lasciato nel 1997 all’età di 72 anni e che rimane e rimarrà nel cuore dei suoi concittadini, grazie alle sue pitture in cui il suo borgo natìo riveste un ruolo da protagonista, armonico quanto invaso da spicchi genialoidi di colore.

Il museo del Tarpato è ubicato nel vecchio incasato, in Piazza Peretti, all’interno dei locali degli antichi forni, in coabitazione con uno di questi, classe 1600. Si tratta di un itinerario culturale che si sviluppa su due livelli e in cinque sale tematiche, ritraenti un clima sacro e profano, le opere più significative, le pitture giovanili e mature, fino ad arrivare alle opere dedicate a Lupo, il suo cane, migliore amico di un freddo ed eterno pittore ricordato purtroppo da morto, come molti altri grandi artisti.

Questa nuova creatura museale, si aggiungerà ai vicini musei di Pericle Fazzini, presso il cinquecentesco Torrione della Battaglia e al Museo Diocesano presso la Chiesa Di San Giovanni Battista.

La cerimonia d’Inaugurazione, notevolmente partecipata, si è svolta nel ventoso pomeriggio di domenica 12 maggio e ha visto la partecipazione del Sindaco Merli, del Vice Sindaco Piergallini, in veste di politico e di narratore dei versi di Baudelaire, della nipote del Tarpato Antonella Pomili, di Piergiorgio Cinì che ha recitato i testi di Gilberto Carboni,  e del critico d’arte, Prof. Stefano Papetti, che oltre a definire Grottammare una “meteora” d’Italia, ha paragonato il Pomili con Fortunato Duranti, genio pittorico del Piceno (di Montefortino, ndr.) vissuto a cavallo tra Settecento e Ottocento.

Curatrice dell’allestimento della mostra è la giornalista Tiziana Capocasa, che oltre a raccontare le vicende del Pomili al pubblico presente, ha parlato ai nostri microfoni.

Due anni dopo, il sogno è diventato realtà, è stato inaugurato il Museo del Tarpato. Quali sono le tue impressioni?

Più che due anni a distanza di sedici anni dalla morte di Giacomo Pomili in arte “il tarpato”, finalmente arriva questo museo che rende giustizia, che da una giusta valorizzazione al talento e all’arte di Giacomo Pomili. In queste stanze espositive, cinque in tutto, negli antichi forni del paese alto, sono state esposte in modo permanente 43 opere. Fanno parte del percorso artistico di Giacomo Pomili, dalle prime opere d’arte importanti che posero l’attenzione della critica e del pubblico, i “quattro tarpati”, “Papa Giovanni XXIII nella gloria del paradiso” e poi tutte le altre opere che raccontano le leggende del Paese Alto, come quelle sul “Ciclo di Esmeralda” e sul “Trittico di Sant’Aureliano”. C’è anche un Tarpato nascosto, meno conosciuto, inedito in questo museo ed è il Tarpato Sacro, il Tarpato delle Crocifissioni, delle opere sui grandi monumenti della cristianità (Roma, Castel Sant’Angelo, San Pietro) e poi c’è l’immaginario femminile, le donne del Tarpato, cui è stato dedicato anche un calendario nel 2007. Questa è l’occasione per ammirare queste opere, che sono nate dalla grande arte, dal talento di un’artista che ha sofferto nella sua vita, un’esistenza difficile, la malattia, l’emarginazione e ha trovato riscatto nella pittura. In queste opere, queste tele, che sembrano sospese tra sogno e realtà, c’è il turbamento c’è l’emarginazione, c’è la sofferenza, che diventa germe della creatività. È davvero un museo molto bello, che sarà di richiamo sia per coloro che amano l’arte, ma soprattutto per i turisti che verranno a Grottammare, e avranno un museo e un luogo d’arte dove poter ammirare queste opere insieme al Museo dedicato a Pericle Fazzini e al Museo Sistino”.

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