SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA – È stata un’intera giornata di festa quella vissuta ieri, Domenica 18 Gennaio 2026, dalla comunità di Sant’Egidio alla Vibrata per l’ingresso di don Marco Claudio Di Giosia e don Duilio Pili, avvenuto durante la Celebrazione Eucaristica delle ore 11:00, presso la chiesa Sacro Cuore.
Ancora una volta, il vescovo Gianpiero Palmieri ha mescolato un po’ le carte a sua disposizione e ha nominato un presbitero della Diocesi di Ascoli Piceno alla guida di una comunità della Diocesi di San Benedetto del Tronto – Ripatransone – Montalto, un chiaro segno di una sempre maggiore unione delle due Chiese del Piceno.
Ma la vera novità è un’altra: la nascita dell’Unità Pastorale di Sant’Egidio alla Vibrata, che riunisce le parrocchie di Sant’Egidio Abate, San Giuseppe in Paolantonio e Santa Maria in Faraone, superando i confini parrocchiali tradizionali per costruire cammini di fede più ampi e solidi in una zona che, a livello pastorale, è storicamente omogenea.
Ad accompagnare la comunità santegidiese in questo passaggio storico determinante saranno tre presbiteri ed un diacono: don Marco Claudio Di Giosia, parroco della comunità di San Giuseppe in Paolantonio e vicario foraneo della Vicaria di Santa Maria in Montesanto, ora nominato parroco moderatore della nuova Unità Pastorale; don Duilio Pili, già vicario parrocchiale delle parrocchie di Sant’Antonio di Padova in Villa Sant’Antonio e Santa Maria in Castel di Lama, ora nominato parroco in solido della nuova Unità Pastorale; don Elvezio Di Matteo, parroco delle comunità di Ripe di Civitella, Cerqueto e Faraone, che assumerà il ruolo di collaboratore parrocchiale restando a Faraone; il diacono Giovanni Scarciglia, già a servizio di tutte le parrocchie santegidiesi.
La preghiera davanti alle tombe dei presbiteri defunti
La ricca giornata è iniziata alle ore 10:00, quando il vescovo Gianpiero, insieme a don Marco Claudio e a don Duilio, è entrato nella chiesa Sacro Cuore per fare visita alla tomba dei presbiteri tumulati nell’edificio sacro, tra i quali c’è anche don Tommaso Capriotti, tornato alla Casa del Padre lo scorso 30 Giugno 2025, che aveva chiesto di riposare tra la sua gente, in quella comunità che lo aveva accolto e che egli aveva servito per lunghi anni con dedizione.
La visita in Comune e il saluto del sindaco Amatucci
Pochi minuti di preghiera e poi i tre si sono recati al Municipio, dove, presso la Sala Consiliare, alle ore 10:15, sono stati accolti dal primo cittadino di Sant’Egidio alla Vibrata Annunzio Amatucci, dalla vicesindaca Alessandra Lucidi, dall’intera Amministrazione Comunale, dal maresciallo Paolo Dorigo, comandante della Stazione Carabinieri di Sant’Egidio alla Vibrata, e dal vicecommissario Eugenio Cagnazzo, comandante della Polizia Locale della cittadina abruzzese. Tutti insieme hanno dato il benvenuto ai nuovi parroci e promesso collaborazione e sostegno.
Queste le parole del sindaco Amatucci, il quale, “con vivo piacere” ha dato il benvenuto a don Duilio: “Bentornato nel nostro amato Abruzzo, visto che sei di origini pescaresi. È con gioia ed orgoglio che saluto l’Unità Pastorale di Sant’Egidio. Da sempre i nostri parroci sono a disposizione della nostra comunità e sono un punto di riferimento per i nostri giovani, adulti ed anziani. Il mio ed il nostro augurio è che affrontino, con tenacia, dialogo e vicinanza, le problematiche che affliggono la nostra comunità”.
Il primo cittadino ha poi auspicato una stretta collaborazione nelle varie occasioni di festa che si presenteranno e ha ricordato la cooperazione già in atto per la stesura e sottoscrizione di un patto educativo condiviso da tutte le associazioni e le istituzioni presenti sul territorio.
Amatucci ha infine espresso “profonda gratitudine per il vescovo Palmieri, per aver donato alla comunità un giovane prete come don Duilio, che sarà affiancato dall’esperienza di don Marco Claudio, di don Elvezio e del diacono Giovanni”.
