RIPATRANSONE – Si è svolta a Ripatransone la tradizionale Sacra Rappresentazione del Cristo morto, che è una delle più antiche e suggestive tradizioni pasquali delle Marche, con origini risalenti addirittura al 1624.
Il Venerdì Santo, i tanti figuranti hanno sfilato in un corteo storico nel centro medievale, accompagnando la bara del Cristo e la statua dell’Addolorata tra luci di torce e canti delle “Pie Donne“. Partendo dal Duomo-Basilica di San Gregorio Magno e attraversando le vie principali del centro storico, il Cristo morto di Ripatransone si contraddistingue nel Piceno per la sua sobria eleganza ed è significativamente la più antica del territorio, a cui segue il Cristo morto di Grottammare del 1738 e poi quello di Monteprandone del 1846. A presiedere il Sacro corteo, il parroco Don Nicola Spinozzi .
Origini.
Questa tradizione è promossa dalla Confraternita della Misericordia e Morte, fondata nel 1557.
Simulacri.
La bara del Cristo Morto e la statua dell’Addolorata in cartapesta, risalgono al 1910. Sono custoditi nella Chiesa di San Giovanni Decollato , anche detta della Morte, che è sita nella cripta in Duomo in Piazza Ascanio Condivi, 11.
Una curiosità.
Tale Chiesa fu edificata nel 1557 dalla Confraternita della Misericordia e Morte.
Atmosfera.
La processione si è svolta in un silenzio devoto, accompagnata dal Corpo Bandistico “Città di Ripatransone” che esegue marce funebri, tra cui quella nota di Enrico Boccabianca.
Partecipazione.
Come sempre ha coinvolto le cinque confraternite cittadine con insegne di penitenza, autorità e numerosi fedeli. È un evento che fonde fede, arte e tradizione, tramandato di generazione in generazione. Ringraziamo Vincenzo Travaglini che ci ha girato le foto di repertorio del Cristo morto di Ripatransone di Ronan Chris Murphy e Mario Pignotti.




















0 commenti