I padri hanno diritto in media a un congedo parentale retribuito quasi 8 volte più breve di quello delle madri.
È quanto emerge da un documento di analisi pubblicato da Un Women e dal gruppo Banca mondiale nell’ambito del progetto “Women, business and the law”, che richiama la necessità di politiche più eque per la cura dei figli e dei familiari. Su 190 economie esaminate, 66 non garantiscono congedi retribuiti ai padri, mentre 6 non prevedono alcun congedo retribuito garantito per le madri. Tra i 124 Paesi che riconoscono un congedo ai padri, la metà offre meno di 2 settimane.

Secondo il rapporto, l’asimmetria nella distribuzione dei tempi di cura penalizza non soltanto le donne, che dedicano in media il 2,5% di tempo giornaliero in più al lavoro di cura non retribuito rispetto agli uomini, ma anche i figli e gli stessi padri.

La possibilità per i padri di usufruire del congedo favorisce infatti una più equa condivisione delle responsabilità familiari, con ricadute positive sul lavoro e sul benessere dei bambini.

L’87% dei padri dichiara di non ricevere il sostegno necessario per svolgere attività di cura e l’83% segnala l’assenza di flessibilità lavorativa. In vista della Giornata internazionale della cura e dell’assistenza del 29 ottobre, Un Women e Banca mondiale chiedono sistemi di assistenza accessibili, protezione sociale e politiche che promuovano una più equa ripartizione del lavoro di cura.

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