Don Giampiero Cinelli, il vescovo Gianpiero Palmieri e Marco Lattanzi

ASCOLI PICENO – La conferenza stampa che si  tenuta ieri, Lunedì 17 Agosto 2026, presso l’episcopio in Ascoli Piceno, è stata l’occasione per presentare, oltre alle iniziative in programma per il decennale del sisma ad Arquata del Tronto, anche il percorso espositivo L’impronta di Francesco d’Assisi. Cronaca, Arte e Devozione, una mostra creata all’interno delle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte del Santo Patrono d’Italia e nata dalla collaborazione tra il Museo Diocesano di Ascoli Piceno, la Conferenza Episcopale Marchigiana e la Regione Marche.

L’evento rientra nel progetto strategico regionale Museo Diffuso, che coinvolge tutti gli altri musei diocesani della regione, promosso dalla Regione Ecclesiastica Marche e sostenuto dalla Regione Marche, ed è finanziato nell’ambito dell’Accordo per la Coesione 2021-2027 (Delibera CIPESS n.24/2024 – Fondo di Rotazione). A queste risorse si aggiunge anche il cofinanziamento diretto della Diocesi di Ascoli Piceno, volto ad assicurare la valorizzazione del patrimonio e una continua e qualificata accoglienza dei visitatori durante tutto l’anno.

La mostra sarà aperta fino alla conclusione dell’anno giubilare francescano, quindi fino agli inizi di Gennaio del 2027.

Marco Lattanzi ci racconta la mostra

A parlare della struttura e del funzionamento della mostra è Marco Lattanzi, direttore del Museo Diocesano di Ascoli Piceno:

«Tutti i musei diocesani regionali hanno un tema in comune sviluppato attraverso opere particolari presenti nelle loro collezioni. Quest’anno è stato scelto l’ottocentesimo anniversario del transito di San Francesco. In quest’occasione il Museo Diocesano, con l’iniziativa dell’Ufficio Beni Culturali e dell’architetta Simona Massari, ha realizzato questa mostra che presenta tre opere significative e comprendenti vari aspetti della spiritualità della biografia del Santo».

Infatti, la prima dimensione della mostra affronta il fondamento storico dell’incontro, rievocando il celebre passaggio di San Francesco ad Ascoli nel 1215. «Come racconta Tommaso da Celano – spiega il dottor Lattanzi – la presenza di Francesco in terra picena suscitò un tale entusiasmo, da spingere trenta uomini a vestire immediatamente l’abito francescano». Tale testimonianza scritta è rappresentata in mostra dall’esemplare degli Acta Sanctorum della Biblioteca Diocesana e trasforma così la parola in memoria viva dell’impatto di quegli eventi.

La seconda dimensione della mostra esplora l’esperienza mistica dell’estasi: «L’Estasi di San Francesco – dice Lattanzi – è un dipinto del XVII secolo proveniente dal palazzo vescovile». L’importanza di quest’opera è quella di tradurre in un’immagine carica di lirismo il silenzio contemplativo e il fervore descritti dalle Fonti Francescane.

La terza ed ultima dimensione della mostra si concentra sulla memoria tangibile della devozione divina. Protagonista è un pezzo d’arte orafa, la Croce di Poggio Canoso: «un grande manufatto di arte orafa della fine del XIII secolo composto in rame dorato ed impreziosita da filigrana, pietre preziose e corallo. La bellezza di questo oggetto fa capire la bellezza del Santo, la ricchezza non è un fatto di ostentazione, ma è coesa alla bellezza del Santo a cui è dedicato il reliquiario».

L’itinerario artistico, tuttavia, travalica le pareti museali per estendersi al territorio ascolano, invitando a riscoprire capolavori come l’affresco trecentesco della Predica agli Uccelli, «conservato su un pilastro della chiesa di San Gregorio Magno in Ascoli Piceno. Ispirata ai testi dei Fioretti, l’opera precede persino i celebri cicli giotteschi di Assisi, a conferma di un radicamento iconografico e spirituale straordinariamente precoce nel Piceno».

La direzione e la cura scientifica dell’evento sono affidate all’arch. Simona Massari (Coordinamento Tecnico e Scientifico), insieme a Marco Lattanzi (direttore del Museo Diocesano) e don Elio Nevigari (incaricato Beni Culturali ed Edilizia di Culto), con il contributo dell’arcivescovo Gianpiero Palmieri, vescovo di Ascoli Piceno e di San Benedetto del Tronto – Ripatransone – Montalto.

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