SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si sono conclusi ieri, 13 Ottobre 2026, giorno dell’anniversario del suo martirio, i festeggiamenti in onore di San Benedetto martire, patrono dell’omonima Parrocchia e della Città di San Benedetto del Tronto.
Il culmine della festa è avvenuto nel pomeriggio con la tradizionale processione che dalla cattedrale Santa Maria della Marina si è snodata lungo le vie principali della città, fino a piazza Bice Piacentini, dove alle ore 17:00 il vescovo Gianpiero Palmieri ha presieduto una Celebrazione Eucaristica in onore del Santo patrono.
Al termine della Messa è avvenuto il consueto rito di riconsegna delle chiavi della città al Santo da parte del sindaco Nicola Mozzoni, alla sua prima volta. A seguire, mons. Palmieri ha impartito la benedizione solenne dell’intera comunità sambenedettese in Piazza Sacconi. Due gesti di totale affidamento della città al Santo patrono, che testimoniano l’affetto nei confronti del soldato martire Benedetto e la fede del popolo sambenedettese.
Un’assemblea numerosa: preti e diaconi, autorità civili e militari, associazioni
La Messa, impreziosita dal canto dei cori parrocchiali delle comunità San Benedetto martire e Madonna del Suffragio, è stata concelebrata da numerosi preti della città: don Guido Coccia, parroco della parrocchia ospitante che dal Santo Patrono prende il suo nome; don Luigino Scarponi, responsabile del Clero delle Diocesi di Ascoli Piceno e di San Benedetto del Tronto – Ripatransone – Montalto; don Patrizio Spina e don Romualdo Scarponi, rispettivamente parroco e parroco emerito della parrocchia Santa Maria della Marina; padre Mario Amadeo, parroco della parrocchia San Giuseppe; padre Andrea Cannuccia e padre Carmine Vitali, rispettivamente parroco e vicario parrocchiale della comunità Sant’Antonio di Padova; don Gianni Capriotti, parroco della comunità Madonna del Suffragio; don Gianni Croci , parroco della comunità di San Filippo Neri; don Luis Reynaldo Sandoval Vegas, parroco della parrocchia Sacra Famiglia. Ha altresì concelebrato il giovane don Francesco Bollettini, che nei giorni precedenti, con le sue predicazioni, ha aiutato la comunità a prepararsi alla festa. Hanno inoltre servito l’altare i diaconi Emanuele Imbrescia e Walter Gandolfi.
Numerose le autorità civili e militari intervenute, che hanno partecipato sia alla Messa sia alla processione che l’ha preceduta: la Prefetta Giovanna Longhi; il Questore Alessandro Gullo; il consigliere regionale Andrea Assenti; il consigliere provinciale Raffaele Rossi; il primo cittadino Nicola Mozzoni; il vice sindaco della città rivierasca, Andrea Traini; il presidente del Consiglio Comunale Pasqualino Piunti, insieme a vari assessori e consiglieri; il Capitano Marco Balboni, Comandante della Compagnia dei Carabinieri di San Benedetto del Tronto; il Capitano Gianmarco Murro, Comandante della Compagnia della Guardia di Finanza di San Benedetto del Tronto; il Capitano di Fregata Giuseppe Quattrocchi, Comandante della Capitaneria di Porto di San Benedetto del Tronto; il Commissario Maurizio Nazionale, funzionario della Polizia di Stato in servizio presso il Commissariato di San Benedetto del Tronto; il Luogotenente Pasqualino Palmiero, Comandante della Stazione dei Carabinieri di San Benedetto del Tronto; il dirigente Pietro D’Angeli, Comandante della Polizia Locale di San Benedetto del Tronto.
Presenti anche i rappresentanti di alcune importanti associazioni del territorio: Giovanni Erbuto, presidente dell’Associazione Nazionale Carabinieri – Sezione di San Benedetto del Tronto; Sirio Scarpantoni, presidente dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia – Sezione di San Benedetto del Tronto; il Tenente Colonnello Beniamino Maddalena, medico, e l’ispettrice sorella Gabriella Biancucci, infermiera, in rappresentanza rispettivamente del Corpo Militare e delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana – Comitato di San Benedetto del Tronto.
