“L’Unione europea e il Regno Unito ribadiscono il loro fermo sostegno all’Ucraina e l’impegno a sostenerla finché sarà necessario per porre fine all’illegale guerra di aggressione della Russia e garantire una pace globale, giusta e duratura”. Lo afferma una dichiarazione congiunta dell’Ue e del Regno Unito sulla partecipazione di quest’ultimo al prestito di sostegno a Kiev. “Oggi accogliamo con favore la firma di un accordo contrattuale che sancisce la conclusione dei negoziati sulla partecipazione del Regno Unito al prestito di sostegno all’Ucraina da 90 miliardi di euro. Questo è un passo importante che consentirà all’Ucraina di approvvigionarsi, nell’ambito del prestito, da un gruppo più ampio di produttori del settore della difesa, garantendo così le capacità necessarie per resistere all’aggressione russa”. Il Regno Unito fornirà un “contributo equo e proporzionato ai costi derivanti dal prestito, commisurato al valore dei contratti aggiudicati alle aziende britanniche”. Il prestito fornirà all’Ucraina il sostegno finanziario di cui ha bisogno, sia per il sostegno al bilancio che per le spese di difesa, nei prossimi due anni. A giugno sono stati erogati 7,1 miliardi di euro, di cui 3,2 miliardi per il bilancio e quasi 3,9 miliardi per la difesa, con un ulteriore stanziamento previsto per questa settimana.
Ue e Regno Unito “riconoscono congiuntamente l’accordo odierno come dimostrazione del loro impegno condiviso nei confronti dell’Ucraina e della stretta interconnessione e interdipendenza delle basi industriali della difesa dell’Unione e del Regno Unito. Continuiamo a lavorare a stretto contatto con i partner internazionali per rafforzare la resilienza dell’Ucraina, sostenere la sua economia e contribuire a soddisfare le sue esigenze immediate e a lungo termine”.
La sicurezza europea “è più forte quando gli alleati sono uniti. Il prestito di sostegno all’Ucraina rappresenta anche un investimento vitale per la sicurezza europea: un’Ucraina forte, sovrana e sicura è essenziale per la sicurezza e la stabilità dell’Europa nel suo complesso e per scoraggiare future aggressioni”.

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