La Santa Messa e le parole del vescovo Palmieri
Alle ore 11:00 la scena è tornata nella maestosa e magnifica chiesa Sacro Cuore, che per l’occasione era gremita, per la solenne Celebrazione Eucaristica, andata in onda in diretta Facebook. La Messa, presieduta da mons. Palmieri, è stata concelebrata dai tre presbiteri che svolgeranno il loro Ministero a Sant’Egidio, oltre che da don Gian Luca Pelliccioni, parroco della comunità di Santa Maria della Pace di Ancarano e rettore dell’Abbazia di Santa Maria in Montesanto a Civitella del Tronto, da don Paolo Sabatini, parroco delle comunità di Sant’Antonio di Padova in Villa Sant’Antonio e Santa Maria in Castel di Lama, e da don Florindo D’Emidio, presbitero originario di Sant’Egidio alla Vibrata e missionario in Camerun da molti anni.
Presenti anche quattro diaconi: oltre a Giovanni Scarciglia, che già da tempo accompagna la comunità locale, anche Andrea D’Aprile, Emanuele Imbrescia e Attilio Strappelli.
A rendere ancora più preziosa la Celebrazione è stata la presenza della Comunità Neocatecumenale locale e dei cori riuniti della parrocchia di Sant’Egidio abate, diretti dalla Mª Sabrina Vulpiani ed accompagnati dall’organista Giuseppe Coppolella.
Ingente la folla che ha riempito le navate della chiesa: oltre agli amici e ai parenti dei due presbiteri, anche tantissimi i fedeli delle tre parrocchie santegidiesi, ma tantissimi anche quelli della comunità di Castel di Lama da cui proviene don Duilio Pili.
Dopo l’invocazione dello Spirito Santo sui due parroci in solido, sono stati compiuti due gesti liturgici molto significativi che esprimono il loro Mistero in mezzo alla comunità ecclesiale: prima l’aspersione dell’altare e di tutti i fedeli con l’acqua benedetta del Fonte Battesimale, ad opera di don Marco Claudio; poi la venerazione dell’altare con il bacio dato dai due presbiteri e l’incensazione dell’altare e dell’assemblea, da parte di don Duilio.
Durante l’omelia, il vescovo Gianpiero ha detto: “Il nostro cuore è pieno di gioia perché non fa mai mancare persone al servizio della nostra comunità”. Ha quindi elencato i nomi dei presbiteri che hanno accompagnato e che accompagneranno la Chiesa santegidiese e che ha definito “un dono grande di cui essere sempre riconoscenti”.
Mons. Palmieri poi ha proseguito, commentando la pericope del Vangelo del giorno: “Giovanni Battista è consapevole e lo dice chiaramente: ‘Non sono io Colui che toglie i peccati del mondo’. Il termine che noi abbiamo tradotto con ‘togliere’, letteralmente significa ‘prendere su di sé’: è quindi un atto concreto. Giovanni dice che è un altro a cui lui non è degno neanche di sciogliere i lacci dei sandali, un’espressione molto bella per dire che
Gesù è il servo che Israele attende, che il mondo attende.
Non a caso nella Prima Lettura, abbiamo ascoltato il secondo dei quattro Cantici di Isaia che vengono definiti i ‘Cantici del servo di Dio’, cioè di Colui che prende su di sé il peccato del mondo, di Colui che si offre per amore. In Isaia, però, il servo di Dio è anche il popolo e poi anche una persona, forse il profeta stesso. È bella questa immagine: l’agnello di Dio è solo Gesù, ma noi siamo inviati nel mondo, per collaborare con Lui alla realizzazione del Suo Regno.
Il Battesimo di Gesù è scendere sempre più in basso. Gesù non è soltanto un uomo che vede i nostri peccati dall’esterno. Al contrario, Egli scende nelle profondità della nostra vita per salvarci. Gesù non rimane ai margini della nostra vita, bensì entra in profondità, come quando entriamo in chiesa e Lo preghiamo o quando ci confessiamo, quando ci disperiamo e non sappiamo cosa fare. Egli entra nel nostro peccato, scende nei nostri inferi per strapparci da questa condizione. Egli ci battezza di Spirito Santo, donandoci una vita nuova.
Se dunque noi ci lasciamo convertire il cuore e consegniamo al Signore ogni nostra debolezza, il Signore la guarda con amore e la scioglie, trasformando il nostro cuore di pietra in un cuore di carne. E possiamo andare nel mondo come creature nuove”.