L’appello ad essere profeti e testimoni: l’omelia del vescovo Gianpiero Palmieri
Il vescovo Gianpiero ha aperto la sua omelia con una riflessione sul significato della figura del profeta, richiamando i canti liturgici eseguiti all’inizio della celebrazione. Il profeta è colui che ascolta la Parola di Dio e la trasmette ai fratelli, come hanno fatto Gesù, Giovanni Battista e San Benedetto. “Dio – ha sottolineato -, non lascia mai una comunità senza profeti e chiama ogni cristiano a diventare testimone della sua Parola“.
Mons. Palmieri ha poi proseguito la sua omelia, sottolineando tre aspetti che dovrebbero contraddistinguere una comunità viva, che ascolta la parola dei profeti e vive il Vangelo.
L’accoglienza
Una città che vive il Vangelo è una città capace di accogliere ogni persona, soprattutto i più fragili e vulnerabili. Mons. Palmieri ha evidenziato la vocazione naturale di San Benedetto del Tronto all’ospitalità, favorita dalla sua apertura sul mare e dalla capacità di accogliere ogni anno migliaia di visitatori. L’accoglienza è stata quindi presentata come segno concreto della presenza di Cristo nell’altro.
Le radici buone
Il vescovo Gianpiero ha invitato a custodire le radici cristiane della comunità, ovvero quei i valori che ne hanno segnato la storia. Il Vangelo, la fraternità, la devozione a San Benedetto, la festa della Madonna della Marina e la testimonianza di tanti cristiani, come quelli del Santa Gemma, costituiscono un patrimonio spirituale e culturale da preservare. Pur essendo una città giovane, San Benedetto trova proprio in queste radici la propria forza e identità.
La fiducia nei giovani
L’ultima riflessione si è concentrata sui ragazzi e sulle ragazze e sul loro futuro. Mons. Palmieri ha richiamato un’indagine della Chiesa di Ascoli Piceno e di San Benedetto del Tronto, che ha evidenziato il disagio di molti giovani, spesso segnati da solitudine e disorientamento. Ha quindi evidenziato la necessità che gli adulti tornino ad avere un ruolo educativo autentico, capace di accompagnare e valorizzare le nuove generazioni. Una città veramente viva è quella che crea spazi in cui bambini e giovani possano crescere e diventare protagonisti della vita sociale.
Il vescovo Gianpiero ha infine concluso la sua omelia indicando San Benedetto Martire come esempio di profeta che ha testimoniato la fede fino al sacrificio della vita. La comunità è stata quindi invitata non soltanto a onorarne la memoria, ma anche ad accogliere e vivere il messaggio evangelico che egli ha incarnato, affinché la città continui ad essere luogo di accoglienza, fraternità e speranza per il futuro. Da qui l’appello a lasciarsi guidare dalla Parola di Dio e dalla testimonianza dei suoi profeti.
Leggi qui l’omelia integrale del vescovo Gianpiero Palmieri: Omelia Vescovo Gianpiero Palmieri – Festa San Benedetto martire 2026
La consegna delle chiavi: l’atto di affidamento della città al Santo patrono
Al termine dei riti di Comunione, come da tradizione, il vescovo Palmieri ha consegnato le chiavi della città al sindaco Mozzoni il quale, a sua volta, le ha affidate idealmente al santo patrono.
Come ha spiegato in passato e ha ripetuto anche ieri il vescovo Gianpiero, questo gesto ha un significato profondo. Nella Bibbia, quando uno viene nominato cameriere o servo di tutti, gli si dà la chiave: è per questo che Gesù dà la chiave a Pietro, perché lo fa servo di tutti, come diceva San Gregorio Magno, “servo dei servi di Dio”.
Il sindaco ed il vescovo, seppur in modo diverso, servono la comunità, sono servi di tutti. Il gesto compiuto, quindi, è carico non di potere, ma di servizio.
