Nel 2025 la ricchezza dei miliardari è aumentata del 16% in termini reali, tre volte il ritmo medio degli ultimi cinque anni, raggiungendo il livello record di 18.300 miliardi di dollari. I 12 individui più ricchi del pianeta detengono da soli 2.635 miliardi di dollari, una cifra superiore alla ricchezza complessiva della metà più povera dell’umanità (oltre 4,1 miliardi di persone). Una concentrazione mai registrata nella storia, mentre una persona su quattro nel mondo vive in condizioni di insicurezza alimentare e quasi metà della popolazione globale è in povertà. È quanto emerge dal rapporto “Nel baratro della disuguaglianza. Come uscirne e prendersi cura della democrazia”, pubblicato oggi da Oxfam in apertura del World economic forum di Davos. L’organizzazione denuncia come l’accumulazione di ricchezza da parte dei super-ricchi si sia tradotta in un crescente potere politico, capace di influenzare regole economiche e processi democratici. Secondo le stime, un miliardario ha oggi 4.000 volte più probabilità di ricoprire incarichi politici rispetto a un cittadino comune.
Il dossier segnala inoltre che 7 delle 10 maggiori corporation mediatiche globali hanno proprietari miliardari, con un impatto rilevante sul discorso pubblico. Oxfam collega l’impennata dei patrimoni del 2025 anche all’attuazione, negli Stati Uniti e su scala internazionale, di politiche fiscali favorevoli alle élite economiche, con riduzione delle imposte per gli ultra-ricchi e ostacoli ai tentativi di regolamentare il potere delle grandi multinazionali.
(Infografica Oxfam)
La tendenza, osserva Oxfam, riguarda ormai molte aree del mondo: nel 2025 le fortune dei miliardari sono cresciute di 2.500 miliardi di dollari, quasi quanto la ricchezza della metà più povera dell’umanità. Per la prima volta il numero dei miliardari ha superato quota 3.000, mentre il patrimonio di Elon Musk ha oltrepassato, seppur temporaneamente, i 500 miliardi di dollari.
“La legge del più ricco sta portando al fallimento della democrazia”, afferma Roberto Barbieri, direttore generale di Oxfam Italia, denunciando governi che “agiscono in difesa di un’élite oligarchica”, comprimendo diritti e spazi di dissenso. La povertà estrema, intanto, torna a crescere in Africa, mentre i tagli agli aiuti internazionali potrebbero causare oltre 14 milioni di morti aggiuntive entro il 2030 nei Paesi più poveri. Secondo il rapporto, la disuguaglianza economica alimenta l’erosione dei diritti e favorisce derive autoritarie: il rischio di arretramento democratico è sette volte più elevato nei Paesi con maggiori disparità. Tra il 2004 e il 2024 la quota di popolazione mondiale che vive in autocrazie è aumentata di quasi il 50%; oggi solo tre persone su dieci vivono in una democrazia.




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