(Foto AIE)

L’Associazione internazionale esorcisti (Aie) interviene su un articolo di Marinella Perroni, “Il serpente, la donna e il frutto. E Satana?”, pubblicato su Donne Chiesa Mondo, il mensile de “L’Osservatore Romano”. Per l’Aie, il testo propone “discutibili letture esegetiche e teologiche” dei capitoli 2 e 3 della Genesi: il nodo, precisa la nota, non è tanto l’identificazione del serpente con il demonio, quanto un approccio che “sembra mettere in discussione l’ispirazione divina dei testi sacri” e il ruolo del Magistero nella loro interpretazione, dipingendo l’Eden come “luogo di errore e disperazione” e riproponendo, secondo l’Aie, “accuse e luoghi comuni” sulla concezione della donna nella Chiesa.

Per offrire un contributo di chiarezza, l’associazione ripropone una catechesi di mons. Raffaello Martinelli, vescovo emerito di Frascati e già collaboratore del cardinale Ratzinger nella redazione del Catechismo della Chiesa cattolica del 1992, secondo cui i diavoli sono “angeli buoni, creati da Dio”, divenuti malvagi per “libera e irrevocabile scelta”. Il presule ricorda che la potenza di Satana “non è infinita” e può essere vinta attraverso la vita di fede, la vigilanza e la preghiera, oltre che, in alcuni casi, con l’esorcismo, definito dal Catechismo una preghiera con cui “la Chiesa domanda con la sua autorità, in nome di Gesù, che una persona o un oggetto sia protetto contro l’influsso del Maligno”.

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