Nel 2025 il numero di bambine e bambini uccisi nei conflitti armati è aumentato di circa il 34% rispetto all’anno precedente, raggiungendo quota 6.266 vittime.
Lo denuncia Save the Children commentando il Rapporto annuale delle Nazioni Unite sui bambini e i conflitti armati, che registra anche un record storico di 24.174 minori vittime di gravi violazioni dei loro diritti nelle guerre in corso. Secondo l’organizzazione, l’incremento è legato anche alla crescente diffusione della guerra tecnologica, caratterizzata dall’impiego di droni, sistemi aerei senza pilota e tecnologie di selezione degli obiettivi supportate dall’intelligenza artificiale.
Nel 2025 sono inoltre saliti a 7.958 i bambini mutilati nei conflitti, quasi il 10% in più rispetto all’anno precedente. Per la prima volta dall’istituzione del mandato Onu per la protezione dei minori nei conflitti armati, rimarca Save the Children, le principali responsabili delle gravi violazioni risultano essere le forze governative.
Il maggior numero di casi è stato registrato nel Territorio palestinese occupato e in Israele, seguito dalla Repubblica Democratica del Congo e dalla Nigeria. “Le guerre vengono combattute oggi in modo profondamente diverso rispetto a 30 anni fa”, afferma la direttrice generale di Save the Children International, Inger Ashing. “In tutto il mondo osserviamo attacchi con droni che colpiscono asili, scuole, ospedali, mercati e campi per sfollati”. Ashing richiama gli Stati alle proprie responsabilità: “Quando gli Stati sono responsabili di gran parte di queste violenze, è agli Stati che spetta il dovere di agire e fermare l’uccisione dei bambini”. L’organizzazione chiede ai governi di rispettare il diritto internazionale umanitario, perseguire i responsabili delle violazioni e rafforzare gli interventi di protezione e assistenza per i minori colpiti dalle guerre.




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