DIOCESI – Nell’ambito del progetto su comunicazione ed informazione denominato “La foresta che cresce“, il giornale L’Ancora ha indetto un concorso rivolto agli studenti e alle studentesse delle Scuole Superiori del Territorio: ogni giovane che ha preso parte al progetto potrà scegliere una notizia della settimana precedente e commentarla con un articolo scritto singolarmente o a più mani. Tutti gli articoli verranno pubblicati, di volta in volta, sul giornale L’Ancora e durante il Meeting Nazionale dei Giornalisti e delle Giornaliste, che si terrà tra la fine di Maggio e l’inizio di Giugno 2026 a San Benedetto del Tronto, verranno decretati i vincitori o le vincitrici.
Oggi pubblichiamo l’articolo scritto da Federica De Angelis e Febo Olivieri della classe 3ª C del Liceo Scientifico “Rosetti” di San Benedetto del Tronto.
Di Federica De Angelis e Febo Olivieri
Esistono momenti in cui tutti possiamo fare qualcosa di concreto per il mondo in cui viviamo. Uno di questi è stato la Settimana Verde, una grande iniziativa organizzata dall’associazione Ambiente Mare Italia (AMI), che si è svolta dal 10 al 22 Aprile 2026. Nata per festeggiare la Giornata Mondiale della Terra, essa non è stata solo una serie di appuntamenti per pulire le spiagge, ma anche un invito a cambiare il nostro modo di vivere e di pensare.
Un problema invisibile: la plastica
Uno dei temi più importanti per Ambiente Mare Italia è la lotta alla plastica. Tutti sappiamo che buttare un rifiuto per terra è sbagliato, ma spesso non sappiamo cosa succede dopo. La plastica non scompare mai davvero. Con il tempo, il sole e l’acqua la riducono in pezzetti così piccoli, da diventare invisibili a occhio nudo. Questi frammenti finiscono nei fiumi, nei mari e nello stomaco dei pesci. Alla fine, possono persino finire nel cibo che mangiamo noi.
Partecipare alla Settimana Verde è servito da interrompere questo ciclo pericoloso. Quando i volontari hanno raccolto i rifiuti, non hanno solo pulito una spiaggia per renderla più bella. Hanno evitando che quegli oggetti si trasformassero in un pericolo per la salute di tutti. Raccogliere una bottiglia abbandonata su una spiaggia durante la Settimana Verde, quindi, non è stato solo un gesto di pulizia, ma un atto di rispetto per noi stessi.
Il respiro del mare
Gli esperti spiegano come funzioni il “respiro” degli oceani. Il mare si comporta come un enorme filtro che aiuta a pulire l’aria. Quando l’uomo produce troppo inquinamento, il mare ne assorbe una parte per proteggerci. Però, fare questo sforzo danneggia l’acqua: la rende più “acida”.
Questo cambiamento è un problema enorme per creature piccole come i coralli o i molluschi, perché le loro conchiglie diventano fragili e rischiano di sciogliersi. È un lavoro della Settimana Verde, quindi, ha contribuito a proteggere noi stessi e gli animali che popolano il pianeta.
Diventare aiutanti degli scienziati
La parte più bella della Settimana Verde, però, è stata vedere quanta gente si sia messa in gioco. In tutta Italia, migliaia di studenti e cittadini hanno deciso di rimboccarsi le maniche. Ma non si sono limitati a raccogliere la spazzatura: sono diventati dei veri “aiutanti” dei ricercatori. Hanno osservano quali fossero gli oggetti più abbandonati, li hanno contati e hanno segnano tutto su apposite schede. Questi dati sono fondamentali perché hanno permesso agli scienziati di capire quali siano le zone più sporche e come trovare soluzioni migliori. Questo èstato un modo stupendo per far sentire i giovani protagonisti del futuro.
Un impegno che premia
Certamente, partecipare ha richiesto impegno, ma è proprio qui che sta il punto. La soddisfazione che si prova alla fine infatti è bellissima.
Il messaggio di Ambiente Mare Italia è semplice: la Terra non ha bisogno di eroi, ma di tante persone che decidono di trattarla con gentilezza. La Settimana Verde ci insegna che la natura è un tesoro che va protetto e consegnato pulito a chi verrà dopo di noi. È un modo per dire che il mondo non è solo un posto da usare, ma un tesoro da proteggere.
In conclusione, la Settimana Verde di Ambiente Mare Italia ci ricorda che non siamo soli in questa sfida. Ogni piccolo gesto, se fatto da milioni di persone, può diventare un’onda gigante che pulisce il mondo. Non serve essere esperti di chimica o di biologia per voler bene a un mare blu o a un prato pulito. Serve solo la voglia di rallentare, di guardarsi intorno e di capire che la Terra è la nostra casa.





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