DIOCESI – Come ogni anno nella prima Domenica di Febbraio, si è celebrata ieri, 1 Febbraio 2026, la Giornata per la Vita, giunta ormai alla 48ª edizione. Anche la Diocesi di San Benedetto del Tronto – Ripatransone – Montalto ha festeggiato la ricorrenza con alcune celebrazioni curate dal Centro Famiglia e dal Centro Accoglienza Vita di San Benedetto del Tronto.

Le iniziative non sono state solo il tradizionale appuntamento annuale promosso dalla CEI per riaffermare il valore inviolabile della vita umana, dal concepimento alla morte naturale, ma anche e soprattutto un’occasione di preghiera e sensibilizzazione, per sostenere la maternità e la coppia, per promuovere una cultura dell’accoglienza e della solidarietà e per far conoscere i servizi offerti sul territorio diocesano alle donne in stato di gravidanza e alle neomamme che si trovano in difficoltà.

L’evento si è svolto a Grottammare: il tema scelto per l’anno 2026, infatti, è stato “Prima i bambini!”, un argomento che ha convinto gli organizzatori a scegliere come scenario per i vari momenti la parrocchia Gran Madre di Dio, dedicata alla madre di tutte le madri, Maria, genitrice di Gesù e modello di ispirazione per tutte le mamme del mondo.

L’appuntamento ha registrato la presenza del vescovo Gianpiero Palmieri, del responsabile dell’Ufficio Clero delle due Diocesi del Piceno don Luigino Scarponi, del parroco don Roberto Antonio Melone e del presidente del CF e del CAV Nicola Farinelli.

Riviviamo i momenti più significativi della giornata attraverso le parole dei protagonisti.

“L’adozione, un atto d’amore generoso e coraggioso”: le parole dei coniugi Lorena e Mimmo

La mattinata si è aperta presso i locali parrocchiali adiacenti alla chiesa Gran Madre di Dio con un momento di riflessione moderato dalla giornalista Carletta Di Blasio.

Durante l’incontro, i coniugi Lorena e Mimmo di Ascoli Piceno hanno parlato di affido e di adozione. In particolare, raccontando la loro personale esperienza avvenuta a partire dal 1997, hanno descritto l’adozione come “un atto d’amore generoso e coraggioso che trasforma il dolore dell’abbandono in una nuova possibilità di vita”, basata sull’accoglienza e non sul legame di sangue.

I due coniugi non hanno nascosto le difficoltà insite nel realizzare il loro desiderio genitoriale: l’adozione infatti è un percorso complesso non solo per  l’iter burocratico che richiede, ma soprattutto per il doversi confrontarsi con un passato doloroso: “il trauma dell’abbandono è una ferita che va rimarginata con tanto amore e che, nonostante questo, può riaprirsi  in altre circostanze della vita; bisogna quindi  essere capaci di affrontarla e superarla ogni volta”. Così hanno dovuto fare anche loro in occasione del matrimonio della loro figlia adottiva, avvenuto lo scorso anno, quando il distacco dalla loro casa per creare una nuova famiglia ha fatto rivivere alla giovane alcuni pensieri dolorosi del passato, superati grazie all’amore reciproco che si sono donati in questi anni.

Particolarmente commoventi sono state le parole della lettera che la loro figlia adottiva ha letto in occasione del suo matrimonio e che è stata riproposta ieri durante l’incontro. Una lettera piena d’amore per i suoi genitori adottivi e anche per i suoi genitori biologici. Una lettera che testimonia quanto l’adozione sia un incontro tra due bisogni: quello di un bambino o di una bambina di avere una famiglia e quello dei genitori di accogliere una vita tanto desiderata. Una lettera scritta senza rancore, bensì con la consapevolezza del grande amore ricevuto, che a sua volta ha dato la forza di donare un amore altrettanto grande, capace anche di non giudicare e di perdonare.

“Educare alla vita e all’altro fin dall’infanzia”: l’appello del dott. Ezio Aceti

Durante l’incontro, è intervenuto attraverso un contributo video anche il dott. Ezio Aceti, un luminare della psicologia infantile ed adolescenziale che ha anche conseguito un diploma di Magistero in Scienze Religiose. In questa doppia veste, Aceti ha illustrato il tema scelto quest’anno dalla Chiesa per celebrare la 48ª Giornata per la Vita: “Prima i bambini!“. Attraverso un excursus sul valore riservato ai bambini dai tempi di Gesù fino ai giorni nostri, ha spiegato la rivoluzione culturale compiuta da Gesù all’epoca e ha sottolineato “l’importanza di educare al valore della vita umana fin da piccoli“.

Aceti, che da diversi anni si occupa di terapie infantili e supporto alla genitorialità attraverso l’associazione da lui fondata Parvus” (una parola latina che in italiano significa proprio “bambino“), ha parlato anche della situazione geopolitica attuale, evidenziando la “necessità di educare all’altro fin dalla tenera età”, così da “abituare ogni essere umano ad avere bisogno dell’altro e a prendersi cura dell’altro”.

