ARQUATA DEL TRONTO – Nel giorno in cui Pescara del Tronto torna a farsi luogo di memoria e di futuro, le voci delle istituzioni e del mondo produttivo si intrecciano in un coro che chiede continuità, presenza e responsabilità.

A dieci anni dal sisma, la celebrazione presieduta dal cardinale Matteo Maria Zuppi ha riunito amministratori, rappresentanti del Governo e imprenditori che, con prospettive diverse ma complementari, hanno ribadito un impegno comune: non lasciare soli i territori dell’Appennino, accompagnarne la ricostruzione materiale e sociale e restituire ai giovani la possibilità concreta di restare.

Diego Della Valle – Imprenditore Tod’s, Hogan, Fay e Roger Vivier 
“Le nostra attenzione per questo territorio è forte. Il problema, però, è che inizia a mancare un po’ di manodopera, perché i giovani iniziano a pensare di andare nelle città vicine. Quindi dobbiamo far tornare ai giovani la voglia di restare, insieme alla consapevolezza condivisa che questi posti vivranno a lungo se avranno fabbriche. Pertanto il futuro dell’azienda qui dipende anche dalla capacità di mantenere viva la manodopera. Da parte nostra le motivazioni che ci muovono sono forti. Lo furono allora, quando il sindaco Petrucci ci chiese un aiuto, e lo sono ancora oggi”.

Lucia Albano – Sottosegretaria di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze
“Oggi è un momento per ricordare, per fare memoria, nel rispetto delle vittime e di quanto accaduto 10 anni fa. Però è anche il momento, come ogni anno in questa data – perché ci siamo sempre – per fare un punto e ripartire. Il cardinale Zuppi ha saputo trovare parole di speranza e di prospettiva. Di speranza e prospettiva, è anche il lavoro che da quattro anni stiamo facendo anche sul sisma. Il Governo è vicino a questi territori e la mia presenza qui rappresenta ulteriormente – qualora ce ne fosse bisogno – questa vicinanza”.

Guido Castelli – Commissario Straordinario del Governo per la ricostruzione post sisma 2016
“Nel più grande cantiere d’Europa stiamo ricomponendo un tessuto civile che era stato lacerato, restituendo prospettiva, fiducia ed opportunità di sviluppo alle comunità dell’Appennino. È questo il senso più profondo del diritto a restare: garantire che chi è nato in questi luoghi possa continuare a viverci, lavorare, crescere i propri figli e costruire il proprio futuro senza essere costretto ad abbandonarli. Dieci anni dopo, la nostra responsabilità è duplice: completare la ricostruzione e custodire la memoria delle vittime. La rinascita dell’Appennino centrale non deve mai prescindere dal rispetto della sua storia. Ogni cantiere, ogni scuola riaperta, ogni chiesa restaurata, ogni strada ricostruita è un
gesto che onora chi non è più con noi e restituisce dignità a chi è rimasto”.

Francesco Acquaroli – Presidente della Regione Marche
“Conosciamo il dolore che hanno dovuto affrontare tante persone e intere comunità e la tenacia nel restare: questo merita il massimo impegno da parte di tutte le istituzioni. La ricostruzione è la nostra priorità e finalmente possiamo vedere importanti passi avanti. I dati e i numeri ci dicono che ha avuto un’accelerazione significativa: siamo arrivati a oltre il 60% della ricostruzione privata, nonostante in molti luoghi gli interventi richiedano uno sforzo straordinario e un livello di qualità elevato. Nei borghi completamente distrutti e nei centri storici la complessità è enorme. Penso ad Arquata e al progetto, unico al mondo, per la messa in sicurezza e la stabilizzazione della collina e la ricostruzione del centro storico. Queste consapevolezze ci guidano ogni giorno nel mettere il massimo impegno a tutti i livelli istituzionali: il Governo, la Struttura Commissariale, la Regione, l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione, i Comuni, gli uffici tecnici e i professionisti. Solo attraverso questo lavoro possiamo continuare ad accelerare e garantire qualità agli interventi”.

Marco Fioravanti – Sindaco di Ascoli Piceno
“È importante esserci oggi, ma è ancora più importante esserci sempre. Mi riferisco alla ricostruzione delle abitazioni, ma anche alle relazioni con le persone che abitano qui. In giornate come quella di oggi, i riflettori sono puntati qui, sia per fare memoria di quanto avvenuto, sia per portare attenzione sulla situazione. Ma la vera sfida è l’impegno quotidiano, è mantenere costantemente vivo il legame con le persone. Spesso la solitudine rischia di far dimenticare le persone e noi non possiamo permetterlo”.

Nicola Mozzoni – Sindaco di San Benedetto del Tronto”
“La mia presenza a Pescara del Tronto oggi ha una duplice valenza. Prima di tutto sono qui per rappresentare la comunità di San Benedetto del Tronto, che nei giorni del sisma ha accolto tante persone. Ma c’è un legame anche personale con gli abitanti di Arquata del Tronto: molti sfollati, infatti, erano ospitati proprio nel mio albergo. Ricordo la sofferenza di quei momenti, ma anche il fatto che, alla fine, si sia creata una nuova comunità, un legame che non si è mai spezzato. Essere qui significa anche tornare a portare un po’ di speranza e di vicinanza a quelle persone”.

Michele Franchi – Sindaco di Arquata del Tronto
“È fondamentale che non si abbassino i riflettori sulle zone colpite dal terremoto. Oggi vogliamo dare un segno di speranza. I cittadini, dopo dieci anni, si aspettano qualcosa in più ed hanno ragione. Ma vogliamo guardare la futuro con ottimismo e con speranza. Ci auguriamo che in futuro i tempi si rispettino e la presenza di così tanti rappresentanti delle istituzioni ci fa ben sperare!”.

Dieci anni dopo, Pescara del Tronto torna a chiedere ciò che le comunità dell’Appennino reclamano da tempo: continuità, presenza, risultati. Le voci raccolte oggi – istituzioni, imprese, amministratori – convergono su un punto fermo: la memoria resta il fondamento, ma il futuro dipende dalla capacità di trasformare impegni e parole in opere, servizi, lavoro. È su questo terreno che si misurerà davvero la rinascita.

Le testimonianze raccolte in queste settimane dal nostro giornale, infatti, hanno delineato un quadro chiaro: gli anziani, gli adulti, i giovani, le associazioni, i commercianti e le istituzioni locali hanno espresso chiaramente la convinzione che la rinascita non è un gesto simbolico, ma un lavoro quotidiano che richiede presenza, visione, investimenti e legami che non si spezzano.

 

 

 

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