Di Fernando Ciarrocchi
MONTEPRANDONE – La storica Processione del Cristo Morto della Parrocchia di S. Nicolò di Bari di Monteprandone ha ottenuto un importante riconoscimento: la nota Associazione Borghi più belli d’Italia nelle Marche ha individuato nel territorio regionale cinque storiche e suggestive processioni-rievocazioni da non perdere il Venerdì Santo.
Oggi, Venerdì Santo, il programma prevede alle ore 15 l’Adorazione della Croce presso la chiesa la chiesa Parrocchiale di S.Nicolò, alle 21.00 è previsto l’inizio della solenne Processione del Cristo Morto.
Sarà disponibile anche il servizio gratuito di bus navetta con partenza alle ore 20,30, sempre del 3 aprile, dal piazzale davanti al supermercato Eurospin , Centobuchi, dalle 20,40 in poi, invece, sempre con partenza dal piazzale antistante il Santuario Santa Maria delle Grazie, Monteprandone.
Tra queste insieme a Montecassiano, Sassoferrato, Marcello sul Metauro, Grottammare vi è la storica Processione del Cristo Morto della Parrocchia S. Nicolò di Monteprandone organizzata dalla Confraternita della pietà e della morte della medesima parrocchia.
Un riconoscimento culturale e turistico alla Processione del Cristo Morto di Monteprandone che dal lontano 1859 si ripete ogni Venerdì Santo, eccetto nei due orrendi anni in cui imperversava la nefasta epidemia del Covid del 2020.
Fino al 2019 il corteo processionale con i suoi 300 protagonisti, ogni sera del Venerdì Santo, ha animato le caratteristiche rue dell’incasato medioevale, luogo natale di San Giacomo della Marca, dove ogni mattone trasuda di storia e tradizioni.
Il corteo processionale che precede la Bara è costituito dalla Croce, dai simboli della passione di Cristo, dalle sette parole dette da Gesù, dalle vergini vestite di bianco, dalle pie donne con i loro canti, dalle ragazze con le sette spade, dalla banda musicale, dalle autorità religiose e civili, dalla statua di San Giovanni, dalla bellissima statua della Madonna Addolorata, dalla banda musicale, dalle autorità religiose e civili, dalla statua di San Giovanni.
La straordinaria bara realizzata nel 1847 dall’ebanista Sante Morelli, commissionata dalla Confraternita della Pietà e della Morte è impreziosita con panneggi di velluto rosso resi ancora più unici dai ricami con fili d’oro realizzati dalle Suore di Ripatransone.
All’interno della meravigliosa bara, illuminata durante il percorso processionale, è deposta la pregevole scultura lignea del Cristo Morto, datata 1846, opera dello scultore Emilio Paci, simbolo di fede e di devozione popolare.
Non può non essere sottolineato che è stato sempre forte da parte dei monteprandonesi l’attaccamento a questo singolare momento di autentica fede popolare tanto che le pagine di storia narrano lo svolgimento della processione anche nei venerdì santo negli anni in cui imperversavano i due conflitti mondiali grazie allo spirito di sacrificio e abnegazione delle donne portarono a spalla la bellissima bara perché i loro mariti erano sul fronte di guerra.
Ancora oggi la bara è portata a spalla da squadre di portatori composte da quattro uomini in alternanza durante il percorso processionale che quest’anno ripercorrerà anche Via Corso.
Oltre al Parroco, il francescano Padre Francois, saranno presenti autorità civili, tra cui il Sindaco di Monteprandone, Sergio Loggi, religiose e militari.





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