Particolarmente significativo è il gesto della consegna delle chiavi della città a San Benedetto. Questo rito simboleggia il riconoscimento che il bene della città non dipende soltanto dall’impegno umano, ma anche dall’ascolto del Vangelo e dei valori che esso trasmette. San Benedetto viene così indicato come guida e riferimento spirituale della comunità cittadina.
La gratitudine di don Guido Coccia
Prima della benedizione finale, il parroco don Guido Coccia ha effettuato alcuni ringraziamenti: a tutti coloro che hanno preso parte alla festa, donando il loro tempo ed il loro servizio; al vescovo Gianpiero “per la sua presenza e per le sue parole che ci hanno ricordato l’origine della nostra fede, cioè il Vangelo, testimoniato anche da Benedetto”; al sindaco Mozzoni, che è “chiamato a dare una bella testimonianza di dedizione e servizio a tutta la comunità e che è stato in mezzo a noi, veramente”; ai confratelli presbiteri, “con i quali ci sosteniamo a vicenda”; ai due cori che “hanno aiutato a celebrare la Messa nella gioia”.
Un pensiero speciale di gratitudine è stato rivolto a don Francesco Bollettini, “che ci ha aiutato con la sua predicazione forte ed incisiva e che ha i suoi parenti qui, nella nostra comunità, quindi è uno dei nostri”.
Don Guido, infine, ha fatto un appello a tutti i presenti: “Trasmettiamo la nostra fede e il nostro amore per la città attraverso la preghiera e attraverso le opere!“.
Le parole del sindaco Nicola Mozzoni
Al termine delle celebrazioni, il Sindaco Nicola Mozzoni, ai nostri microfoni, ha detto: “Per me è stata una grande emozione, anche perché era la prima volta da sindaco della città. Vedere tutta questa folla mi sembra di buon auspicio per il futuro! Credo, infatti, che si debba ripartire dall’essere comunità. Come ha detto il vescovo Gianpiero nella sua omelia, mostrare accoglienza, mantenere vive le radici ed avere cura dei giovani sono i tre pilastri per costruire una comunità unita e forte, in cui nessuno resti indietro.
Negli anni si è un po’ perso quello spirito di fratellanza che ci ha sempre contraddistinto e feste, come quella di oggi, ci aiutano a ritrovare questo spirito che, invece, può fare grande la nostra città. A volte potrebbe sembrare – erroneamente – che una semplice festa sia qualcosa di marginale; al contrario, una festa come quella che abbiamo appena vissuto è lo specchio di quello che eravamo, di quello che siamo e di quello che svogliamo essere.
Devo dire che il presente che ho visto mi piace molto, perché fa ben sperare. Ieri sono passato in cucina per vedere le persone che hanno lavorato dietro le quinte ed ho toccato con mano la gioia che c’è nel mettersi a servizio della comunità e nel fare festa. Una gioia contagiosa, che mi rende soddisfatto ed orgoglioso”.
La benedizione alla città
Terminata la celebrazione, come da tradizione, tutte le autorità ed i fedeli si sono recati in processione verso piazza Sacconi, per rinnovare un gesto antico, ma sempre attuale: il vescovo Gianpiero, con la reliquia del Santo patrono in mano, ha impartito la benedizione alla città, affidandola alla protezione del suo amato San Benedetto martire.
Una preghiera che ha abbracciato tutta la comunità: i giovani, chiamati ad affrontare le nuove pestilenze del nostro tempo; le famiglie, spesso ferite da tensioni e difficoltà; i lavoratori e le lavoratrici, con le loro speranze e preoccupazioni; ogni persona che vive e ama la città rivierasca.
Una benedizione che è diventata invocazione di speranza, affinché San Benedetto continui a custodire la sua città, a sostenere chi è in difficoltà e a ricordare a tutti i valori della solidarietà, della pace e della fraternità. Perché una città è davvero comunità, quando sa prendersi cura dei suoi figli, soprattutto dei più fragili. Guarda il video e, a seguire, le foto!


































































































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