DIOCESI – Si è conclusa a Barra do Garças, in Brasile, la fase diocesana dell’inchiesta su una presunta guarigione miracolosa attribuita all’intercessione del Venerabile Francesco Antonio Marcucci, vescovo ascolano e fondatore delle Pie Operaie dell’Immacolata.
Al centro dell’indagine il caso di Drielly Rocha de Faria, una giovane madre alla quale nel 2019 era stato diagnosticato un tumore ovarico e che, al momento dell’intervento chirurgico, risultò inspiegabilmente guarita. Ora tutta la documentazione raccolta sarà trasmessa al Dicastero delle Cause dei Santi per le valutazioni previste dall’iter canonico. Abbiamo approfondito il significato di questo importante passaggio con Suor Maria Paola Giobbi, Madre Generale delle Suore Concezioniste e postulatrice della causa di beatificazione del Venerabile Marcucci.

Suor Paola, si è appena conclusa la fase diocesana dell’inchiesta. Che significato ha questo passaggio per la causa di beatificazione del Venerabile Francesco Antonio Marcucci?
È un passaggio fondamentale e pieno di speranza, perché per arrivare alla beatificazione la Chiesa richiede il riconoscimento di un miracolo. Questa inchiesta rappresenta quindi un primo passo importante verso un esito che attendiamo da tempo e per il quale anche tutta la comunità diocesana di Ascoli continua a pregare.

Come è nata la segnalazione di questo presunto miracolo avvenuto in Brasile e quando siete venuti a conoscenza del caso?
Ne siamo venuti a conoscenza praticamente in tempo reale. Tuttavia, abbiamo atteso alcuni anni prima di avviare formalmente l’iter, perché i medici da noi consultati ci hanno consigliato di verificare nel tempo la stabilità della guarigione, trattandosi di una patologia tumorale.

Il caso è emerso a Barra do Garças, dove le Suore Pie Operaie dell’Immacolata gestiscono una scuola molto frequentata. La sorella della paziente lavora proprio in quell’istituto e, dopo la diagnosi, chiese preghiere per la giovane donna. La direttrice della scuola, suor Marley, coinvolse immediatamente personale, famiglie e studenti in una grande catena di preghiera.

Può raccontarci in sintesi la vicenda di Drielly Rocha de Faria, la giovane donna al centro dell’inchiesta?
Durante il parto cesareo del suo primo figlio, l’ostetrica rilevò una massa anomala nell’ovaio sinistro. Venne prelevato un campione per la biopsia, che confermò la presenza di un tumore definito “borderline”. Successivamente la giovane si trasferì a Goiânia per essere sottoposta all’intervento chirurgico programmato.

Quali erano le condizioni cliniche della paziente dopo la diagnosi effettuata nel 2019?
La biopsia aveva confermato la presenza di una massa tumorale che richiedeva un intervento chirurgico. La situazione destava preoccupazione e per questo la paziente fu indirizzata verso una struttura più attrezzata, dove avrebbe dovuto essere sottoposta alla rimozione della neoplasia.

Quale ruolo hanno avuto la famiglia, la comunità locale e la scuola Francesco Antonio Marcucci di Barra do Garças nel sostenere la giovane donna?
Hanno avuto un ruolo fondamentale. La richiesta di preghiera partita dalla sorella della paziente coinvolse rapidamente tutta la scuola, il personale, gli studenti e le famiglie. Per circa due mesi, tra la nascita del bambino e l’intervento programmato, si sviluppò una costante mobilitazione spirituale attorno alla giovane madre.

Ci colpisce la mobilitazione della scuola guidata dalle Suore Pie Operaie dell’Immacolata. Come si è sviluppata questa catena di preghiera?
La direttrice della scuola coinvolse immediatamente insegnanti, collaboratori e alunni. In una realtà semplice ma molto viva, dove la scuola rappresenta un punto di riferimento per tutta la comunità, la richiesta di preghiera venne accolta con grande partecipazione e accompagnò la paziente fino al giorno dell’intervento.

In che modo la figura del Venerabile Francesco Antonio Marcucci è conosciuta e venerata nella diocesi brasiliana di Barra do Garças?
Attraverso la presenza delle Suore Pie Operaie dell’Immacolata e il loro lavoro educativo. La comunità scolastica conosce la figura del fondatore e si affida alla sua intercessione: la Scuola è a lui intitolata. Proprio per questo la preghiera per Drielly fu rivolta in modo particolare al Venerabile Marcucci.

Il momento decisivo sembra essere stato l’intervento chirurgico dell’11 novembre 2019. Che cosa emerse in sala operatoria?
Quando il chirurgo iniziò l’intervento, rimase sorpreso nel constatare che non vi era traccia della massa tumorale descritta dagli esami precedenti. La sorpresa fu tale che chiamò la sorella della paziente per verificare persino che non vi fosse stato uno scambio di cartelle cliniche. Tutto però corrispondeva: si trattava della stessa persona e della stessa diagnosi.

