Di Paride Petrocchi

OFFIDA – Domani pomeriggio Offida si riunisce in Piazza Baroncelli per un momento di memoria e gratitudine. Il Comune scoprirà la targa commemorativa dedicata al Dottor Vincenzo Vespasiani, “Medico degli Offidani”, sulla facciata della casa in cui ha vissuto e dove per decenni ha svolto il suo ambulatorio.

Un uomo che ha segnato la storia di Offida

Il dottor Vespasiani è una figura molto nota in paese: storico medico di comunità, ricordato affettuosamente come il “medico senza orari” per la sua disponibilità praticamente continua verso i pazienti. Gli offidani lo descrivono come uno di quegli uomini che hanno segnato la storia del paese, tanto che nel 2010, in occasione dei suoi 90 anni, gli fu dedicato un tributo pubblico.

Le testimonianze parlano di oltre cinquant’anni di servizio ininterrotto, con un solo giorno di vacanza all’anno. Anni in cui anche una semplice influenza poteva diventare pericolosa, le emergenze erano all’ordine del giorno e i mezzi scarsi. Eppure lui correva sempre – nelle strade impolverate delle campagne, nei vicoli del paese, di notte, d’inverno – pur di portare conforto all’ammalato. Ha salvato e guarito tanti, con pochissimi strumenti ma con tutto sé stesso.

La porta sempre aperta

Il suo campanello suonava a ogni ora. I pazienti arrivavano anche la domenica mattina dopo la Messa, dalla campagna, dopo ore di duro lavoro. Lui riceveva tutti, senza appuntamento, senza far pesare il servizio dall’alba. Lo studio era aperto come la porta di un convento: “tu bussavi e lui riceveva, sempre”, ricordano dal gruppo Facebook “Sei di Offida se…”.

Per i più bisognosi aveva sempre campioni di medicine gratuite. Analizzava subito l’urina per avviare la terapia senza perdere tempo. Medico attento e meticoloso, con un’ampia visione, era considerato dalla comunità “fedelissimo al giuramento di Ippocrate, come pochi e sempre più rari”“Sembrava serioso, ma nel momento del bisogno dava tutto se stesso: tempo, terapia, consigli.”

I ricordi si rincorrono, commossi: “Mio nonno e mio padre lo andavano a prendere con i buoi, ai tempi che furono”“È stato il mio medico per quasi trent’anni, l’anticamera era sempre piena ma riceveva tutti”“Ce n’è fossero ora di medici così umani.” E ancora: a quel tempo il medico era anche il maestro, il buon consigliere, la persona fidata a cui rivolgersi in ogni momento. Una figura che oggi faremmo fatica perfino a immaginare.

Un faro da non dimenticare

“La mia infanzia è stata graziata dalle storie di grandi uomini come il dottor Vespasiani”, scrive qualcuno. “I miei nonni materni e paterni lo descrivevano come ‘medico senza orari’, esempio di cura che andava al di là di ogni difficoltà. Mi piacerebbe che nascesse un libro, una raccolta di queste storie, perché i nostri figli si addormentino ascoltando di chi ha ricostruito Offida dalle macerie.” È l’appello di chi sa che certe figure rischiano di svanire con le generazioni che le hanno vissute.

“Beato quel paese che non ha bisogno di eroi”, diceva Brecht. Ma quando gli eroi ci sono stati, è dovere ricordarli e trasmetterli. Il Comune di Offida lo sa bene: fin dal dopoguerra, il dottor Vespasiani “ha curato la comunità offidana con dedizione assoluta, professionalità e profonda umanità”. La targa di domani è un atto di giustizia della memoria.

Il suo nome vive già nelle borse di studio istituite in ricordo dei benemeriti cittadini offidani, consegnate ogni anno dal figlio Giacomo Vespasiani, noto diabetologo del territorio. Domani la comunità aggiunge una pietra in più a quell’eredità.

Offida è invitata a esserci. Tutta.

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