(Foto ANSA/SIR)

Di Patrizia Caiffa

Nel mondo sono quasi 53 milioni i bambini costretti alla fuga a causa di conflitti, violenze e disastri climatici. Di questi, circa 19,1 milioni sono rifugiati o richiedenti asilo all’estero, 29,4 milioni sono sfollati interni per via delle guerre e 4,4 milioni sono sfollati a causa di emergenze ambientali. A queste cifre si aggiungono almeno 37 milioni di minori migranti internazionali che si spostano spinti da povertà e miseria. In totale, oltre 500 milioni di bambini vivono oggi in zone di guerra, esposti al collasso dei servizi sanitari ed educativi e a gravi crisi nutrizionali.

L’appello di Papa Leone XIV. L’attenzione sui minori migranti è stata posta oggi da Leone XIV dopo l’udienza generale in Vaticano: in vista della 112ª Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, che si celebra la prossima domenica 27 settembre 2026 sul tema “Anche uno solo di questi bambini”, il Papa ha rivolto un appello “alla responsabilità di tutti: ognuno si senta coinvolto nella vita di questi ragazzi che vanno sempre tutelati e assistiti”, denunciando le “sofferenze indicibili, violenze, torture, sfruttamento e condizioni traumatiche” vissute dai giovanissimi “costretti ad abbandonare la propria terra” e spesso perdendo la vita lungo le rotte migratorie.

Violenze, abusi e diritti calpestati. Lungo i tragitti migratori, bambini e adolescenti migranti affrontano infatti abusi di ogni genere. Molti finiscono vittime di tratta, lavoro forzato, reclutamento in gruppi armati o detenzione arbitraria. Le ragazze e le bambine sono esposte a un alto rischio di violenze di genere e abusi sessuali. A ciò si sommano i pesanti traumi psicologici derivanti dalla perdita della scuola, dalla separazione dai familiari e dalla costante minaccia per la vita. Garantire protezione, cure e inclusione a questi minori è un dovere morale e giuridico improrogabile per la comunità internazionale.

L’Europa e le rotte della disperazione. L’Europa continua a rappresentare una delle mete principali per chi scappa da conflitti e povertà. Nel corso del 2025, sono giunti nel continente europeo oltre 155.100 tra rifugiati e migranti via mare, dei quali più di 35.300 erano minorenni. Nei primi mesi del 2026, gli arrivi complessivi hanno superato quota 37.200, con una proporzione costante di un minore ogni cinque persone. La rotta del Mediterraneo si conferma drammatica: dal 2015 a oggi oltre 33.600 persone vi hanno perso la vita, con un bilancio tragico lungo la via verso l’Italia dove si registra la morte di un bambino al giorno nell’arco di un decennio. Nei Paesi di primo approdo e lungo la rotta balcanica, le strutture di accoglienza risultano spesso sovraffollate, aumentando i rischi di emarginazione.

L’Italia: prima porta d’ingresso per i minori migranti. L’Italia si conferma il primo Paese d’arrivo per i minori rifugiati e migranti in Europa. Nel corso del 2025 sono sbarcate 66.300 persone, tra cui oltre 14.000 minori. La grande maggioranza – circa 12.000 – è giunta senza genitori o adulti di riferimento (Minori stranieri non accompagnati – Msna). Al 31 maggio 2026, nel sistema di accoglienza italiano si contavano oltre 14.300 minori soli. Per rispondere a queste fragilità, l’Unicef e il Ministero dell’Interno hanno promosso il programma Protect+ per rafforzare l’identificazione precoce e la presa in carico di oltre 45.000 persone vulnerabili.

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