(Foto Patriarcato caldeo)

“Il comandamento dell’amore consegnato da Gesù nell’Ultima Cena come testamento spirituale rimane oggi l’urgenza più grande per la Chiesa e per il mondo”.

A ribadirlo in una sua riflessione in vista della Pasqua è il card. Louis Raphael Sako, già patriarca caldeo, diffusa attraverso i canali patriarcali. In una società segnata da “divisioni, conflitti, paure e distorsione della verità”, anche a causa dell’uso improprio dei social media e dell’intelligenza artificiale, il patriarca indica nell’amore evangelico “la via per ricostruire fiducia e relazioni autentiche” e ricorda che l’amore cristiano “non è un sentimento astratto né uno slogan”, ma nasce da una relazione concreta, da incontri reali con persone ‘di carne e ossa’: famiglia, comunità, parrocchia, vicini, colleghi. È a partire da queste relazioni quotidiane — sostiene — che si costruiscono la pace, l’unità e la riconciliazione”.

Riprendendo i versetti di Giovanni, “Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi”, il patriarca parla di un amore che “riempie il cuore di pace” e diventa segno visibile del Vangelo in un mondo lacerato. E invita i cristiani a essere “profeti dell’amore e servitori della riconciliazione”, seguendo la misura dell’amore trinitario: un amore che unisce e non divide. Il messaggio si chiude con le parole della preghiera quaresimale del rito caldeo — “Che l’amore non cessi tra noi fino alla fine del mondo” — e con la certezza che “chi ama rimane vivo, mentre il malvagio è già morto anche se cammina”.

Entra a far parte della Community de L'Ancora (clicca qui) attraverso la quale potrai ricevere le notizie più importanti ed essere aggiornati, in tempo reale, sui prossimi appuntamenti che ti aspettano in Diocesi.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *