Si aggrava la crisi umanitaria in Yemen, dove la ripresa dei combattimenti tra le forze Houthi e le truppe governative sta aumentando il rischio di fame e malnutrizione tra i bambini. Secondo l’Unicef, su quasi 2.900 bambini sottoposti a screening nelle aree dove è possibile garantire l’accesso umanitario, più di 1 su 4 presenta una malnutrizione acuta e circa 200 soffrono della forma più grave. Nelle ultime tre settimane circa 130mila persone sono state costrette a lasciare le proprie case, tra cui circa 71mila bambini, soprattutto nel governatorato di Taiz, nel sud-ovest del Paese. Dal 3 settembre l’Unicef ha verificato la morte di almeno 15 bambini, il ferimento di altri 14 e la scomparsa di tre minori, principalmente a causa dei bombardamenti. “Ogni giorno vediamo sempre più casi”, ha riferito Akhil Iyer, responsabile dell’Unicef in Yemen, sottolineando che i dati raccolti rappresentano solo uno spaccato della situazione. Prima dell’ultima escalation, oltre 2,2 milioni di bambini sotto i cinque anni erano già a rischio di malnutrizione acuta nel 2026, più di mezzo milione nella forma grave. Intanto, l’accesso agli aiuti resta sempre più difficile: secondo l’Oms, le operazioni delle Nazioni Unite sono sospese in 90 dei 105 distretti prioritari del settore sanitario nel nord del Paese, mentre l’Unicef e altre organizzazioni non riescono a raggiungere in sicurezza tra il 65 e il 70% dei bambini che necessitano di assistenza.

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