Ottocentomila persone sfollate che stanno cercando riparo in scuole, edifici pubblici e rifugi di fortuna; oltre 600 vittime civili, 580 rifugi allestiti per fronteggiare l’emergenza: sono solo alcuni dei numeri che arrivano da Beirut, in Libano, dove dal 2 marzo scorso non si sono mai fermati i bombardamenti israeliani, che stanno colpendo indiscriminatamente la popolazione già provata da due anni di instabilità e crisi. Lo denuncia l’ong Un Ponte Per (Upp) presente nel paese da quasi 30 anni con i propri operatori e le proprie operatrici italiani e locali. Domani, venerdì 13 marzo, informa Upp, saranno effettuate distribuzioni di aiuti umanitari, tra cui kit igienici, cibo, coperte, materassi e pannolini. Per poter supportare la popolazione, l’ong ha attivato immediatamente una raccolta fondi di emergenza. “La situazione peggiora drammaticamente di ora in ora, così come è in aumento costante il numero delle persone sfollate che hanno bisogno di assistenza immediata. Tra loro – spiega David Ruggini, Capo Missione di Un Ponte Per in Libano – ci sono anche nostri operatori. I bombardamenti si sentono chiaramente giorno e notte. Ieri le forze armate israeliane hanno aperto il fuoco sulle persone sfollate in spiaggia. Restiamo in attesa di capire fin dove si spingeranno le truppe di terra, già presenti nel sud del paese”.

Entra a far parte della Community de L'Ancora (clicca qui) attraverso la quale potrai ricevere le notizie più importanti ed essere aggiornati, in tempo reale, sui prossimi appuntamenti che ti aspettano in Diocesi.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *