Di Mario Pennisi
ASCOLI PICENO – Ad Ascoli Piceno c’è una piccola realtà fatta di impegno quotidiano, sacrificio e grande amore per gli animali. È quella della sezione locale dell’associazione Amici di Fido, dove volontari e volontarie dedicano tempo, energie e spesso anche risorse personali per prendersi cura di una colonia felina composta da circa quaranta gatti.
Tra loro c’è Marianna Stefania, volontaria che ogni giorno, con costanza e discrezione, si occupa della colonia: porta cibo e acqua, controlla la salute degli animali e assicura loro quella presenza affettuosa che spesso rappresenta l’unico segno di attenzione in una vita segnata dall’abbandono.
I gatti non sono soltanto animali da accudire, per tante persone, soprattutto anziani soli, rappresentano una compagnia preziosa, capace di regalare conforto, affetto e momenti di serenità. Il loro affetto semplice e incondizionato riesce spesso a strappare un sorriso anche nelle giornate più difficili.
Purtroppo, però, la realtà racconta anche un’altra faccia: ogni anno molti animali vengono abbandonati, maltrattati o lasciati a se stessi. È proprio in queste situazioni che il lavoro dei volontari diventa fondamentale. Persone come Marianna Stefania scelgono di non voltarsi dall’altra parte e, con pazienza e dedizione, si prendono cura di chi non ha voce.
Proteggere gli animali dalla crudeltà, dare loro da mangiare quando hanno fame, acqua quando hanno sete e correre in loro aiuto quando sono in difficoltà rappresenta una delle espressioni più alte di umanità: la forza che si mette al servizio dei più deboli.
Per questo motivo l’associazione Amici di Fido di Ascoli Piceno lancia un appello alla cittadinanza: sostenere il volontariato, con un po’ del proprio tempo, con piccoli aiuti concreti o semplicemente con attenzione e sensibilità verso gli animali. Anche un gesto semplice può fare la differenza.
Il volontariato resta infatti uno dei pilastri più preziosi della società: grazie all’impegno di tante persone, ogni giorno si costruisce un mondo un po’ più giusto e più umano. E forse proprio dall’amore verso le creature più fragili può nascere la speranza di lasciare alle future generazioni un mondo migliore, più rispettoso e più attento alla vita in tutte le sue forme. Riusciremo così a custodire il Creato.





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