GROTTAMMARE – Inserita nel nucleo più antico e suggestivo di Grottammare, la perla dell’Adriatico, sorge un edificio sacro che racchiude in sé secoli di storia e d’arte. La chiesa di San Giovanni Battista è molto più di un semplice luogo di culto; è una stratificazione di epoche che si rivela all’osservatore attento.

Le radici di questa chiesa affondano nel lontano X secolo, ma l’edificio che ammiriamo oggi è frutto di importanti trasformazioni. Subì un primo ampliamento tra il 1620 e il 1624, ma fu l’ultimo rifacimento, datato 1802, a conferirle l’attuale assetto. Opera dell’architetto e artista svizzero Pietro Maggi, figura di spicco nel panorama artistico del territorio, il progetto ha dato all’edificio una elegantemente veste neoclassica. La navata unica è scandita da imponenti colonne e paraste corinzie che sorreggono un’alta trabeazione, terminando in un presbiterio raccolto con un altare ligneo dorato di grande pregio.

Ma la vera sorpresa si svela alzando lo sguardo. Su questo impianto neoclassico, pulito e lineare, si è inserita nel 1911 una decorazione pittorica di straordinaria importanza ad opera del pittore sambenedettese Giuseppe Pauri, che dopo un periodo di apprendistato presso Ludovico Seitz, Adolfo De Carolis e Biagio Biagetti, qui si afferma come artista autonomo e maturo. E proprio questo ciclo di dipinti è fondamentale perché lo ha consacrato come un grande frescante di chiese anche se ad essere precisi i suoi dipinti sono a tempera e non veri e propri affreschi. Questa commissione infatti ha lanciato la sua carriera, portandolo a decorare numerose chiese fra le Marche e l’Abruzzo. 

Per la sua decorazione Pauri fa abbondante uso delle più disparate forme geometriche mixandole con il cielo stellato, un motivo antico che ricorre spesso nella sua produzione artistica. In questa cornice si inseriscono le figure. Nel dettaglio gli evangelisti sono rappresentati con i loro attributi iconografici classici: San Luca con il bue, San Marco con il leone, San Giovanni con l’aquila e San Matteo con l’angelo.

Nella zona presbiterale si aggiungono due figure di vescovi molto venerati a Grottammare: Paterniano, vescovo di Fano, e Patrizio. Entrambi sono seduti su due imponenti troni di cui si può apprezzare l’architettura. Tanto gli evangelisti quanto i due santi vescovi hanno alle spalle degli alberi di arance: infatti numerosi erano gli aranceti presenti, tanto a Grottammare, quanto nella vicina San Benedetto.

Infine, Pauri ha magistralmente dipinto scene narrative centrali, come il drammatico Compianto su Cristo Morto, dove il corpo di Cristo è adagiato tra le figure piangenti, e l’Apoteosi di San Giovanni Battista, scena in cui un angelo porta su un vassoio la testa di Giovanni Battista che secondo la narrazione evangelica fu decollato per volere di Erode Antipa. In entrambi i casi Pauri dimostra di conoscere i grandi pittori del passato come del presente, ai quali sovente si ispira.

La chiesa di San Giovanni Battista è dunque un luogo dove l’architettura neoclassica e la decorazione pittorica si fondono in un unicum. Una visita qui non è solo un atto di devozione, ma un’immersione nell’arte locale e nella storia profonda di Grottammare.

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