(Foto ANSA/SIR)

A tre giorni dalle elezioni legislative israeliane del 27 ottobre, le famiglie riunite nell’“October Council” (Consiglio di ottobre) e numerosi cittadini israeliani hanno convocato una grande manifestazione per sabato 24 ottobre in Piazza degli Ostaggi (Hostages Square), a Tel Aviv. L’appello è a partecipare all’evento intitolato “For Them” (“Per loro”), con una richiesta precisa alle istituzioni: creazione una commissione statale d’inchiesta che faccia piena luce sugli eventi del 7 ottobre 2023 e sulle responsabilità politiche e militari che portarono all’attacco di Hamas.

Secondo gli organizzatori, alla mobilitazione prenderanno parte familiari degli ostaggi, parenti delle vittime, sopravvissuti al massacro e alla prigionia, riservisti, residenti delle comunità del confine con Gaza e del nord del Paese, oltre a cittadini provenienti da tutto Israele. Per l’occasione sono stati organizzati trasporti da oltre 50 località e si registra una partecipazione che gli organizzatori definiscono tra le più elevate degli ultimi mesi. La manifestazione si svolgerà senza simboli di partito e senza interventi di esponenti politici, con l’obiettivo di mantenere l’attenzione sulle conseguenze umane della guerra e sulla richiesta di accertamento delle responsabilità. Sul palco si alterneranno testimonianze di familiari delle vittime, ex ostaggi, combattenti e sfollati, accompagnate da momenti musicali e video. “Da tre anni viviamo con il dolore, la perdita e domande a cui lo Stato non ha ancora risposto”, affermano le famiglie del Consiglio di ottobre. “Da tre anni lottiamo per la verità, per l’assunzione di responsabilità e per garantire che una simile catastrofe non accada mai più”.

Da qui l’invito agli israeliani a ritrovarsi nella piazza simbolo della vicenda degli ostaggi: “Tre giorni prima delle elezioni ci ritroveremo insieme e faremo sentire una richiesta civica chiara: lo Stato di Israele deve indagare sul più grande disastro della sua storia, scoprire la verità, assumersi le proprie responsabilità e iniziare a riparare”. L’iniziativa si annuncia come uno degli ultimi e più significativi appuntamenti pubblici prima del voto, destinato a misurare anche il giudizio dell’opinione pubblica sulla gestione governativa della crisi apertasi con l’attacco del 7 ottobre e sulle sue conseguenze politiche, militari e sociali.

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