MONSAMPOLO DEL TRONTO – Un appuntamento prezioso attende la comunità di Stella di Monsampolo, che Domenica prossima, 22 Febbraio 2026, alle ore 17:00, presso il salone parrocchiale, ospiterà il prof. Luigi Alici, già presidente Nazionale dell’Azione Cattolica e professore emerito di Filosofia Morale presso l’Università di Macerata.
A dialogare con lui sarà il prof. Luca Marcelli, docente dell’Istituto di Istruzione Superiore Orsini-Licini ad Ascoli Piceno, già responsabile nazionale dell’ACR nel quinquennio 2017 – 2021.
L’incontro, organizzato dall’Azione Cattolica parrocchiale in collaborazione con il Comune di Monsampolo del Tronto, sarà un invito a riscoprire ed attualizzare la figura di Vittorio Bachelet, a cui nel Comune piceno è intitolata una piazza che, nel centenario della sua nascita, sarà arricchita da una targa commemorativa.
L’appuntamento sarà anche l’occasione per ascoltare musica dal vivo e stare insieme, gustando alcune prelibatezze locali durante il momento di convivialità che seguirà l’evento.
Un incontro per riscoprire Vittorio Bachelet
Emanuela Spurio, presidente dell’Azione Cattolica parrocchiale, invita tutti a partecipare all’incontro:
“L’Azione Cattolica di Stella è felice di invitarvi all’incontro “Vittorio Bachelet a 100 anni dalla nascita”. L’evento, fortemente voluto e realizzato in collaborazione con il Comune, si inserisce in un fine settimana ricco di appuntamenti per il nostro territorio.
Sabato 21 Febbraio, infatti, nella piazza intitolata a Vittorio Bachelet a Stella, sarà apposta una targa commemorativa. Alla cerimonia parteciperanno anche i ragazzi dell’ACR (12-14 anni) che, attraverso una caccia al tesoro, scopriranno la figura di Bachelet.
Domenica 22 Febbraio, invece, apriremo le porte del salone parrocchiale per incontrare il prof. Alici, che tra i vari incarichi prestigiosi che ha ricoperto e ricopre, è anche membro del Comitato Scientifico dell’Istituto Bachelet. Con lui attualizzeremo proprio la figura di Vittorio Bachelet, figlio dell’Azione Cattolica e protagonista della vita civile ed ecclesiale del nostro Paese“.
L’impegno di Vittorio Bachelet
L’incontro acquista un valore ancora maggiore, se pensiamo che avverrà a pochi giorni di distanza dall’anniversario della morte di Bachelet, ucciso il 12 Febbraio 1980 in un’aula dell’Università degli studi di Roma “La Sapienza“, dopo aver terminato una lezione presso la Facoltà di Scienze Politiche, dove era docente di Diritto amministrativo.
All’epoca Bachelet era vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, un’autorità di riferimento dell’intero sistema giudiziario, che spesso invitava i magistrati a contrastare il terrorismo con il proprio lavoro quotidiano, senza reagire con paura o invocando normative speciali. Per tale ragione fu preso di mira dalle Brigate Rosse, che rivendicarono l’agguato poche ore dopo l’assassinio, circostanza confermata successivamente dai processi che ne seguirono.
Docente universitario, dirigente dell’Azione Cattolica, politico democristiano, giurista nonché vicepresidente del CSM: sono tanti i titoli che possono essere attribuiti a Bachelet, ma fra tutti oggi lo ricordiamo soprattutto per essere stato un cristiano, che ha saputo incarnare i valori del Vangelo nella vita privata, sociale e politica del suo tempo.
I frutti della sua fede si colgono bene nelle parole pronunciate dal figlio Giovanni, all’epoca venticinquenne, durante il funerale del padre:
«Preghiamo per i nostri governanti: per il nostro presidente Sandro Pertini, per Francesco Cossiga. Preghiamo per tutti i giudici, per tutti i poliziotti, i carabinieri, gli agenti di custodia, per quanti oggi nelle diverse responsabilità, nella società, nel Parlamento, nelle strade continuano in prima fila la battaglia per la democrazia con coraggio e amore.
Vogliamo pregare anche per quelli che hanno colpito il mio papà perché, senza nulla togliere alla giustizia che deve trionfare, sulle nostre bocche ci sia sempre il perdono e mai la vendetta, sempre la vita e mai la richiesta della morte degli altri».
In un tempo storico in cui soffiano sempre più frequentemente venti di guerra, la vicenda umana – privata e pubblica – di Vittorio Bachelet è più che mai attuale: in un periodo di forti contrapposizioni ideologiche e di violenza, infatti, Bachelet, con il suo impegno civile e politico, è stato un uomo del dialogo, un costruttore di ponti, un punto di riferimento etico per tanti giovani ed adulti del suo tempo. Attingendo alla sua preziosa eredità, possiamo imparare anche noi, oggi, come costruire la pace.





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