Di Alessandro Palumbi

In questi giorni sto vivendo, grazie all’opportunità offerta dal Giornale L’Ancora, un intenso e prezioso stage formativo presso l’agenzia SIR – Servizio Informazione Religiosa della Conferenza Episcopale Italiana. Sono giornate ricche di incontri, relazioni ed esperienze importanti.
Tra queste, abbiamo avuto la possibilità di assistere all’accoglienza degli studenti provenienti da Gaza all’aeroporto Aeroporto di Fiumicino. Di seguito il mio articolo, scritto insieme a Fra Piero Sirianni.

(Foto Calvarese/SIR)

Hanno lasciato la guerra e una terra devastata dai bombardamenti. Ieri, all’aeroporto di Fiumicino, per 59 studenti palestinesi provenienti dalla Striscia di Gaza si è aperta una nuova speranza: quella di poter riprendere gli studi e costruire il proprio futuro lontano dal conflitto. Ad accoglierli il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, e il sindaco di Fiumicino, Mario Baccini.

(Foto Calvarese/SIR)

L’iniziativa rientra nel programma IUPALS (Italian Universities for Palestinian Students) promosso dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane. Nelle parole del ministro Tajani l’importanza di “aiutare voi giovani, perché siete il futuro della Palestina; per questo l’educazione è cruciale. Inoltre, l’integrazione in Italia non è difficile, perché abbiamo più o meno la stessa mentalità. Siamo mediterranei”.
Subito dopo la parola al ministro Bernini, che ha dato il benvenuto agli studenti e ha dichiarato di voler imparare al meglio l’arabo, poiché “mi sto preparando a venire in Palestina, a Gaza”. “Vogliamo costruire un’università italiana con voi a Gaza e per questo vogliamo che voi torniate lì insieme alla vostra comunità scientifica: ricercatori, studenti, professori e tecnici”. L’augurio dei due ministri è quello di far tornare i ragazzi a Gaza per ricostruirla grazie alle competenze acquisite in Italia.

Ampio spazio è stato dedicato alle testimonianze dirette degli studenti appena atterrati. Parole di tristezza, sconforto e grande sofferenza per tutto ciò che hanno perso a causa dei bombardamenti. Emblematiche, a tal proposito, le affermazioni di una giovane ragazza palestinese che, a 19 anni, si è trovata separata dalla propria famiglia, con una madre ammalata e due sorelle rimaste a Gaza. Un altro ragazzo ha sottolineato la quasi totale assenza di ogni tipo di cura medica, poiché tutte le strutture sanitarie sono andate distrutte. Tuttavia, c’è stato anche spazio per testimonianze cariche di speranza e di gratitudine. Infatti, tutti i ragazzi hanno ringraziato i due ministri e l’Italia, dichiarandosi contentissimi di poter continuare gli studi. In particolare, due di loro hanno affermato di essere “rinati” e di aver ricevuto “una nuova vita”. Toccante, per concludere, il ricongiungimento di due sorelle, di cui una studiava già presso la Sapienza, a Roma e che, dopo due anni, ha potuto riabbracciare la sorella, che verrà accolta dall’Università di Cagliari.

Esperienza simile è stata vissuta anche da due coppie di sposi: la prima separata da cinque mesi; lei era già in Italia ed il marito ha potuto rincontrarla soltanto ieri. La seconda coppia, invece, costituita da un medico e da una farmacista, guarda al futuro con la speranza di poter tornare nella propria terra per svolgere nuovamente la propria professione.

Entra a far parte della Community de L'Ancora (clicca qui) attraverso la quale potrai ricevere le notizie più importanti ed essere aggiornati, in tempo reale, sui prossimi appuntamenti che ti aspettano in Diocesi.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com