Quali elementi hanno spinto i medici stessi a considerare il caso come straordinario?
Pur senza utilizzare il termine “miracolo”, i medici hanno affermato che nella loro esperienza non avevano mai osservato una situazione analoga. La massa diagnosticata e documentata dagli esami risultava completamente scomparsa senza alcun trattamento terapeutico.

Durante il processo diocesano sono stati ascoltati quindici testimoni. Chi sono stati i principali protagonisti delle testimonianze raccolte?
Anzitutto la paziente e sua sorella. Sono stati poi ascoltati tre medici che l’hanno seguita, due specialisti incaricati di verificarne lo stato di salute attuale e un medico consulente che ha partecipato agli interrogatori con la facoltà di porre domande tecniche. Gli altri testimoni erano persone coinvolte nella catena di preghiera.

Quanto è importante il contributo degli specialisti e della documentazione medica nell’accertamento di un presunto miracolo?
È fondamentale. La Consulta Medica del Dicastero delle Cause dei Santi dovrà valutare se la guarigione possa essere spiegata scientificamente oppure no. Nel caso specifico, la paziente non ha effettuato cure o terapie: gli accertamenti hanno prima documentato la malattia e successivamente la sua scomparsa. Tutta la documentazione clinica raccolta sarà determinante per il giudizio finale.

Il fatto che Drielly abbia successivamente avuto un secondo figlio nel 2023 quale rilevanza assume nella valutazione complessiva del caso?
È certamente un elemento significativo, perché conferma nel tempo il pieno recupero della salute della giovane donna. È bello inoltre pensare che il Venerabile Marcucci, che tanto operò a favore delle donne e della loro dignità, abbia interceduto proprio per una giovane madre.

Quali sono ora i prossimi passaggi presso il Dicastero delle Cause dei Santi?
Anzitutto verrà verificata la validità giuridica dell’inchiesta diocesana. Successivamente il materiale raccolto dovrà essere organizzato nella cosiddetta “Positio”, che sarà sottoposta all’esame degli organismi competenti del Dicastero.

Quali criteri dovranno essere verificati a Roma prima che la Chiesa possa eventualmente riconoscere il miracolo?
La documentazione sarà studiata da una Consulta composta da sette medici specialisti scelti in base alla patologia esaminata. Se almeno cinque di loro esprimeranno un giudizio favorevole, il caso passerà all’esame dei teologi, che dovranno verificare il nesso tra la guarigione e l’invocazione del Venerabile Marcucci. Infine si pronunceranno cardinali e vescovi membri del Dicastero, prima della decisione finale del Santo Padre.

Che cosa rappresenterebbe per la Congregazione delle Pie Operaie dell’Immacolata e per i fedeli il riconoscimento di questo miracolo?
Sarebbe un grande dono e un motivo di profonda gioia. Oggi le beatificazioni vengono normalmente celebrate nella diocesi di appartenenza del futuro beato. Sarebbe quindi particolarmente emozionante vedere riconosciuta ufficialmente la santità di un vescovo che ha dedicato tutta la sua vita alla Chiesa Picena, al territorio e alla Congregazione che ha fondato.

Al di là dell’esito finale dell’inchiesta, quale messaggio spirituale emerge da questa vicenda di fede, sofferenza e speranza?
In questi giorni abbiamo percepito con forza l’accompagnamento della Vergine Maria, alla quale Marcucci era profondamente devoto. Molte coincidenze liturgiche hanno segnato le diverse tappe dell’inchiesta e ci hanno fatto sentire la vicinanza del cielo. Abbiamo inoltre visto un grande entusiasmo da parte del vescovo del Brasile, dei fedeli e dell’intera comunità coinvolta.

C’è un ricordo particolare di questi giorni in Brasile che l’ha colpita maggiormente?
Mi ha colpito soprattutto la disponibilità e il coinvolgimento di tutti: dal vescovo ai collaboratori del tribunale ecclesiastico, fino alle persone che hanno testimoniato. È stato molto bello vedere come questa vicenda abbia suscitato partecipazione e speranza.

Che cosa può dire oggi a quanti continuano a rivolgersi al Venerabile Francesco Antonio Marcucci nelle loro necessità e intenzioni di preghiera?
Che la loro preghiera non rimane inascoltata. Nel corso degli anni abbiamo raccolto numerose grazie attribuite alla sua intercessione. Invito quindi tutti a continuare a pregare con fiducia, certi di avere un Amico in Cielo pronto ad aiutarci secondo la volontà di Dio.

Vuole lasciare un messaggio conclusivo alle comunità che seguono con attenzione il cammino della causa di beatificazione?
Vorrei incoraggiare tutti a continuare a invocare il Venerabile Marcucci e a partecipare alle iniziative organizzate in suo onore. In particolare, l’11 luglio ricorderemo la Venerabile Madre Tecla Relucenti e il 12 luglio celebreremo il Venerabile Francesco Antonio Marcucci con un pellegrinaggio a Force insieme al vescovo. Sarà un’occasione preziosa per pregare insieme e affidare al Signore il cammino della causa di beatificazione.

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