Ha infine concluso il vescovo Gianpiero: “Marco Claudio e Duilio sono uomini pieni di debolezza. E voi ve ne accorgerete subito, questo noi preti lo sappiamo. Ma abbiamo un impagabile onore: quello di annunciare la Parola di Dio, di ascoltare nei colloqui la vostra vita faticosa e bellissima, di condividere con voi gioie e dolori e poi di ritrovarci la Domenica per incontrare il Pane Eucaristico, che ci fa diventare una cosa sola con Sè e con la Sua Chiesa. E poi il Signore ci dice: ‘Tu sei me nel mondo! Come il servo di Isaia, ti ho messo la mia Parola sulle labbra, ti rendo leggero il cuore, ti do la forza per le tue mani fiacche e le tue ginocchia vacillanti. Perciò, datti da fare per la pace, la giustizia, l’onestà, le relazioni fraterne!’. Ecco allora la straordinaria grazia che il Signore ci dona. I presbiteri testimoniano una logica diversa da quella del mondo: non attaccamento al potere, ma servizio; non in cerca di gloria, ma umiltà; no risentimento, ma amore.
Vedete, allora, che dove tutto è stretto, il Signore apre confini più ampi. Siate dunque una comunità coraggiosa, capace di testimoniare la fede!“.
Le parole di don Marco Claudio Di Giosia alla comunità
Il nuovo parroco moderatore don Marco Claudio ha prima di tutto effettuato alcuni ringraziamenti: “al vescovo Gianpiero, che ha provveduto a questa piccola porzione di Chiesa, a Duilio, che ha detto di sì, a tutti i sacerdoti che ci hanno preceduto”. In particolare ha ricordato il compianto don Tommaso Capriotti e don Luigino Scarponi, “che da noi si è beccato davvero molte rogne – il terremoto, il Covid e l’incendio della chiesa. Grazie davvero!”. Un pensiero che ha trovato l’accordo della comunità, la quale ha manifestato il suo assenso con un applauso scrosciante.
A seguire il parroco ha affermato: “Io e don Duilio vogliamo costruire una Chiesa sempre più missionaria, fondata sulla Parola e sui Ministeri. Siamo sicuri che pian piano ci arriveremo“.
Infine don Marco Claudio ha ricordato le parole in dialetto romano pronunciate da San Giovanni Paolo II il 26 Febbraio 2004, in occasione di un incontro con i parroci e il clero della Diocesi di Roma. Scherzando, le ha poi ripetute in dialetto santegidiese: “Vlemc be’, demc da fa’, sem d Sant Ilije (n.d.r. Vogliamoci bene, diamoci da fare, siamo di Sant’Egidio!)”.
Le parole di don Duilio Pili alla comunità
Ultimo a parlare è stato il nuovo parroco in solido don Duilio, il quale, scherzando, ha detto: “Bene! Io adesso non so che dire!”.
Tra le risate generali, il parroco ha poi proseguito, unendosi ai ringraziamenti di don Marco Claudio ed aggiungendo quelli ai preti presenti: “Ringrazio Dio, per questa chiamata, e i sacerdoti che hanno voluto condividere con noi questo momento“.
Ha infine concluso: “Sono contento di questa Parola di oggi, perché mi conferma che questo è il posto per me, perché è quello che il Signore vuole per me. Spero di essere per voi il vostro Giovanni battista, quello che vi riempirà di Cristo. Per il resto, camminiamo insieme e scopriamo insieme Cristo!”.
L’accoglienza della comunità e la festa in piazza
Al termine della celebrazione, la comunità santegidiese ha preparato una vera e propria festa all’aperto, nella piazza antistante la chiesa Sacro Cuore, dove i fedeli hanno intonato canti di benvenuto, hanno brindato ai nuovi parroci ed offerto un ricco aperitivo a tutti i presenti. Un’accoglienza molto calorosa, che ha commosso i presbiteri e ha fatto vivere un clima di grande gioia a tutti i convenuti.
La prima Messa celebrata da don Duilio Pili a Sant’Egidio
In serata, alle ore 18.00, presso la chiesa San Giuseppe, in Paolantonio, don Duilio Pili ha presieduto la sua prima Messa nella comunità santegidiese. A concelebrare insieme a lui, sono stati don Marco Claudio Di Giosia, don Elvezio Di Matteo, don Andrea Di Bonaventura e don Giovanni Rossi. Presenti anche i diaconi Alberto Fossati, Giovanni Scarciglia e Attilio Strappelli.
Dopo la Celebrazione Eucaristica, i fedeli hanno organizzato un altro momento di convivialità per concludere la giornata di festa.
Grande la gioia dei presbiteri che hanno ringraziato per la calorosa accoglienza ricevuta ed augurato alla comunità un cammino ricco di grazia, da percorrere insieme con fiducia e coraggio.


























































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