RIPATRRANSONE – C’erano anni in cui il credito non aveva il suono metallico delle monete né il peso astratto delle cifre. Aveva invece il profumo del grano appena raccolto, il colore dorato delle spighe, il passo lento dei contadini che salivano verso il paese con il cappello in mano e la speranza negli occhi, il sorriso fiducioso e generoso di frati, preti e di intere comunità che sapevano come vivere davvero la solidarietà.
Erano gli anni dei Monti frumentari, istituzioni nate nei borghi dell’Italia centro‑meridionale per sostenere chi, alla fine dell’inverno, non aveva più scorte per seminare o per sfamare la famiglia. Non prestavano denaro: prestavano vita. E lo facevano con un gesto semplice e rivoluzionario insieme: dare fiducia.
È questo mondo che il prof. Luigino Bruni riporta alla luce nel libro “Quando il credito odorava di grano. Alla riscoperta dei Monti frumentari nell’italia Centro-Meridionale”, scritto a quattro mani insieme a Maria Beatrice Cerrino. Un mondo che non è soltanto storia economica, ma memoria viva di un modo diverso di intendere la finanza: più umano, più comunitario, più vicino alle persone.
La Banca di Ripatransone e del Fermano avrà l’onore di ospitare la presentazione del volume Martedì 21 Luglio alle ore 20:45 presso il Teatro “Luigi Mercantini” a Ripatransone.
Frutto di una ricerca lanciata sul quotidiano Avvenire e rilanciata da Federcasse, l’opera presenta quindici saggi sui Monti frumentari, proto-banche di comunità di origine francescana, fiorite in Italia a partire dalla fine del ‘400, protagoniste di uno dei capitoli più luminosi della storia italiana, della Chiesa, della sua gente povera e semplice.
Nelle stanze di pietra dei Monti Frumentari, spesso ricavate negli edifici pubblici o nelle chiese, il credito non era un contratto: era un patto. Un accordo tra persone che si conoscevano, che vivevano nello stesso territorio, che sapevano che la prosperità di uno era la prosperità di tutti. Il grano veniva consegnato, annotato, custodito. E quando la stagione buona tornava, veniva restituito. Non solo per obbligo, ma per riconoscenza. Perché il debito, allora, non era un peso: era un legame.
Vito Verdecchia, direttore generale della Banca di Ripatransone e del Fermano, dichiara: “Riscoprire i Monti frumentari significa riscoprire una storia di solidarietà che ancora oggi parla al presente. È da lì che nasce la nostra identità: dal credito che sostiene, che accompagna, che cresce insieme alla comunità. Per questo per noi è fondamentale fare cultura: perché una banca che conosce le proprie radici sa anche come costruire il futuro. In tal senso quella di Martedì sarà un’occasione preziosa per tutti”.






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