“Farsi piccoli come i bambini”: l’omelia del vescovo Gianpiero Palmieri

La mattinata è proseguita con la Celebrazione Eucaristica delle ore 11:00 presso la chiesa Gran Madre di Dio. La Santa Messa, presieduta dal vescovo Gianpiero Palmieri, è stata concelebrata da don Luigino Scarponi, responsabile dell’Ufficio Clero delle due Diocesi del Piceno, e don Roberto Antonio Melone, parroco della comunità ospitante. Presenti i diaconi Lorenzo Capocasa, Walter Gandolfi ed Emanuele Imbrescia. La celebrazione è stata impreziosita dalle voci  potenti del coro parrocchiale e dalla presenza di numerosi gruppi Scout.

Durante l’omelia, mons. Palmieri ha detto: “Grazie per vivere questa Messa insieme a tanti bambini, proprio oggi che in tutta la Chiesa Italiana si celebra la 48ª Giornata per la Vita. Il titolo di questa Giornata, infatti, è ‘Prima i bambini!’ ed è bellissimo perché ci ricorda che Gesù metteva i bambini al centro. Ma in che senso? Cerchiamo di comprenderlo bene. Al tempo di Gesù purtroppo i bambini non sono considerati di grande valore. Fino a 12 anni, cioè fino a quando non diventano degli adulti, non sono persone importanti. Gesù invece, quando parla del Regno di Dio, parla dei bambini non solo usando tutta la tenerezza del mondo – anzi tutta la tenerezza di Dio -, ma mettendoli al centro del discorso. I bambini sono importantissimi agli occhi di Dio e noi oggi festeggiamo questa giornata particolare proprio per ricordare tutti bambini del mondo, soprattutto quelli sofferenti a causa della guerra o perché hanno bisogno di cure mediche. Gesù ci dice: ‘Ogni bambino è figlio di Dio. Non disprezzateli mai!’. Ma non solo. Ci dice anche che, per far parte del Regno di Dio, bisogna essere come i bambini. Con questo, però, Gesù non intende dire che bisogna essere innocenti o teneri come i bambini, bensì che bisogna farsi poco importanti come vengono considerati loro all’epoca. Gesù ci dice che non bisogna essere come quegli adulti che si danno le arie, che si sentono importanti, che dicono: ‘Io sono potente!’, ‘Io sono nobile!’, ‘Io sono sapiente!?. Bisogna farsi piccoli come i bambini”. 

“No!” alle stragi di bambini:
il bambino che dall’assemblea ha gridato la sua contrarietà alle guerre

Il vescovo Gianpiero ha proseguito l’omelia commentando nel dettaglio le varie beatitudini: “Gesù dice ‘Beati i poveri in spirito!’, perché sono quelle persone che hanno bisogno di Dio e degli altri, quelle che sanno che non si sono fatte con le loro mani, ma attraverso Dio. Sono quelle persone che non dicono ‘Lei non sa chi sono io!’, quelle che non dimenticano che agli occhi di Dio siamo tutti ‘anawîm’, una parola ebraica che significa ‘poveri’. Quelle persone che si fanno piccole come i bambini, che sanno che hanno bisogno dei genitori, degli altri e di Dio. A volte, purtroppo, da adulti questa cosa si dimentica ed ecco che vengono fuori persone mostruose, che non sanno riconoscere lo Spirito Santo e che, per un pezzo di terra, per essere i più potenti del mondo, fanno una strage di persone, anche di bambini inermi”.

Proprio mentre il vescovo Gianpiero faceva la voce da cattivo per indicare i potenti che fanno strage di bambini, dall’assemblea si è alzata la voce di un bambino, che ha urlato ‘No!‘ alle guerre. Un momento particolarmente significativo che ha suscitato l’ilarità dei presenti, ma anche la loro commozione, sia per la spontaneità con cui è avvenuto, sia per il profondo significato che ha rappresentato.
Ha detto mons. Palmieri: “‘No!’ Questa è la lezione dei bambini che tutti siamo chiamati ad ascoltare”.

“Chiamati a mettere i più piccoli al primo posto”:
l’invito del presidente Nicola Farinelli

Durante la giornata il presidente Nicola Farinelli, ha ricordato in più occasioni i servizi offerti dal Centro Famiglia e dal Centro Accoglienza Vita, da lui diretti. Sia durante la tavola rotonda mattutina, sia al termine della Messa, sia durante il momento di convivialità vissuto a pranzo presso un agriturismo della zona, il presidente ha specificato che il Centro Famiglia offre a tutti i componenti della famiglia una consulenza familiare, sociale, pedagogica, medica, legale, morale, finanziaria e formativa, attraverso una équipe di specialisti e consulenti esperti e qualificati nei diversi campi; il Centro Accoglienza Vita, invece,  si rivolge in particolare alle donne in gravidanza e alle madri in difficoltà, che vivono problemi familiari, economici ed etici.

“Il tema scelto quest’anno dalla CEI – ha affermato Farinelli – è un forte richiamo alla responsabilità personale e collettiva. Ci viene chiesto di mettere al centro i più piccoli, i più fragili, coloro che non hanno voce, ma hanno diritto ad essere accolti, amati e protetti. Attraverso il Centro Famiglia e il CAV, noi cerchiamo di fare proprio questo, di aiutare le donne che si trovano in difficoltà e di favorirle da ogni punto di vista, così da sostenere le nascite e ogni singolo bambino o bambina che viene al mondo”.

L’appuntamento è stata anche l’occasione per ringraziare i professionisti e soprattutto i volontari che operano nelle strutture del CF e del CAV.

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