SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si concluderà giovedì 10 luglio, alle ore 21.15, nella Cattedrale Santa Maria della Marina di San Benedetto del Tronto, il ciclo dei Concerti Inaugurali dedicati al Grande Organo Balbiani, recentemente restaurato. Protagonista della serata sarà il maestro austriaco Konstantin Reymaier, organista della Cattedrale di Santo Stefano di Vienna e figura di riferimento nel panorama organistico internazionale.

L’appuntamento rappresenta il terzo e ultimo concerto della rassegna ideata da Filippo Sorcinelli per celebrare il completamento del delicato intervento di restauro dello storico strumento, eseguito dalla Bottega Organaria Pietro Corna di Leffe (Bergamo). Il ciclo ha già registrato un significativo successo di pubblico con le esibizioni della celebre organista francese Sophie-Véronique Chauchefer-Choplin e dello stesso Filippo Sorcinelli insieme a Stefano Pellini.

Reymaier ha compiuto gli studi di organo e musica sacra presso l’Università di Musica e l’Università di Vienna. Dopo le esperienze come organista alla Little St. Mary’s di Cambridge e direttore musicale del Mansfield College di Oxford, dal 2016 ricopre il prestigioso incarico di organista della Cattedrale di Santo Stefano a Vienna. Proprio sotto la sua direzione è stato portato a termine, nel 2020, il restauro del grande organo della cattedrale viennese. Accanto all’attività concertistica internazionale, che lo ha portato a esibirsi nei principali festival europei e negli Stati Uniti, svolge anche un’intensa attività di consulenza nel settore dell’organaria, collaborando alla progettazione di nuovi strumenti e al recupero di importanti organi storici. Le sue esecuzioni sono trasmesse regolarmente dalla Radio e Televisione Austriaca.

Il concerto offrirà anche l’occasione per riscoprire la straordinaria storia del Grande Organo Balbiani custodito nella cattedrale sambenedettese. Lo strumento nacque infatti per la Basilica della Santa Casa di Loreto, dove il progetto prese avvio nel 1947 per volontà di monsignor Gaetano Malchiodi, allora Amministratore Pontificio del Santuario. Il disegno fu elaborato dal maestro Ulisse Matthey e successivamente perfezionato dai maestri Adamo e Remo Volpi, mentre la realizzazione venne affidata alla storica Ditta Balbiani di Milano, che concluse i lavori nel 1951.

Nel 1991, in seguito alla decisione dell’Amministrazione Pontificia della Santa Casa di dotare il Santuario di un nuovo grande organo, lo strumento fu smontato e destinato alla Cattedrale di San Benedetto del Tronto, grazie a un accordo tra le due istituzioni ecclesiastiche. Dopo il trasferimento e il rimontaggio, il 14 marzo 1992 venne inaugurato ufficialmente con un concerto del maestro Giancarlo Parodi.

Dal punto di vista artistico, il Grande Organo Balbiani rappresenta una delle più significative testimonianze dell’organaria italiana del Novecento. Appartiene infatti alla tradizione degli organi sinfonici italiani, caratterizzati da una ricca tavolozza timbrica capace di valorizzare un repertorio che spazia dalla musica liturgica alla grande letteratura organistica romantica e contemporanea. A renderlo ancora più prezioso è la presenza di materiale fonico proveniente da strumenti storici precedenti: conserva infatti quattro registri realizzati dal celebre organaro veneziano Gaetano Callido nel XVIII secolo e venti registri appartenenti a un organo costruito nel 1902 da Carlo Vegezzi Bossi. Una preziosa stratificazione storica che fa del grande organo della Cattedrale un autentico patrimonio musicale, artistico e spirituale, oggi restituito alla comunità e ai musicisti grazie al recente restauro.

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