DIOCESI – Venerdì 20 marzo alle ore 21.00 si è svolta all’Oasi Santa Maria dei Monti la “Statio Quaresimale” della Diocesi di Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto – Ripatransone-Montalto, nella V domenica di Quaresima, presieduta dall’Arcivescovo Gianpiero Palmieri. Presenti Mons. Federico Pompei, Vicario foraneo della Vicaria “Madonna di San Giovanni”, Padre Ferdinando Campana OFM, che ha messo a disposizione la Chiesa dell’Oasi per l’incontro, e molti Sacerdoti e Religiosi.

Si è trattato di una liturgia penitenziale comunitaria, alternata a letture e canti, con la possibilità di confessarsi. Dopo la preghiera iniziale e i saluti, c’è stata l’invocazione allo Spirito Santo e poi la lettura del Vangelo secondo Giovanni (Gv 11,1-45), che parlava della resurrezione ad opera di Gesù del suo amico Lazzaro e del modo di vivere l’amicizia e, soprattutto, la fede di Marta e Maria, le sorelle di Lazzaro.

Il Vescovo: “L’uomo rompe la comunione con Dio col peccato e la conseguenza è la morte. Stare vicino a Dio vuol dire avere vita. Il mondo, passando attraverso il peccato, deve affrontare la morte. Viene rilevato nel brano evangelico: ‘Guarda come li amava…’, riferito all’amore di Gesù per Marta, Maria e Lazzaro. Se riflettiamo su questa osservazione, effettivamente è così: è l’amore di Gesù il motivo della speranza. È l’amore che sconfigge la morte.

Dio è il Dio dei viventi e non permette che i suoi amici finiscano nel nulla. Dunque, se l’uomo è vicino a Dio, amico di Dio, l’uomo vive. Più se ne allontana, più si avvicina alla morte. Sulla base di questa convinzione, consideriamo che noi presenti qui stasera, con l’assoluzione, riceviamo la vita e pertanto sconfiggiamo la morte”.

Noi siamo abituati a considerare la fedeltà nell’azione e nel servizio in Marta, che incarna la vita attiva. La sua è una spiritualità concreta e non astratta. Maria serve il Signore con l’ascolto, ma entrambe lo amano profondamente. La fede ha bisogno di entrambe. Maria e Marta amano Gesù e lo accolgono, hanno fede in Lui, dimostrando un equilibrio tra azione e preghiera”.

Il Vescovo ha poi affermato: “L’obiettivo del Signore è far morire l’uomo vecchio dentro di noi, per far rinascere un uomo nuovo. Stiamo vicini a Gesù, affinché muoia l’uomo vecchio in noi. Volevo parlarvi anche di San Francesco, che vive l’esperienza di molte morti. La prima è la conversione. La seconda è quando viene messo da parte dall’Ordine da lui stesso fondato. La terza è la morte vera. Eppure lui desiderava essere nudo sulla terra, lasciare tutto per la seconda volta, per risorgere con Dio, affinché Gesù lo venisse a risvegliare. Anche qui è l’amore, che sconfigge ogni morte”.

Si sono svolte le confessioni, con il sottofondo dei bei canti dei giovani religiosi intervenuti, e poi la conclusione dell’incontro da parte del Vescovo con la benedizione finale.

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