SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La marineria sambenedettese ha reso omaggio al suo patrono, San Francesco da Paola, con una celebrazione che si è tenuta nella mattinata di ieri.
lL’appuntamento, organizzato dalla Diocesi di San Benedetto del Tronto – Ripatransone – Montalto attraverso l’Ufficio Diocesano per l’Apostolato del Mare, diretto da Don Giuseppe Giudici, si è svolto ieri, martedì 7 aprile alle ore 11:00 presso l’Associazione Pescatori Sambenedettesi, in viale Marinai d’Italia, davanti alla Capitaneria di Porto.
La Celebrazione Eucaristica è stata presieduta dal vescovo Gianpiero Palmieri, alla presenza delle autorità civili e militari, dei pescatori e delle loro famiglie. Hanno concelebrato don Patrizio Spina, don Giuseppe Giudici e mons. Federico Pompei, mentre ha servito all’altare il diacono Emanuele Imbrescia.
Tra le autorità presenti, una rappresentanza della Capitaneria di Porto; per il Comune di San Benedetto del Tronto era presente la commissaria Rita Stentella, mentre la Capitaneria di porto era rappresentata dal comandante in seconda Francesco Sangermano.
San Francesco da Paola, fondatore dell’Ordine dei Minimi, è venerato come protettore della gente di mare per la sua vita di fede, sacrificio e dedizione al prossimo.
Nel corso dell’omelia, il vescovo Gianpiero Palmieri ha offerto una riflessione sul brano evangelico dell’incontro tra Gesù risorto e Maria di Magdala, sottolineando il tema della famiglia di Dio e della nuova creazione.
“Questo brano è ricco di significati che parlano anche a noi oggi, perché sottolineano come tutti siamo chiamati a essere famiglia di Dio”, ha affermato il presule, richiamando anche una tipica espressione locale: ““De che razza sci?”, cioè “Di che famiglia sei?””.
Il vescovo ha poi collegato il racconto evangelico al simbolo del giardino: «Questa apparizione nel giardino è un evidente richiamo al primo giardino, quello della Genesi. Lì Dio camminava con l’uomo e la donna in una totale familiarità. Nel giardino della risurrezione c’è una nuova creazione».
Al centro della riflessione, l’immagine di Cristo come sposo: “Gesù è lo sposo e Maria di Magdala rappresenta l’umanità che piange perché lo sposo è stato tolto. Ma quando si riconoscono – “Maria!”, “Rabbì!” – la storia ricomincia. È la storia della famiglia di Dio”.
Mons. Palmieri ha poi evidenziato il valore della libertà nella fede: «Gesù risorto è in mezzo a noi, ma preferisce non essere visibile, perché noi compiamo un cammino per riconoscerlo. Se si mostrasse sempre, non saremmo più liberi. L’amore non si comanda: è il frutto della libertà».
Un passaggio significativo ha riguardato la presenza di Dio nella vita quotidiana, soprattutto per chi vive del mare: “Il mare è già benedetto da Dio fin dall’inizio, ma noi chiediamo di saper cogliere la sua presenza nella nostra vita. Anche quando è tempestoso, anche quando custodisce i nostri morti, sappiamo che tutti vivono in Dio”.
Infine, il vescovo ha concluso: “Alla domanda “Di che famiglia sei?”, possiamo rispondere: sono della famiglia di Dio, appartengo all’umanità nuova, frutto delle nozze tra Dio e l’uomo celebrate nel giorno della risurrezione”.
Al termine della celebrazione si è svolto il tradizionale passaggio del palio della “Madonna della Marina”, guidato da don Giuseppe Giudici, tra il motopeschereccio “Nicola Andrea” e il “Gold Roger”.
Don Giuseppe Giudici, nel suo intervento conclusivo, ha richiamato le difficoltà del comparto marittimo e il valore della tradizione: «È un momento di ringraziamento e di supplica per tutto il comparto dei marittimi, segnato anche dal problema del caro carburante. Speriamo che la guerra finisca, per i morti e per tutti i disagi economici che comporta».
Ha poi aggiunto: “È una festa ripensata, ma che non perde la sua importanza: mantenere viva la tradizione e tramandarla ai nostri figli”.
Infine, un ringraziamento alla comunità e un messaggio di speranza: “Grazie al vescovo, a Don Patrizio, a Don Federico, al coro, ai pescatori, all’associazione e ai pescatori defunti che hanno reso questa città bella e grande. Ci vediamo l’anno prossimo con la speranza di vivere momenti migliori. Il Signore Risorto viene in punta di piedi per lasciarci liberi di credere, ma la sua presenza in mezzo a noi è assicurata”.
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